2.a.6 – La cultura favorisce sempre la sopravvivenza?

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8 Aprile 2009 — Riccardo Sabellotti - Giacinto Sabellotti

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La cultura favorisce sempre la sopravvivenza?

Abbiamo detto che la cultura nasce come integrazione del patrimonio genetico e che anch’essa è soggetta alla selezione naturale; dato che, per la selezione naturale, la sopravvivenza del singolo, della discendenza e della specie sono secondarie rispetto a quella dei geni, analogamente lo saranno anche rispetto ai geni culturali.
Quanto appena affermato ci porta a ribaltare il normale concetto di cultura intesa come strumento al servizio della nostra vita e tuttavia, anche in questo caso, l’importante è sapere che non sempre la cultura, in quanto selezionata dalla natura, lavora per il nostro bene, poiché in tal modo potremo difenderci in modo adeguato.
Vediamo ora come si evolve la cultura nella società umana ed esaminiamo un caso limite: in alcune tradizioni religiose i sacerdoti fanno un voto di castità che impedisce loro di riprodursi e tuttavia essi non si estinguono. Da millenni apposite scuole formano nuove generazioni di sacerdoti che non sono la discendenza genetica delle precedenti, ma che costituiscono la loro discendenza culturale; i nuovi sacerdoti nascono come tali grazie all’insegnamento dei loro professori, i quali svolgono un ruolo analogo all’ape regina, cioè quello di organo di riproduzione, in questo caso culturale, dando origine a una nuova generazione di sacerdoti; questi ultimi a loro volta non si riprodurranno, esattamente come le api operaie, ma alcuni di essi ricopriranno il ruolo di nuovi professori che assicureranno il futuro della categoria.
Tale fenomeno non è ristretto ai soli sacerdoti, anzi oggi è esteso a quasi tutte le categorie della complessa società umana, tanto che ogni anno le scuole e le università formano nuove generazioni di professionisti. Per esempio i medici spesso non sono figli di altri medici e allo stesso tempo, non facendo voto di castità, avranno dei figli i quali a loro volta sceglieranno il mestiere che preferiranno. Lo stesso possiamo dire dei commercialisti, dei poliziotti e di ogni altra categoria professionale.
Passando dal mondo animale a quello della società umana siamo perciò obbligati a distinguere fra discendenza genetica e discendenza culturale poiché spesso non coincidono.
Nel mondo animale le due forme di discendenza coincidono quasi sempre e quindi geni e cultura si integrano a vicenda: la selezione naturale premia il successo riproduttivo genetico, tale successo permette di tramandare la cultura di famiglia, come per esempio le varie tecniche di caccia, la cultura tramandata a sua volta agevola una nuova riproduzione e così via in perfetta armonia.
Si può allora concludere che nel mondo animale le componenti culturali giocano la stessa partita e nella stessa squadra delle componenti genetiche; esse producono infatti la stessa discendenza e saranno di conseguenza selezionate in modo da integrarsi perfettamente. Dato che entrambe le componenti hanno sempre lo stesso fine, esse in modo coerente sosterranno sempre insieme sia la sopravvivenza individuale, sia quella della specie.
Nel caso dell’uomo invece, quando la discendenza genetica è diversa da quella culturale, tale sinergia può venir meno: per esempio, un aumento della fertilità degli ingegneri non è detto che aiuti il progresso tecnologico e a sua volta un incremento della tecnologia non è detto che favorisca la fertilità degli ingegneri. Queste banalità, pur indubbiamente risibili, devono far riflettere su come, nella società umana, le componenti culturali possono rompere l’originario legame con quelle genetiche e avere fini diversi; si può persino giungere ad un netto contrasto fra le due necessità riproduttive, come nel caso dei sacerdoti la cui tradizione culturale impone il blocco della riproduzione genetica.

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2 Commenti per “2.a.6 – La cultura favorisce sempre la sopravvivenza?”

  1. Leonardo il Grosso ha detto:

    Dopo aver parlato di similitudini e sinergie fra il patrimonio genetico e quello culturale, il concetto di “discendenza culturale” è veramente interessante ❗

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