2.b.2 – Cosa è cambiato passando dalla cultura animale a quella umana?

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16 Aprile 2009 — Riccardo Sabellotti - Giacinto Sabellotti

espressione

        

Cosa è cambiato passando dalla cultura animale a quella umana?

Anche se non siamo in grado di ricostruire con precisione i passaggi evolutivi della cultura umana in era preistorica, è di fondamentale importanza riflettere sulle peculiarità culturali che ci distinguono dagli animali, con particolare riferimento ai nostri cugini più prossimi, cioè alle scimmie:

• le innovazioni nella cultura umana si accumulano con facilità; per esempio, la prima lampadina fu frutto del genio di Edison, ma anche di chi ha inventato e perfezionato la lavorazione del vetro e dei metalli, nonché di chi ha scoperto l’elettricità; tutte queste conoscenze, accumulandosi, hanno permesso a Edison di creare la sua più celebre invenzione. Un aspetto specifico e fondamentale della cultura umana è dunque quello di essere una cultura cumulativa; negli animali tale fenomeno risulta essere un evento sconosciuto o eccezionale;

• nell’uomo lo sviluppo fisico dei piccoli è molto più lento e ciò obbliga i genitori a prendersi cura di loro per molti anni; durante questo lungo periodo i bambini hanno però il tempo di imparare il grande e complesso patrimonio culturale accumulato dalla propria comunità; per l’insegnamento viene inoltre impiegato anche del personale specializzato al di fuori della famiglia;

• le comunità umane sono molto più numerose di quelle delle scimmie ed in esse troviamo numerose forme di specializzazioni culturali che formano un sistema molto complesso basato sulla collaborazione lavorativa;

• la struttura sociale del gruppo umano è molto diversa da quella delle scimmie; non si tratta di un unico grande nucleo familiare, ma di un aggregato di piccoli nuclei, in genere formati da un solo maschio e una sola femmina con un numero limitato di figli.

• un aspetto importante della cultura umana è dato dalla creazione di strumenti sofisticati in continua evoluzione; si ricordi che ciò è possibile grazie alla capacità di manipolazione;

• una parte notevolissima della cultura umana è formata da concetti astratti come i numeri, l’onore, la giustizia e la responsabilità;

• gli esseri umani comunicano con le parole; il linguaggio è il principale canale di trasmissione con cui si tramanda il patrimonio culturale umano fatto di concetti complessi e astratti;

• un’altra forma di comunicazione particolarmente sviluppata è quella basata sulla mimica facciale; il viso umano si è modificato per essere usato come strumento di segnalazione: gli occhi umani mostrano la parte bianca attorno all’iride e ciò consente di seguire lo sguardo e le sfumature delle espressioni anche a notevole distanza; le sopracciglia folte ed isolate sulla pelle glabra sono usate come bandierine di segnalazione visiva in mille espressioni; lo stesso vale per le labbra che hanno un confine e un colore nettamente marcati e permettono di esaltare ogni loro piccolo movimento.
Al momento non sono note le esigenze evolutive che hanno causato questi cambiamenti, possiamo solo fare congetture in base all’uso che viene fatto attualmente, o veniva fatto in un recente passato, di queste innovazioni.

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5 Commenti per “2.b.2 – Cosa è cambiato passando dalla cultura animale a quella umana?”

  1. Petronilla la Sottile ha detto:

    La teoria che associa la nostra morfologia facciale a servizio della comunicazione visiva mediante una complessa mimica è veramente molto interessante.

  2. Alafrida dal Lago ha detto:

    Allora non esistono donne smorfiose, ma signore molto comunicative 🙂

  3. Lucrezia dal Drago Alato ha detto:

    Sono d’accordo che le sopracciglia sono delle bandierine di segnalazione. Per esempio, vedere oggi tutti questi ragazzi con le sopracciglia curate come femminucce mi segnala che il narcisismo maschile sta dilagando.

  4. Morias Enkomion ha detto:

    Desidero puntualizzare che il confine tra storia e preistoria e’ dato dalla scrittura. Da quanto trovato finora la storia comincia in Egitto e Sumer circa 7000 anni fa. In realta’ sembra che la storia cominci molto, ma molto prima. Esistono mappe antiche che mostrano l’Antartide senza i ghiacci, cioe’ oltre 15000 anni fa.
    E’ bene che cominciamo a ripensare al passato, per capire esattamente chi siamo e qual e’ il nostro ruolo. Un passato diverso da quello che crediamo di conoscere influenzerebbe, e tanto, la nostra cultura.

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