2.b.11 – La scrittura ha permesso un salto di qualità?

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26 Aprile 2009 — Riccardo Sabellotti - Giacinto Sabellotti

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La scrittura ha permesso un salto di qualità?

Tra le prime forme di scrittura bisogna ricordare le pittografie, cioè dei sistemi in cui ciò che si vuol comunicare è rappresentato da un disegno più o meno stilizzato. Per essere efficace, la scrittura pittografica ha bisogno che si conosca il contesto e gli oggetti materiali a cui le immagini si riferiscono (un uomo che corre appresso a una freccia non è sinonimo di uscita di emergenza per tutti e ovunque), ma quando ciò accade, la comprensione è immediata e supera il problema della diversità delle lingue (si pensi alla segnaletica usata nelle stazioni, negli stadi, ecc.)
Le tracce più antiche di scrittura risalgono a oltre 6.000 anni fa; sembra che il passaggio da un linguaggio simbolico basato su disegni a dei disegni rappresentanti delle parole sia dovuto alla necessità di contabilizzare gli scambi commerciali o altri adempimenti burocratici tipici delle grandi città agricole. Così come una complessa vita sociale ha favorito lo sviluppo del linguaggio articolato, una intricata burocrazia ha richiesto lo sviluppo di un linguaggio di simboli altrettanto efficiente di quello verbale.
La scrittura fu dunque uno strumento necessario per l’archiviazione dei dati contabili inerenti all’inventario delle riserve, all’esazione dei tributi e alle transazioni commerciali, ma venne usata poi per altri fini come testimoniare la forza e il potere dei re; ciò avvenne con scritture pubbliche e solenni, realizzate in modo che la forma, i materiali e le dimensioni le possano conservare nel tempo a perenne simbolo del potere da cui provengono (si pensi alle scritte incise sulle porte di accesso alle città e a quelle celebrative su facciate o monumenti).
Con il passare del tempo, alle originarie scritture per immagini, in cui ogni simbolo rappresentava una parola e in cui i segni hanno una funzione essenzialmente mnemonica, si aggiunsero le scritture fonetiche, cioè sistemi di scrittura che riflettono specularmente la lingua parlata. La scrittura fonetica ha permesso la formazione di un sistema di pochi segni, ma componibili in innumerevoli combinazioni: l’alfabeto. Quest’ultimo, essendo assai più facile da imparare e da gestire, costituì anche una premessa fondamentale per lo sviluppo della stampa in tempi molto più recenti.
La scrittura permette di fissare le parole su un supporto materiale, il quale diviene così una espansione della memoria umana, in grado di conservare parole, pensieri e conoscenze per secoli. Con la scrittura il patrimonio culturale umano può essere depositato in una cassaforte più affidabile della mortale e a volte imprecisa memoria umana. La scrittura rese dunque la cultura umana ancora più accumulabile, in modo tale che l’esperienza di un singolo individuo poté superare i limiti della sua vita personale. Abbiamo detto che la ricostruzione della storia culturale è difficile e imprecisa perché la cultura non lascia tracce fossili o genetiche, ma questo è vero fino all’invenzione della scrittura; con il rinvenimento dei più antichi testi scritti la nostra conoscenza del passato compie un enorme salto di qualità, la scrittura segna il passaggio dalla preistoria alla storia.
Il linguaggio simbolico scritto ebbe nello stesso periodo un secondo notevole ramo evolutivo, lo sviluppo dei simboli matematici; in fondo si tratta sempre di una forma di scrittura, ma che non rappresenta parole, bensì concetti astratti relativi alla misura ed alla quantità di oggetti: i numeri. Bisogna quindi riconoscere alla scrittura il merito di aver permesso lo sviluppo della fondamentale attività del calcolare (che non si può sviluppare oltre una certa complessità senza un supporto scritto). La scrittura permette inoltre la costruzione di tabelle a due o più colonne, cioè la formazione di un ordinamento visivo che non è possibile fare verbalmente.
Le possibili applicazioni in ambito commerciale ed amministrativo sono facilmente intuibili e tuttora in uso, ma vi è un’applicazione ancora più strettamente legata all’agricoltura: la misurazione dei campi che portò allo sviluppo della geometria nell’antico Egitto; in Egitto, dopo ogni inondazione del Nilo, dato che tutti i confini risultavano cancellati, era necessario che gli stessi venissero ridisegnati; questa particolarità ambientale rese gli Egizi dei maestri nella geometria e nella matematica.
Attualmente la capacità di scrivere non solo è molto diffusa, ma si scrive sempre più frequentemente con delle macchine; l’avvento degli elaboratori elettronici, con i loro innumerevoli tipi di carattere, con le varie formattazioni delle pagine e addirittura con la possibilità di correzioni ortografiche e grammaticali automatiche, rende difficile concepire quanta fatica sia costata la realizzazione e lo sviluppo della scrittura, ma secondo un antico trattato persiano, il calligrafo deve avere una mano delicata, occhio lungimirante, spirito acuto, sensi affinati, un’anima pura e un intelletto superiore. Nei tempi antichi la scrittura era tutt’altro che un’attività normale, era un fenomeno talmente eccezionale nella sua concezione, realizzazione e applicazione che non si poté non attribuirgli origini divine. D’altra parte anche in epoche precedenti gli uomini cercavano le indicazioni degli Dei in particolari segni (una particolare disposizione di ossa, una data sequenza di sassolini, ecc.) e quindi la divinazione della scrittura, nonché della sua più alta manifestazione, i libri sacri, fu un fenomeno naturale.

 

APPROFONDIMENTI
 libro2  ALFABETO,  GEOMETRIA,  NUMERI,  PITTOGRAFIA,  SCRITTURA,  STAMPA,  STORIA

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2 Commenti per “2.b.11 – La scrittura ha permesso un salto di qualità?”

  1. Gismondo il Malagrotta ha detto:

    Bellissimo il passaggio dai segni premonitori alle sacre scritture, veramente illuminante.

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  2. Gilberto il Valligiano ha detto:

    L’essere umano ha un’inconscia soggezione a ciò che percepisce come autorità, è un istinto naturale necessario negli animali sociali per rispettare il capobranco, e cosa c’è di più affascinante e misterioso di un libro per un’analfabeta? Una volta che il libro ha assunto una connotazione di sacralità, l’uomo, ancorché ormai alfabetizzato, erudito e laureato, continuerà ad esserne inconsciamente soggezionato.

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