2.c.13 – Quali sono i limiti della scienza?

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27 Maggio 2009 — Riccardo Sabellotti - Giacinto Sabellotti

limitiQuali sono i limiti della scienza?

Quali sono i punti deboli della scienza sperimentale? Esaminando il primo passo del metodo, cioè l’osservazione e la misura, si può notare come esso possa funzionare solo se si conoscono le giuste grandezze da misurare; come si potrebbero studiare i fulmini senza conoscere grandezze come corrente elettrica, carica elettrica e campo elettrico? La fisica dell’elettromagnetismo ha infatti iniziato a svilupparsi solo con l’introduzione di questi concetti. Se non è chiaro cosa misurare è necessario aspettare che qualcuno lo chiarisca e fino ad allora si rimarrà in una situazione di stallo; lo stesso accade con fenomeni molto complessi come quelli biologici nei quali è difficile individuare le cause principali fra le tante presenti. Più che veri e propri limiti quelli sopra citati sono dei fattori di ritardo in quanto in genere vengono superati con il tempo.
Il prodotto della ricerca scientifica è solo un modello matematico, idealizzato e nel migliore dei casi semplificato, della realtà, ma anche questo non è un vero limite poiché sebbene sia vero che le teorie scientifiche non sono la verità perfetta, sappiamo che l’errore è sufficientemente piccolo per cui tutto va come se lo fosse, anzi eventuali semplificazioni rendono più agevoli i calcoli matematici e rendono i modelli più facili da usare.
Un vero limite del metodo scientifico è costituito dal fatto che tale metodo è troppo lento ed impegnativo per le esigenze della vita quotidiana; l’uomo comune non può utilizzarlo per interpretare le proprie esperienze personali, è uno strumento da specialisti per lo studio della natura.
L’essere umano continua dunque a produrre credenze in maniera poco rigorosa, sia perché è nella sua natura, sia perché è una attività ancora indispensabile; la scienza ha reso superate molte antiche credenze sostituendo ad esse i propri modelli, ma questi sono stati accettati come nuove superstizioni, non in base ad una nuova mentalità scientifica; per esempio il modello astrologico, secondo il quale gli astri ruotano attorno alla Terra influenzando la vita delle persone in base alla data di nascita, è stato da molti disconosciuto a favore del modello della gravitazione universale, il quale afferma che gli astri si muovono per l’inerzia o per la forza di gravità e non hanno alcuna influenza sulla vita dei singoli, ma coloro che hanno accettato il nuovo modello quasi sempre ignorano completamente le basi scientifiche che ne costituiscono il fondamento e quindi non sanno perché sia migliore del precedente.
Inoltre la scienza non può sostituire il sistema di credenze degli esseri umani poiché il suo scopo è descrivere la realtà dei fatti, ma la realtà non ci interessa più di tanto, sappiamo che la nostra mente ha anche altre esigenze oltre la ricerca della verità, il nostro mondo immaginario non deve essere vero, ma funzionale a soddisfare le esigenze dettate dall’inconscio come l’economia mentale, il desiderio di prestigio, quello di sicurezza, il conformismo, l’amore, ecc.; la verità non sempre è in grado di soddisfare tali esigenze radicate nei nostri geni e quindi le verità scientifiche talvolta vengono rifiutate oppure modificate: ricordiamoci i tentativi di provare scientificamente la superiorità della razza bianca su quella nera sulla base della teoria dell’evoluzione o di lievi differenze della conformazione cranica. Le superstizioni sono dunque un fenomeno naturale profondamente radicato nell’essere umano e, al pari del desiderio sessuale, si tratta di un fenomeno che può essere gestito, ma non eliminato; la natura prevede che il nostro credo personale venga aggiornato, ma sostituire una credenza con una verità spesso non è sufficiente, la verità non basta, la sostituzione deve avvenire con un nuovo modello coerente con quello scientifico, ma anche con la psicologia umana, altrimenti non sarà mai un modello adeguato.
Le considerazioni precedenti ci portano ad un altro limite della scienza che è l’umanità degli scienziati; in quanto esseri umani essi tendono a rifiutare ciò che è scomodo, subiscono l’influenza di ideologie politiche o religiose e di conseguenza forniscono interpretazioni e giudizi non obiettivi riguardo ai dati sperimentali; in tempi recenti hanno iniziato a circolare voci su manipolazioni od occultamenti di dati sperimentali per favorire gli interessi economici di grandi industrie farmaceutiche o petrolifere, forse si tratta solo di voci, ma il rischio per il futuro è sicuramente reale in quanto gli studiosi non possono essere tutti quanti immuni alla corruzione.
Parlare della corruzione degli scienziati come di un limite non è del tutto corretto, in realtà si tratta di un vero pericolo, una malattia che può paralizzare una delle nostre risorse più preziose, l’unico metodo a nostra disposizione che ci spinge verso un reale progresso.
La scienza infine è uno studio limitato ai fenomeni naturali e questo è un limite intrinseco alla sua natura; il tentativo di applicare il metodo sperimentale alle leggi dell’economia ha prodotto un gran numero di fallimenti; questo perché le leggi di natura non variano nel tempo mentre quelle dell’economia delle comunità umane lo fanno con velocità notevole, essendo legate all’evoluzione culturale. Il metodo sperimentale non può essere utilizzato con profitto per rappresentare delle leggi che variano nel giro di pochi anni, poiché anche i migliori modelli diverranno inutilizzabili con la stessa rapidità.
Non è escluso tuttavia che possano comparire nuovi metodi con caratteristiche analoghe a quello sperimentale; sappiamo che le carte vincenti della scienza sono: osservazioni precise, modelli accurati e miglioramento continuo; queste tre caratteristiche le ritroviamo nei sistemi di gestione aziendale per la qualità che tanto successo hanno avuto in Giappone a partire dagli anni ottanta del secolo scorso; può darsi che sia un primo passo per portare il progresso oltre i limiti dello studio della natura.

 

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2 Commenti per “2.c.13 – Quali sono i limiti della scienza?”

  1. Leonardo il Grosso ha detto:

    E’ vero che il metodo scientifico è concepito per lo studio della natura e non per lo studio dei costumi sociali, ma è anche vero che questi ultimi evolvono anch’essi secondo leggi naturali e quindi più si approfondisce scientificamente la conoscenza delle leggi della natura, più si potrà gestire un vero progresso sociale.

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  2. Morias Enkomion ha detto:

    Ci sono scoperte e scoperte. Alcune possono produrre grandi risultati a livello globale che pero’ poco o niente cambiano il modo di percepire l’ambiente da parte dell’essere umano, come la scoperta della struttura interna e della divisibilita’ dell’atomo. Per l’uomo della strada l’atomo e’ una sorta di sistema solare in miniatura, con il nucleo-sole al centro e gli elettroni-satelliti che ruotano su orbite fisse. Il resto vuoto. Niente di piu’ sbagliato! Ma conoscere la verita’ cambia poco.

    Invece la meccanica quantistica puo’ rivoluzionare il modo di pensare e capire la realta’. Ecco che la cultura puo’ essere un elemento ‘scatenante’, cioe’ che libera dalle catene della nostra pseudo razionalita’ e pseudo conoscenza.

    Un altro esempio: secondo l’attuale cultura l’astrologia e’ una credenza popolare non suffragata dalla scienza. Cosi’ ci dicono, cosi’ e’ stato detto anche qui, cosi’ crediamo, esattamente come chi crede nell’astrologia. In realta’ le ultime notizie di astrofisica ci dicono che esiste una strana energia oscura che permea l’universo, che ne rappresenta il 75%, della quale non si sa praticamente nulla. Ma deve esistere secondo le teorie attuali della fisica. Sembra quell’energia che permea tutto di cui parlano gli astrologi seri, non quelli della televisione. Ho detto sembra ovviamente. Ma ripeto, se vogliamo capire, dobbiamo andare oltre i limiti e aprire la mente anche a cio’ che ci sembra impossibile.

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