2.c.15 – Cosa lega religione ed educazione?

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29 Maggio 2009 — Riccardo Sabellotti - Giacinto Sabellotti

tradizioneCosa lega religione ed educazione?

I principi fondamentali della pubblicità sono però da sempre utilizzati anche a scopo educativo: in tutti i luoghi ed in tutte le epoche troviamo mamme e nonne che raccontano delle favole ai loro bambini; non si tratta solo di tecniche per conciliare il sonno della discendenza, esse rappresentano uno strumento per comunicare messaggi istruttivi su ciò che è bene e ciò che è male, su quali pericoli ci attendono nella vita adulta e su come ci si deve comportare; un tipico esempio è la favola di Pinocchio, la quale insegna che non si devono dire le bugie, non si deve essere disobbedienti, non bisogna fidarsi degli estranei, né delle apparenze. Le favole narrano delle storie fantastiche e irreali, ma molto stimolanti, evocano immagini grandiose e sensazioni forti, indimenticabili per i bambini i quali, non avendo ancora sviluppato a pieno le loro capacità razionali, hanno particolare bisogno di questo tipo di linguaggio. La stessa tecnica viene usata dalle religioni di tutto il mondo: tutte infatti hanno una loro mitologia fatta di racconti fantastici che viene usata per introdurre e giustificare i loro principi morali, le usanze e i criteri per distinguere un comportamento corretto da uno sbagliato.
Dalla notte dei tempi le nostre madri e le nostre religioni applicano ciò che la psicologia ha scoperto solo di recente; tali applicazioni non sono però state intenzionali, esse sono il risultato dell’evoluzione culturale della nostra specie. Le favole possono anche essere improvvisate, esagerando esperienze della propria vita, mentre le religioni sono radicate molto più profondamente nella cultura collettiva: esse offrono dei modelli di comportamento comuni per tutta la collettività sulla base di una stessa visione del mondo; senza le religioni ognuno di noi avrebbe una mappa mentale significativamente diversa da quella degli altri e sarebbe molto più difficile convivere nella società; la funzione educativa e sociale delle antiche religioni è molto più importante e profonda di quanto si potesse immaginare fino a poco tempo fa, esse sono lo strumento che l’evoluzione ha prodotto per gestire la cultura in modo collettivo e inconsapevole, formando ed educando una sorta di inconscio comune, garantendo una notevole uniformità di desideri, valori e comportamenti.
È storicamente provato che le religioni si evolvono con la società cui appartengono e probabilmente lo fanno da quando esiste la parola; vari indizi suggeriscono che il cervello umano è predisposto geneticamente ad assumere atteggiamenti religiosi, ne segue che la religione fa parte della natura umana e, come abbiamo già visto per la sessualità e le superstizioni, può essere gestita, ma non eliminata. L’uomo produce naturalmente credenze e superstizioni e, se cerchiamo di sostituirle con la scienza, il risultato è che la scienza sarà accettata dall’uomo comune come un’altra superstizione; per la natura della nostra mente una credenza deve essere soppiantata da un’altra credenza ed è logico che sia così visto che la nuova convinzione deve svolgere lo stesso ruolo della vecchia; analogamente una religione può al massimo essere sostituita con un’altra dottrina religiosa; le dottrine politiche laiche e persino quelle atee come il comunismo sono infatti state assorbite dalla popolazione come dottrine religiose, dando luogo a tipici atteggiamenti di devozione verso i simboli caratteristici del partito o verso i capi carismatici, in tutto e per tutto paragonabili a dei profeti o a dei santi con tanto di statue commemorative e ritratti da appendere in luoghi celebrativi; molte manifestazioni si presentano come processioni religiose e come queste hanno in genere il solo effetto di rafforzare il senso di appartenenza al gruppo. Le religioni hanno la funzione naturale di guida spirituale della società e tutto ciò che guida la società e ha in essa un ruolo carismatico assume di conseguenza nella nostra mente un ruolo religioso; vale per i capi politici, ma anche per cantanti, attori e calciatori famosi, i cui vestiti o frammenti di essi sono conservati come preziose reliquie appartenute ad un santo o magari vendute all’asta a prezzi incredibili; analogamente a quanto avviene con le immagini sacre, i ragazzi appendono le foto dei calciatori in camera e le ragazze fanno lo stesso con i cantanti, avendoli chiaramente divinizzati.
L’uomo è un animale naturalmente religioso, sia su base genetica che culturale; l’aspetto genetico è il frutto della selezione naturale che ha privilegiato gli esseri umani con predisposizione religiosa in quanto forte collante sociale fra individui che, come sappiamo, hanno nella socializzazione una delle risorse principali per la sopravvivenza, mentre l’aspetto culturale ha provveduto a rafforzare tale predisposizione strutturandola e tramandandola. Il percorso seguito dalle religioni per l’educazione, costituito da mitologia, valori morali e modelli di comportamento, è dunque il naturale percorso educativo dell’essere umano, quello che dobbiamo seguire per gestire la nostra cultura in modo consapevole. Se vogliamo aggiornare il nostro bagaglio culturale in base alle nuove necessità, dobbiamo in parte ricostruire la nostra mappa mentale partendo dalla rappresentazione della natura ed inserendo in essa degli opportuni valori di riferimento per elaborare i modelli di comportamento corretto.
Per quanto riguarda la rappresentazione della natura la scienza sperimentale ci fornisce già dei modelli di gran lunga più accurati di quanto abbiamo bisogno, nei documentari televisivi ne viene inoltre già fatta una presentazione molto suggestiva, a volte fin troppo spettacolare, ma adatta per essere compresa e coinvolgere tutta la nostra mente; su questa base ora dobbiamo fare il secondo passo, ovvero stabilire che cosa è bene e cosa è male per noi, individuando i valori di riferimento per il giusto comportamento, tradizionalmente detti valori morali.

 

IL CASO CELEBRE
    GIOVANNI BOSCO
                                                                      

 CONCETTI IN PILLOLE
 pillola1  n. 15 – RELIGIONE ED EDUCAZIONE
 
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2 Commenti per “2.c.15 – Cosa lega religione ed educazione?”

  1. Angelica dal Vessillo Dorato ha detto:

    Bellissimo il concetto delle religioni come prodotto dell’evoluzione culturale ad integrazione della selezione genetica. Siamo religiosi per natura, ma l’adattamento naturale non regge il passo dell’evoluzione culturale, della globalizzazione, delle popolazioni multietniche e multireligiose e quindi, venendo meno la capacità delle religioni di fare gruppo, si arriva a uno scontro fra uomini che è esattamente l’opposto dell’obiettivo primario: la sopravvivenza e il mantenimento della specie umana.

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  2. Gerulfo delle Milizie ha detto:

    Il fatto che le moderne tecniche pubblicitarie non abbiano inventato nulla, ma abbiano di fatto riprodotto le metodologie con cui le varie religioni hanno tramandato le proprie tradizioni, prova che l’uomo è sempre lo stesso anche nelle sue debolezze e se qualcuno scopre qual è il tallone d’Achille non deve far altro che scoccare la freccia.

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