2.b.6 – Quali forme di cultura hanno lasciato una traccia tangibile?

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21 Aprile 2009 — Riccardo Sabellotti - Giacinto Sabellotti

   

preistoria

        

Quali forme di cultura hanno lasciato una traccia tangibile?

A differenza dei rituali e del linguaggio verbale, vi sono forme di cultura cumulativa che hanno lasciato una traccia: una è data dalla produzione di utensili, nei quali si può osservare una graduale evoluzione; un’altra è data dalle arti figurative quali la pittura e la scultura. Nelle culture tribali è documentata una notevole attività artistica: tatuaggi, pitture sul corpo, disegni su pelli o tende, bracciali, collane ed ornamenti vari fino a statue in pietra, legno, corno, osso, ecc. Ogni tribù ha i suoi segni e oggetti tipici che acquistano un valore simbolico di appartenenza alla tribù stessa.
L’uso di simboli per ostentare l’appartenenza a un clan, a una famiglia, a una casta o a una particolare categoria sociale è molto comune in moltissime culture e altrettanto comuni sono i simboli religiosi con funzioni cerimoniali; si tratta di un vero e proprio linguaggio fatto di simboli: l’anello nuziale indica che si è sposati, il sacerdote durante la cerimonia religiosa indossa una particolare veste, ai funerali si indossano abiti neri, la corona e lo scettro del Re indicano la sua regalità, ecc. In tutte le culture umane ritroviamo questo tipo di linguaggio simbolico che deve dunque avere origini antichissime. Di particolare interesse è l’uso di simboli disegnati o intagliati che può aver dato origine alle forme d’arte che oggi chiamiamo pittura e scultura. I resti più antichi di pittura e scultura vengono dall’Africa e risalgono a circa 70 mila anni fa, ma considerando che anche in tempi moderni l’arte tribale fa un uso moderato della pietra, è ragionevole supporre che degli antichi pittori e scultori usassero materiali più deperibili anche molto tempo prima. L’arte della pittura ed il disegno simbolico sono la base da cui, molto tempo dopo, si svilupperà la scrittura. 

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9 Commenti per “2.b.6 – Quali forme di cultura hanno lasciato una traccia tangibile?”

  1. Lucrezia dal Drago Alato ha detto:

    Se ci guardiamo intorno possiamo vedere professionisti in giacca e cravatta, ragazzi con tatuaggi e piercing, tifosi con sciarpe e cappellini con i colori sociali e, a rotazione, signore tutte con le scarpe a punta, signori tutti con orologio di marca, signore tutte con i capelli corti, signori tutti con la stessa macchina, signore tutte con le unghie quadrate, signori tutti con le sopracciglia curate… insomma non è cambiato proprio niente.

  2. Gilberto il Valligiano ha detto:

    La necessità di identificarsi in un gruppo, unitamente alla tradizione che si forma nella ripetizione quotidiana di certi comportamenti che formano tale identificazione, ha creato anche delle pratiche molto crudeli che comportano anche delle vere e proprie mutilazioni e deformazioni fisiche.

  3. Morias Enkomion ha detto:

    Permettetemi di lanciare una piccola pietra, e non nascondo il braccio: ci sono degli indizi seri che fanno credere come la civilta’ umana sia nata in un periodo di tempo piu’ vicino a 70.000 anni fa che a sumeri ed egiziani. E ora lapidatemi pure…

  4. Morias Enkomion ha detto:

    Ti consiglio un libro fra tutti: “Impronte degli Dei” di Graham Hancock.
    Nel frattempo da’ un’occhiata a questo link:
    http://www.altrogiornale.org/comment.php?comment.news.1905

    • Il Cavaliere Errante ha detto:

      Grazie Cavaliere per le tue sempre interessanti indicazioni. Ho letto il tuo link e ne ho trovati anche altri su tale argomento assai ben fatti e molto suggestivi.
      Inizialmente non capivo cosa ci vedessi di così scandaloso nell’affermare che la scrittura fosse comparsa 70000 anni fa invece di 7000, tanto da rischiare la lapidazione. Spostare indietro, anche di molto, la nascita della scrittura non incide, mi pare, su nessuna importante credenza del mondo moderno, nessun dogma, religioso o meno, viene messo in dubbio.
      Adesso invece mi rendo conto che tale affermazione si inserisce fra una sorta di guerra culturale fra la scienza “ufficiale” riconosciuta valida dal mondo accademico e quella “alternativa” dagli stessi considerata di serie B nella migliore delle ipotesi. Pertanto tale affermazione può essere pericolosa poiché ci identifica come appartenenti ad uno schieramento.
      L’idea che siano esistite civiltà pre-glaciali mi pare tutt’altro che inverosimile dato che la nostra specie esiste da almeno 200000 anni. Su quali basi escludere che in questo lungo periodo non possano essersi verificate condizioni simili, da qualche parte, a quelle che hanno portato alle civiltà egizia o sumera?
      Negli ultimi anni i docenti delle università hanno perso progressivamente credibilità ai miei occhi, lo stesso però è accaduto anche per i guru delle scienze alternative la cui obiettività e serietà non mi pare superiore a quella dei loro rivali, anzi…
      Se vogliamo sostenere la teoria delle civiltà pre-glaciali con le mappe di cui parlano tali siti sorge purtroppo qualche problema. Tali mappe raffigurano le coste antartiche prive dei ghiacci e quindi si può suppore che siano copie di mappe di 15000 anni fa o più giunte non si sa come nell’epoca post-glaciale. Certo si può fare ma mi pare una supposizione un poco azzardata. A questo punto mi è sembrato corretto consultare chi sostiene che vi siano “seri indizi” che tali supposizioni siano una bufala o quantomeno superate da successive osservazioni. Ho trovato questo link. http://www.diegocuoghi.it/Piri_Reis/PiriReis.htm. Molti commenti rivelano faziosità ma è uno studio accurato la cui credibilità mi pare competitiva con quella dei siti di opposte vedute. Quale è la tua opinione su queste critiche?

      • Morias Enkomion ha detto:

        Quale fu la posizione della scienza ‘ufficiale’ rispetto alle teorie di Galileo Galilei? A quelle di Giordano Bruno?

        Riguardo le critiche dico alcune cose:
        1. le mappe originali sarebbero quelle che si trovavo nella Biblioteca di Alessandria d’Egitto – http://it.wikipedia.org/wiki/Biblioteca_di_Alessandria
        Una teoria, certo, ma se crediamo alla storia si trattava della piu’ grande biblioteca del mondo di allora. Non si conoscono le cause della sua distruzione pur essendo uno dei luoghi piu’ importanti dell’antichita’. Fa pensare?
        2. I filosofi greci andavano a completare i loro studi in Egitto, dove apprendevano storia, matematica, medicina. Platone ha saputo dai suoi maestri di Atlantide. La Pietra di Palermo e il Papiro di Torino fanno riferimeto a millenni di storia che precede quella che gli egittologi di oggi considerano storia. E’ come se al giorno d’oggi unissimo i ibri di storia a quelli di fiabe, ma per gli egittologi gli egiziani di allora erano un po’ naif. Certo, pero’ sono stati in grado di erigere le tre piramidi principali, il che significa anche sollevare blocchi di granito di decine di tonnellate a decine di metri di altezza invece di suddividerli in blocchi piu’ maneggevoli. Motivo? Per gli egittologi una sorta di invidia del pene: gli piaceva fare le cose in grande…
        3. Esiste una mappa molto interessante anche in Italia.
        http://patriottismo.forumcommunity.net/?t=32287161
        Un mio amico studioso e’ andato a vederla di persona, ho visto la data in una sua foto e sembra proprio 1459.

        Per il momento e’ abbastanza!

        • Il Cavaliere Errante ha detto:

          Temo vi sia un malinteso, ti chiedo scusa nello scrivere non sono stato chiarissimo! Quando ho scritto: “Quale è la tua opinione su queste critiche?” mi riferivo alle critiche presenti nel sito segnalato non alle mie critiche! Del resto nella mia mente di critica scritta da parte mia ve ne era solo una e per giunta molto leggera, ovvero che la teoria mi sembrava un poco azzardata. Mi sembrava poi di aver scritto chiaramente, e comunque lo ribadisco ora, che non ho molta stima dei professori universitari come categoria e quindi non vedo motivo di partecipare alla diatriba fra scienza ufficiale e non. Ti prego di rileggere il mio precedente commento sotto una nuova luce e di non classificarmi come nemico dall’altra parte della barricata. Volevo solo fare un approfondimento. Ciao

          • Morias Enkomion ha detto:

            Tranquillo, so bene che non sei un nemico da combattere! Il problema della mappa di Piri Reis è quello relativo a tutte le teorie eterodosse: ci sara’ sempre qualuno che cerchera’ di inficiarle, a torto e a ragione. La mia era una risposta indiretta, perche’ per capire la verita’ bisogna fare un’analisi completa del problema, e ti faccio un esempio logico basato sui fatti: sappiamo che i Vichinghi sbarcarono in Groenlandia. Ci sono degli indizi che i Fenici e forse anche i Cinesi approdarono in America ben prima di Colombo. Ammettiamo per ipotesi che abbiano incontrato quel continente per caso. Ovviamente, trattandosi di navigatori, avranno redatto delle mappe. In passato esistevano i portolani
            http://it.wikipedia.org/wiki/Portolano
            custoditi gelosamente viste la difficolta’ ad effettuare fotocopie…
            Chiunque fosse venuto in possesso di portolani fenici, vichinghi o cinesi riguardo il nuovo continente, considerando la diffusione della pirateria difficilmente ne avrebbe dato libero accesso per l’amore dell’informazione. Figuriamoci se tali portolani fossero entrati in possesso di un re dell’epoca: pensi che avrebbe divulgato la notizia immediatamente?
            Quindi e’ acclarato che l’esistenza di portolani con le coste dell’America e’ logicamente ipotizzabile. A questo punto dobbiamo chiederci: dove trovare queste antiche mappe. La Biblioteca di Alessandria era un luogo, sicuramente ipotizzabile. Ancora: ma la mappa di Piri Reis e’ imprecisa. Lui stesso dice che e’ una copia, ma non mi sembra dica da parte di chi. E’ ipotizzabile che chi abbia copiato non fosse uno scienziato. Ma veniamo ad un questione seria:
            http://www.intersurf.com/~chalcedony/FOG9.html
            E’ in inglese ovviamente… 😉
            Se la lingua non ti e’ d’ostacolo scoprirai come non e’ vero che le coste dell’Antartide corrispondano a quelle senza ghiaccio e che non e’ vero che l’Antartide, acune migliaia di anni fa fosse senza ghiacci. Sembra chiaro, senza ombre di dubbio. Ma… riflettiamo un attimo: ivi si dice che la linea costiera, senza ghiacci, non sarebbe la stessa. E’ una teoria, ovviamente. Si dice che se l’Antartide fosse senza ghiacci il livello dei mari sarebbe piu’ alto di 80 metri… ovunque in modo omogeneo??? Ovviamente no. Ma la scienza non parla di livello di mari piu’ alti circa 10000 anni fa? Eccome… Ancora, il link parla di carotaggi che danno la prova definitiva che l’Antartide e’ coperta da ghiacci da milioni di anni e quindi non e’ vero, come dice Hapgood, che alcune migiaia di anni fa non lo era. Ma… Hapgood parla di oltre 20-40000 anni fa accennando anche al fatto che una parte dell’Antartide fosse certamente dentro il circolo polare antartatico, ma non tutta. Un improvviso spostamento della crosta terrestre, cd. Teoria della dislocazione della crosta terrestre, considerata un’ottima teoria da Einstein, avrebbe provocato un repentino spostamento dell’Antartide, che si ipotizza fosse, almeno in parte, piu’ a Nord. Tale tesi e’ corroborata da strani ritrovamenti di vegetazione subtropicale, tipo felci, in Siberia, perfettamente conservate dal freddo, segno che il cambiamento climatico e’ stato praticamente improvviso. Com’e’ che di tutto cio’ non se ne parla? Quindi se i carotaggi sono stati fatti nella zona che anche allora era all’interno del circolo polare antartico la tesi di Hapgood non e’ per niente smentita, e da quanto letto non mi sembra che si parli di carotaggi di tutto il continente antartico.
            Magari pochi conoscono Hapgood, ma se Einstein ha dato il suo placet alla Teoria della dislocazione della crosta terrestre un motivo ci sara’.

            Il problema, come sempre, e’ l’informazione.

            E poi c’e’ l’altra mappa, datata 1459…

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