2.c.14 – Cosa lega pubblicità e inconscio?

Letto 3577 volte.
28 Maggio 2009 — Riccardo Sabellotti - Giacinto Sabellotti

pubblicitàCosa lega pubblicità ed inconscio?

Abbiamo detto che nella nostra mente esiste un sistema di gestione automatico che è in grado di aggiornarsi in base alle esperienze che facciamo nella nostra vita; in altre parole il nostro inconscio si aggiorna da solo seguendo dei criteri tutti suoi e, in particolare, le nuove idee vengono accettate solo se non destabilizzano il sistema di credenze che si è già formato; altro aspetto dello stesso principio è il fatto che le vecchie opinioni, ben consolidate, non devono essere messe in discussione se non è proprio necessario, ma come valutiamo quando è necessario? Uno dei fattori determinanti sembra essere il grado di soddisfazione o insoddisfazione che tali credenze comportano quando vengono utilizzate: tutti noi abbiamo accettato di buon grado, o quantomeno ci è sembrata sensata, la teoria in base alla quale l’uomo è un essere superiore rispetto agli animali in quanto è più complesso, più evoluto, il più recente e moderno prodotto dell’evoluzione; se qualcuno però dimostrasse che esiste un insetto o un verme comparso da pochi millenni con una anatomia nettamente più complessa della nostra, ecco che l’accostamento complessità-superiorità subito ci apparirebbe meno ragionevole, poiché dovremmo riconoscere la superiorità dell’insetto e ciò non sarebbe assolutamente gratificante; subito dopo diremmo che la superiorità dipende dall’intelligenza o da qualunque altra cosa manchi al nostro rivale. Ecco come un vecchio luogo comune può essere subito rimosso quando si rivela insoddisfacente per la nostra autostima.
Altro fattore importante sono le emozioni, tutti sappiamo che una grossa paura come quella di un incidente stradale ci può obbligare a rivedere il valore della prudenza e la fiducia in noi stessi al volante. Forti emozioni e forti sensazioni rimangono impresse a lungo nella memoria, spesso per sempre.
La base dell’apprendimento, l’esperienza, risulta più o meno incisiva secondo l’intensità di emozioni e sensazioni; è stato dimostrato che un simile effetto è dato anche dalla ripetizione di una stessa esperienza e infatti tutti noi siamo piuttosto bravi in quello che facciamo tutti i giorni; la consapevolezza dell’importanza della ripetizione delle esperienze porta a rivalutare il senso educativo della ritualità.
La psicologia moderna ha approfondito questi argomenti mostrando che tale processo può essere attivato anche per via culturale raccontando esperienze fittizie, narrando storie paurose o romantiche, descrivendo posti esotici ed offrendo così materiale interessante alla nostra mente per costruire i suoi modelli del mondo. I risultati li troviamo in tutte le forme di pubblicità che ci assillano ogni giorno: se osserviamo con occhio critico uno spot televisivo, vedremo che ci dice ben poco riguardo al prodotto ed ancora meno riguardo a cosa lo distingue dai prodotti rivali, ma allora a cosa servono tutte quelle elaborate immagini e le ricercate colonne sonore? Perché si cercano i migliori registi per tali filmati? Servono per comunicare, ma non con la nostra coscienza; suoni ed immagini sono un linguaggio di sensazioni, un linguaggio comprensibile direttamente dall’inconscio poiché i pubblicitari ed i loro psicologi sanno che è quella la parte dominante, la sede della nostra volontà, la parte da convincere; centrato l’obiettivo di stimolare un desiderio inconscio, l’acquisto è garantito, perché la nostra parte cosciente, come sempre, eseguirà l’ordine; ecco perché le pubblicità sono piene di belle donne, di gente sorridente, di panorami bellissimi con un sottofondo musicale altrettanto armonioso; si deve formare l’associazione prodotto-bella vita, associazione che alla nostra mente appare tanto più sicura quanto maggiore è la frequenza della ripetizione, ecco perché la pubblicità è così ossessiva; si tratta di una sottile manipolazione occulta della nostra mente che nel linguaggio moderno viene in modo riduttivo definita persuasione.

 

PALCO D’ONORE
    JOHN WATSON   stella2stella2

lampadina   COME REGISTRARSI?
 
iperindice  IPERINDICE
  

 

< precedente                                   successivo >

ccl

 

VN:F [1.9.22_1171]
Rating: 9.0/10 (4 votes cast)
VN:F [1.9.22_1171]
Rating: +3 (from 3 votes)
2.c.14 - Cosa lega pubblicità e inconscio?, 9.0 out of 10 based on 4 ratings

6 Commenti per “2.c.14 – Cosa lega pubblicità e inconscio?”

  1. Leonardo il Grosso ha detto:

    L’importanza della ritualità non la hanno capita bene solo i pubblicitari commerciali con i loro spot a ripetizione, ma anche i politici che affermando tutti le stesse sciocchezze (come il bipartitismo che sarebbe la massima espressione di una democrazia compiuta) finiscono per fartici credere, creando un nuovo divulgatore e amplificatore della nuova verità (per quanto insensata) fino ad ottenere un consenso autorigenerante.

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: 5.0/5 (2 votes cast)
    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +1 (from 1 vote)
    • Morias Enkomion ha detto:

      E’ una continua manipolazione, per realizzare la quale e’ necessario che noi tutti ci illudiamo di vivere in democrazia.

      VN:F [1.9.22_1171]
      Rating: 5.0/5 (1 vote cast)
      VN:F [1.9.22_1171]
      Rating: +1 (from 1 vote)
      • Guglielmo l'Eclettico ha detto:

        Per capire che non viviamo in una democrazia bisogna avere le idee chiare di cosa sia la democrazia. E’ un concetto banalissimo, ma l’esperienza invece insegna che perfino i laureati in legge affermano castronerie galattiche in proposito (anche se hanno l’attenuante di essere stati educati a conoscere ed applicare le leggi esistenti a favore del sistema per la cui tutela sono state create, non a capire se siano giuste o sbagliate e meno che mai a provare a modificarle).

        VN:F [1.9.22_1171]
        Rating: 0.0/5 (0 votes cast)
        VN:F [1.9.22_1171]
        Rating: 0 (from 0 votes)
  2. Angelica dal Vessillo Dorato ha detto:

    E’ importante sottolineare come una popolazione, nel suo insieme, riesce a tollerare qualsiasi ingiustizia finché non si supera la soglia di incertezza nell’immediato futuro. Una soglia molto pericolosa perché porta a disordini sociali incontrollabili e, come la storia ci insegna, fortemente cruenti.

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: 3.0/5 (1 vote cast)
    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +1 (from 1 vote)
    • Petronilla la Sottile ha detto:

      Le rivoluzioni sociali della storia hanno sovvertito l’ordine costituito, ma per sostituirlo con un’altra classe dominante che ha ben presto iniziato a sfruttare la popolazione in modo analogo. Le rivoluzioni danno l’impressione del grande rinnovamento, ma in genere non lo concretizzano realmente anche perché, come tutte le cose non programmate e incontrollabili, portano a risultati casuali.

      VN:F [1.9.22_1171]
      Rating: 4.5/5 (2 votes cast)
      VN:F [1.9.22_1171]
      Rating: +1 (from 1 vote)
      • Morias Enkomion ha detto:

        Le grandi rivouzioni sono sempre controllate, e servono a cambiare tutto per non cambiare niente manipolando il popolo come arma. Puo’ cambiare qualcosa nella classe di comando, ma il popolo rimane quello che e’. Ricordiamo sempre che il popolo e’ un gregge, che come tale per ribellarsi ha bisogno di un pastore che lo conduca, altrimenti non fara’ altro che belare, piu’ o meno forte.

        VN:F [1.9.22_1171]
        Rating: 5.0/5 (1 vote cast)
        VN:F [1.9.22_1171]
        Rating: +1 (from 1 vote)

RSS feed for comments on this post.

Scrivi un commento

Devi essere connesso per inviare un commento.

Il progetto Ofelon usa la licenza Creative Commons
Creative Commons License