2.a.1 – Anche la cultura dipende dalla selezione naturale?

Letto 1970 volte.
3 Aprile 2009 — Riccardo Sabellotti - Giacinto Sabellotti

lavagna

         

Anche la cultura dipende dalla selezione naturale?

E’ a tutti noto che alcune caratteristiche fisiche individuali vengono ereditate dalla prole. Tale fenomeno è dovuto a dei microscopici elementi materiali, definiti geni, che vengono trasmessi dai genitori ai figli.
Allo stesso modo, determinati comportamenti, come l’uso di semplici strumenti da parte di alcuni animali, vengono insegnati dai genitori ai figli divenendo una caratteristica propria della discendenza. Tali elementi culturali vengono trasmessi di generazione in generazione e possono influire sul successo riproduttivo della discendenza esattamente come i geni.
In modo analogo ai geni, anche gli elementi culturali che risultano vantaggiosi in un dato ambiente si diffondono sempre più nella popolazione fino a diventare una caratteristica comune. Ne segue allora che gli elementi culturali sono soggetti a selezione naturale proprio come le caratteristiche fisiche e tale analogia appare così stretta da poter definire le componenti del patrimonio culturale come geni culturali.

Sulla cresta dell'onda

PALCO D’ONORE
us3  EDWARD OSBORNE WILSON  stellastellastellastella

lampadina   COME REGISTRARSI?

iperindice  IPERINDICE

                                         

ccl

       

  

7 Commenti per “2.a.1 – Anche la cultura dipende dalla selezione naturale?”

  1. Alafrida dal Lago ha detto:

    La cultura può influire anche negativamente sul fenomeno della riproduzione e quindi sul mantenimento della specie. Oggi in Italia, per motivi socioculturali, la media dei figli per coppia è inferiore a due e ciò significa che ci siamo creati un mondo che forse ci darà molti agi e libertà, ma che allo stesso tempo ci sta portando all’estinzione.

    • Lucrezia dal Drago Alato ha detto:

      Però, mica male come soluzione, con una media di un figlio a coppia (ottenuta spontaneamente, senza leggi apposite come in Cina) fra un paio di generazioni avremo risolto un sacco di problemi: traffico, carenza di ospedali e università, disoccupazione, prezzi delle case…

      • Morias Enkomion ha detto:

        Non dimentichiamo gli immigrati… non dimentichiamo che il mondo appartiene a tutti se e’ vero che, come qualcuno propugna, siamo tutti fratelli! 😉

        • Gerulfo delle Milizie ha detto:

          E’ proprio perché siamo tutti fratelli che gli immigrati sono tali per una sola generazione, i figli si integrano nel nuovo habitat e ne assumono ogni tratto culturale, compresi quelli negativi che, come dice Alafrida, ci stanno portando all’estinzione.

          • Morias Enkomion ha detto:

            Ti assicuro che non e’ ovunque cosi’, e considero l’esempio di Londra dove i continui flussi di immigrazione hanno creato delle realta’ locali che sono una copia esatta degli stati nazionali di provenienza. Ma vale lo stesso per Parigi con i maghrebini o Berlino con i turchi. Integrati ma con una forte identita’ cuturale che non e’ quella del Paese ospite.

          • Gerulfo delle Milizie ha detto:

            Mi sono spiegato male, mi riferivo alle abitudini che portano ad essere studenti almeno fino a 25 anni, a non trovare poi lavoro o a trovarlo non adeguatamente remunerato, a dover sostenere mutui trentennali per l’acquisto di un piccolo appartamento e a decidersi a metter su famiglia quando i conti tornano, cioè in età avanzata (soprattutto per le donne), insomma quelle condizioni ambientali che portano ad un drastico abbattimento della natalità.

  2. Morias Enkomion ha detto:

    Caro Gerulfo, aggiungo quelle condizioni ambientali che portano ad un drastico abbassamento – se mai e’ stata davvero alta – della nostra possibilita’ di essere cio’ che siamo e di realizzarci in base a cio’.

RSS feed for comments on this post.

Scrivi un commento

Devi essere connesso per inviare un commento.

Il progetto Ofelon usa la licenza Creative Commons
Creative Commons License