2.b.18 – L’istruzione pubblica attenuò la lotta di classe?

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3 Maggio 2009 — Riccardo Sabellotti - Giacinto Sabellotti

scolari

        

L’istruzione pubblica attenuò la lotta di classe?

Durante il XIX secolo la scienza e l’istruzione divennero dei valori quasi sacri e, in modo coerente con il pensiero liberale e illuminista, si iniziò a introdurre l’istruzione pubblica per tutti o quantomeno per una fascia più larga di popolazione. La crescente diffusione dell’istruzione scolastica permise una maggiore specializzazione e quindi una maggiore varietà di attività e di prodotti; il valore del singolo operaio, la sua capacità lavorativa, dipendeva sempre più dalla sua formazione professionale la quale, rendendo sempre più difficile la sostituzione dell’operaio stesso, fece aumentare i livelli di salario.
Questo fenomeno contribuì ad attenuare la tremenda tensione sociale che si andava accumulando tra la nuova classe dominante, quella dei capitalisti industriali, e la nuova classe subordinata del proletariato operaio. I moderni schiavi industriali infatti si resero presto conto che rischiavano di essere stritolati dagli ingranaggi del progresso e che la loro condizione peggiorava rapidamente anziché migliorare; essendo inseriti nel processo produttivo al pari delle macchine, essi vennero trattati come tali: dal rapporto uomo-animale si passò a quello uomo-macchina. Analogamente ai loro padroni, essi reagirono sia in maniera violenta, con sommosse e occupazioni di fabbriche, sia producendo o abbracciando una nuova cultura, quale il pensiero socialista o una delle sue evoluzioni come il pensiero anarchico o il pensiero comunista. I lavoratori delle fabbriche fecero ciò che per gli schiavi era impossibile: si organizzarono per ottenere un peso politico maggiore; il risultato fu un lento e sofferto miglioramento delle condizioni di vita degli operai che ottennero, ad esempio, il diritto di formare dei sindacati, poi quello alle ferie, al riposo settimanale ed alla pensione. Se dunque i primi cento anni di economia industriale furono tormentati dalla guerra ideologica tra pensiero liberale e aristocratico, i cento successivi furono straziati dal conflitto fra il pensiero socialista e quello liberale, basti ricordare la rivoluzione russa del 1917, la guerra del Vietnam e la guerra fredda.

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6 Commenti per “2.b.18 – L’istruzione pubblica attenuò la lotta di classe?”

  1. Petronilla la Sottile ha detto:

    La diffusione dell’istruzione pubblica ha permesso in passato un miglioramento delle condizioni medie di vita, ma oggi assistiamo a un fenomeno diverso, in un’era sempre più globalizzata e in rapido cambiamento, pare non esistere più nessun titolo di studio che possa assicurare tranquillità economica per il resto della vita. Ciò non significa che lo studio non serve più, ma bisogna acquisire la consapevolezza che non è più sufficiente e, dato che non si può pensare di alzare ulteriormente i tempi di “maturità lavorativa”, bisogna cominciare a pensare come affrontare e risolvere collettivamente questo nuovo problema.

  2. Angelica dal Vessillo Dorato ha detto:

    Per me oggi la classe dominante è passata dal rapporto uomo-macchina a quello uomo-numero. Il cittadino è un dato statistico dei sondaggi pre-elettorali, degli exit-polls, dell’affluenza alle urne e di quant’altro serve a verniciare di pseudodemocrazia questo sistema che legittima la classe dominante stessa.

    • Gerulfo delle Milizie ha detto:

      E’ importante anche per le statistiche commerciali, è un numero che acquista, vede la tv (dopo aver acquistato l’ultimo modello tft a 42.000 pollici, l’effetto surround, il decoder e la parabola), subisce ogni tipo di pubblicità (diretta, indiretta, palese, mistificata, ripetitiva, ossessiva) e quindi torna ad acquistare e ad essere un ottimo numero.

    • Morias Enkomion ha detto:

      Il voto dele nostre non-democrazie e’ infatti un voto al sistema, non al candidato, perche’ tutti i partiti, e non esistono candidati esterni ai partiti, fanno parte del sistema. La dialettica politica e’ fumo, e’ strumentale a tenere separato il popolo. A tenerci separati.

      Ma i piu’, ahime’ e ahinoi, credono nei partiti e in certi politici come altri, spesso gli stessi, credono nella Chiesa e in Dio: per fede. Il vero Illuminismo e’ ancora lontano…

      • Il Cavaliere Errante ha detto:

        Giustissimo! Le similitudini fra il comportamento religioso e quello politico delle masse ci deve far riflettere….

        • Morias Enkomion ha detto:

          Da quando ha avuto inizio la Storia ci sono sempre stati due poteri che si aiutano nel controllo delle masse: il potere temporale e quello spirituale. I due ruoli si vanno ora mescolando, con il potere temporale che agisce con metodi sempre piu’ “reigiosi”, e il potere spirituale che agisce sempre piu’ con metodi “secolari”.

          Ma chi legge la Storia, e soprattutto chi pensa?

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