2.b.12 – Lo sviluppo delle scienze è dovuto alla specializzazione?

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27 Aprile 2009 — Riccardo Sabellotti - Giacinto Sabellotti

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Lo sviluppo delle scienze è dovuto alla specializzazione?

Il proliferare di tante attività diverse, ognuna con conoscenze sue peculiari, portò alla formazione di un enorme patrimonio di conoscenze tecniche; ai nuovi problemi e alle nuove esigenze, che le civiltà agricole andavano affrontando, l’adattamento culturale rispose con le specializzazioni culturali e con lo sviluppo delle scienze. In particolare ricordiamo importanti progressi riguardo:
• la matematica: per la contabilità del commercio e delle amministrazioni statali, nonché per i calcoli della geometria e dell’astronomia;
• la geometria: per la suddivisione e l’irrigazione dei campi, per l’architettura e per l’astronomia;
• l’idraulica: per l’irrigazione dei campi, per gli acquedotti destinati al rifornimento delle grandi città, fino ai famosi giardini pensili di Babilonia;
• l’architettura: per la costruzione di templi monumentali in grado di accogliere e suggestionare grandi masse di cittadini, per la costruzione di strade e ponti per i traffici commerciali;
• la meccanica: come ausilio all’architettura per spostare grandi pesi durante le costruzioni monumentali come le piramidi d’Egitto e, in un secondo momento, per costruire macchine da guerra come le catapulte;
• l’ingegneria nautica: per le grandi navi mercantili;
• l’astronomia: per la misura del tempo e delle stagioni e per l’orientamento in mare.

Lo sviluppo di tutte queste conoscenze in epoca storica, cioè dopo l’avvento della scrittura, fu tale da porre il problema di come ordinarle e catalogarle; le meraviglie tecniche dell’epoca suscitarono ammirazione anche fra la gente comune e spesso filosofi e scienziati erano tenuti in grande considerazione da tutta la comunità.
Il progresso delle scienze e della tecnica di un popolo avanzava quanto più questo risultava ricco, potendo mantenere un maggior numero di studiosi. Un contributo fondamentale veniva anche dall’economia commerciale, la quale, oltre alle merci, permetteva di importare anche le conoscenze di altre civiltà più antiche, consentendo di recuperare il ritardo o quantomeno non dover partire da zero in ogni campo. Il progresso inoltre avanzava quanto più a lungo la sua civiltà riusciva a sopravvivere alla concorrenza ed alle invasioni dei popoli confinanti; le civiltà più ricche e longeve raggiunsero quindi i più alti livelli scientifici e ne è un esempio la Grecia classica che con Pitagora ed Archimede portò la matematica a livelli mai visti in Europa fino ad allora. Da ricordare inoltre Erone di Alessandria al tempo della Roma Imperiale e Leonardo da Vinci nell’Europa rinascimentale come massimi rappresentanti dell’ingegneria del loro tempo ed infine Pitagora, Democrito, Aristotele, Galileo Galilei e Isaac Newton come i teorici più illustri, la cui opera portò gradualmente alla creazione del metodo scientifico sperimentale usato attualmente, il quale permette di studiare le leggi naturali con un rigore e una precisione paragonabili a quelle della matematica, segnando la fine della filosofia della natura e l’inizio della scienza sperimentale, che non avendo più rivali, oggi noi chiamiamo semplicemente scienza. Infine bisogna citare, per gli sviluppi culturali successivi, l’invenzione della stampa a caratteri mobili di Gutenberg, che consente un gigantesco aumento della produzione dei libri e quindi della diffusione e conservazione della cultura; l’invenzione della stampa, da questo punto di vista, è seconda solo a quella della scrittura stessa.

 

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5 Commenti per “2.b.12 – Lo sviluppo delle scienze è dovuto alla specializzazione?”

  1. Nazarina da Fiastrone ha detto:

    Gli antichi governanti, anche spietati imperatori e dittatori, avevano capito bene l’importanza della cultura e della scienza, la finanziavano e la sfruttavano, oggi i moderni governanti, liberamente eletti dal popolo, sono riusciti a concepire le università a numero chiuso e i dottorati di ricerca con paghe e tutele inferiori a qualsiasi altro lavoratore.

    • Gismondo il Malagrotta ha detto:

      Considera pure che per laureare e specializzare un ricercatore lo Stato spende una somma considerevole in un investimento che dura vent’anni. Fare in modo che “i cervelli” fuggano all’estero per la disperazione significa quindi non solo depauperare il nostro patrimonio scientifico, ma anche bruciare l’investimento fatto, anzi, significa regalarlo alla concorrenza.

  2. Gismondo il Malagrotta ha detto:

    Se la stampa a caratteri mobili ha segnato un passo importante quanto l’invenzione della scrittura stessa, oggi dobbiamo essere consapevoli che stiamo vivendo un terzo passo fondamentale: la diffusione di internet. La diffusione di libri digitali ha costi praticamente nulli e occupa solo spazi virtuali, se sapremo sfruttare con la giusta attenzione questa incredibile opportunità, potremo aspettarci grandi progressi nel breve periodo.

    • Alafrida dal Lago ha detto:

      In diversi campi esistono conoscenze e mezzi che potrebbero da subito portare grandi progressi, ma chi li deve gestire, nonostante venga eletto democraticamente, nella migliore delle ipotesi non valorizza le risorse a disposizione, quando non le sperpera o non arriva addirittura ad avversarle. E volete sapere una cosa? Dopo viene anche rieletto. Dove stà la falla?

  3. Morias Enkomion ha detto:

    I veri governanti non sono coloro che vediamo in TV. Chi vuole dominare puo’ farlo molto piu’ facilmente all’ombra piuttosto che alla luce del sole.

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