2.c.6 – La filosofia ha una funzione biologica?

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20 Maggio 2009 — Riccardo Sabellotti - Giacinto Sabellotti

filosofiaLa filosofia ha una funzione biologica?

Un’antica tradizione fa risalire al celebre filosofo Pitagora la prima definizione di filosofia; egli indica come filosofia una continua ricerca senza fine della sapienza, una sapienza perfetta alla quale ci si può avvicinare, ma che nella sua interezza è riservata solo agli dei.
Nel tempo, mutando il modo di classificare i diversi campi della conoscenza, anche il termine filosofia ha avuto molteplici slittamenti di significato; tuttavia la concezione di Pitagora mantiene una sua attualità sia perché è di facile comprensione, sia perché è coerente con la moderna concezione naturalistica basata sul finalismo biologico che ora introdurremo.
L’essere umano per sua natura è curioso e tale curiosità ha una funzione biologica; essa infatti ci spinge a conoscere l’ambiente che ci circonda e ad accumulare esperienze che torneranno utili nel corso della vita. Le informazioni che accumuliamo vengono ordinate, associate e interpretate; tutto questo lavoro porta a disegnare la ormai ben nota mappa mentale grazie alla quale ci orientiamo sia nella vita di ogni giorno, sia nei progetti a lungo termine. Anche se non ne siamo consapevoli, la nostra curiosità e la nostra immaginazione hanno dunque una funzione pratica.
Lo sviluppo del modello mentale avviene normalmente in modo spontaneo, non intenzionale. Tale lavoro non si basa solo sulle esperienze personali, ma anche su un bagaglio culturale che la collettività ci trasmette. Risulta così che la nostra visione del mondo dipende fortemente dal nostro ambiente culturale e che dentro tale ambiente ciascuno veda il tutto in modo simile agli altri. La formazione di questa immagine del mondo è quindi il frutto di una ricerca sia personale, sia collettiva e tale ricerca è, in fondo, la filosofia secondo il pensiero di Pitagora. Da un punto di vista biologico la filosofia è quindi uno sforzo per capire il mondo al fine di poterci vivere al meglio, è una strategia evolutiva con una chiara funzionalità biologica.
Con il termine filosofia spesso si indica anche il risultato della ricerca anzidetta ovverosia l’immagine che si è creata; quindi si può dire che una certa filosofia è un dato modo di vedere il mondo, un particolare modello mentale.
Possiamo riunire le due accezioni precedenti nella seguente definizione:
studio specifico, intenzionale o meno, inteso come ricerca e forma di sapere riguardo la natura del mondo, dell’uomo e delle loro relazioni, finalizzato a una visione globale della realtà.
Tale concezione, per come si è formata, esprime una visione naturalistica della filosofia e si propone come una delle soluzioni possibili al secolare problema di dare una definizione della filosofia.
È bene ricordare che nello studio di questa disciplina si usano due approcci fondamentali:
• quello storico, che segue l’evoluzione nel tempo del pensiero preso in esame;
• quello per argomenti o problemi fondamentali.
Come in una cartina geografica vi sono i punti cardinali, così nella nostra cartina ideale abbiamo delle verità, dei concetti di base particolarmente importanti al fine di orientare il nostro comportamento: cosa è bene e cosa è male, che ruolo abbiamo nell’universo e nella vita, per quale motivo ci è toccato tale ruolo, perché la natura appare talvolta crudele, ecc.
Individuare questi concetti di base equivale a trovare una risposta alle cosiddette domande fondamentali che ogni uomo si pone: “Chi siamo? Da dove veniamo? Che senso ha la vita? Che ruolo abbiamo nell’universo?”
Queste domande possono essere meglio riassunte nelle seguenti:
• che ruolo abbiamo nella vita e nell’universo?
• cosa dobbiamo fare di conseguenza?
È importante ricordare che si può ottenere un comportamento valido, corretto e funzionale per la sopravvivenza della specie anche con risposte assolutamente errate. Lo stesso si può dire di un comportamento di successo che incontri il favore di una popolazione; ciò può spiegare il proliferare di scuole di pensiero tanto diverse ed in perenne disaccordo.
Sebbene lo scopo reale della nostra curiosità e della nostra fantasia sia la creazione di un mondo immaginario, ma funzionale, bisogna ricordare che per essere funzionale tale modello deve avere un certo grado di coerenza con l’esperienza; la verità è quindi in genere considerata come un sommo bene e indicata come oggetto principale o unico della ricerca, anche se poi di norma ci si deve accontentare di un qualche surrogato.

IL CASO CELEBRE
   BARUCH SPINOZA
                                                  

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 CONCETTI IN PILLOLE
 pillola1  n. 11 – LA FILOSOFIA BIOFUNZIONALE
 

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6 Commenti per “2.c.6 – La filosofia ha una funzione biologica?”

  1. Angelica dal Vessillo Dorato ha detto:

    Beh, ragazzi, tra mondo immaginario, mappa mentale e filosofia biofunzionale vi siete proprio superati, ma che ne pensano gli psicologi, gli etologi e gli insegnanti di filosofia, insomma gli addetti ai lavori? Scusate la diffidenza, ma come l’avete presentata voi sembra tutto così semplice e logico che mi è venuto il dubbio se sia possibile.

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    • Carlotta da Camerino ha detto:

      Il tuo dubbio è più che legittimo, però a ben vedere il tuo atteggiamento (simile al mio), è assolutamente conforme alla teoria della chiusura mentale automatica rispetto a una cosa fortemente innovativa che non si può immediatamente inserire nella mappa mentale, proprio come dicono questi pazzi…

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    • Gismondo il Malagrotta ha detto:

      E’ giusto sentire cosa dicono gli esperti, ma se tale impostazione risultasse troppo in contrasto con la dottrina attuale, saranno proprio gli esperti a rifiutarla a priori per difendere la loro professionalità. Basti pensare a come veniva deriso ed emarginato Einstein dagli accademici del tempo rispetto alla teoria della relatività, ma procedendo indietro nel tempo ad altri è andata anche peggio fino a finire sul rogo per eresia.

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      • Petronilla la Sottile ha detto:

        Però in un certo senso li capisco, per uno abituato a sentirsi un’autorità accademica, non deve essere piacevole se viene dimostrato che non ha capito niente della sua materia per tutta la vita (o quantomeno che c’è qualcuno molto più in gamba)

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  2. Morias Enkomion ha detto:

    Credo che la ricerca della verita’ debba essere la luce che illumini il cammino. E’ poi ovvio che tale verita’ non sara’ trovata il primo giorno della ricerca, ma cio’ non significa accontentarsi della prima approssimazione.

    Per esempio, quanto detto finora ha i requisiti della logica, della chiarezza e della semplicita’. Direi che passa il rasoio di Occam, e quindi e’ una luce che puo’ illuminare i percorso. Sicuramente non e’ la Verita’, ma e’ un ottimo inizio.
    Sul rasoio di Occam: http://it.wikipedia.org/wiki/Rasoio_di_Occam

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