2.b.24 – Cosa si intende per emergenza evolutiva?

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9 Maggio 2009 — Riccardo Sabellotti - Giacinto Sabellotti

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Cosa si intende per emergenza evolutiva?

Quando cambiano le condizioni di vita di una specie, questa tende ad evolversi a causa della selezione naturale; ciò avviene perché le mutate condizioni ambientali selezionano in modo diverso i geni; quelle che prima erano irrilevanti caratteristiche individuali ora diventano preziose risorse per la sopravvivenza.
Un brusco cambiamento ambientale, per esempio la fine di una glaciazione, provoca una sorta di emergenza evolutiva per le specie coinvolte; esse si trovano nella necessità di cambiare, di evolversi, poiché sottoposte a una nuova pressione selettiva. Questo periodo di disagio, in cui la selezione naturale apparirà particolarmente dura, tenderà ad esaurirsi con il diffondersi dei geni adeguati alle novità ambientali; con il procedere dell’adattamento la pressione selettiva diminuirà e con essa la velocità dell’evoluzione. Possono comunque comparire nuove mutazioni positive, ma esse diverranno sempre meno probabili, l’evoluzione rallenterà e l’ambiente apparirà sempre meno ostile; con il tempo ci si avvicinerà ad una nuova situazione di equilibrio.
Dallo studio del mondo animale e da quello della nostra storia fino alla fine dell’ultima glaciazione, si evince che il suddetto processo è presente anche nell’evoluzione culturale. L’uomo, mediante la cultura, si è infatti adattato agli ambienti più diversi sviluppando vari stili di vita, escogitando le più disparate tecniche per la caccia, per proteggersi dalle intemperie e dai predatori, ecc., raggiungendo infine un equilibrio stabile con l’ambiente; ne sono un esempio gli Eschimesi, gli Indio dell’Amazzonia, i Boscimani del Kalahari e tutte le altre culture tribali che sono sopravvissute nei millenni con piccoli cambiamenti corrispondenti a minime mutazioni ambientali. A parità di ogni altra condizione dunque, in presenza di un brusco cambiamento, l’evoluzione ha la sua massima velocità all’inizio dell’emergenza presentatasi per poi calare in modo più o meno regolare secondo la comparsa di nuove mutazioni. Per quale motivo allora l’evoluzione culturale umana oggi incrementa la sua velocità invece di rallentare? Che cosa è successo dalla comparsa dell’agricoltura in poi? Come mai ci comportiamo come se fossimo sottoposti ad una perenne e crescente emergenza evolutiva?
Tutti gli studi del clima del passato ci dicono che l’evoluzione culturale ha paradossalmente iniziato ad accelerare in un periodo di particolare stabilità ambientale, un periodo in cui non sono comparsi nuovi predatori, né nuove prede, né nuove specie concorrenti ed in cui il clima era mite e regolare come non mai. Cosa spinge dunque la nostra evoluzione culturale se l’ambiente dove viviamo è sempre lo stesso? Per trovare la risposta basta guardarsi attorno: oggi viviamo in città formate da molte migliaia o milioni di abitanti, formate da cemento, asfalto, vetro e acciaio; mezzi motorizzati circolano ovunque e senza di essi non andiamo da nessuna parte; i principali pericoli per la salute e per la sopravvivenza sono gli incidenti stradali, gli incidenti sul lavoro, l’uso di droghe o superalcolici e le varie malattie legate alle mille forme di inquinamento.
Siamo sicuri di poter dire che l’ambiente dove viviamo è sempre lo stesso di 9 mila anni fa? Dobbiamo ammettere che un villaggio fatto di capanne con 70 – 100 abitanti che vivono di caccia, raccolta e forme rudimentali di allevamento o agricoltura è un ambiente diverso dalle città odierne. Il clima non è cambiato negli ultimi millenni, ma l’ambiente dove viviamo sì; è mutato molto profondamente e non accenna a fermarsi. Siamo pertanto veramente sottoposti a una perenne emergenza evolutiva? La risposta è sì, a causa dell’evoluzione culturale dell’ambiente umano.

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4 Commenti per “2.b.24 – Cosa si intende per emergenza evolutiva?”

  1. Carlotta da Camerino ha detto:

    Siamo proprio dei campioni! Nel periodo di massima stabilità climatica della storia dell’evoluzione terrestre, siamo riusciti a vivere in affanno subendo i ritmi di un’evoluzione culturale che noi stessi creiamo ed alimentiamo, ma che non sappiamo gestire e stiamo riuscendo anche a provocare in prima persona delle catastrofi ambientali a cui sapremo rispondere ancora meno.

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  2. Lucrezia dal Drago Alato ha detto:

    Buco nell’ozono, deforestazione, sofisticazione degli alimenti e, nonostante il disastro (avvenuto) e l’apocalisse (sfiorata) di Chernobyl, costruzione di nuove centrali nucleari (che peraltro non rappresentano comunque una soluzione economica al problema energetico, prova ne sia che in Paesi come gli USA o la Germania costituiscono solo una percentuale minoritaria delle fonti usate). Non credo che la stragrande maggioranza degli uomini sia favorevole ai suddetti eventi e tuttavia continuano ad aggravarsi invece di essere contrastati e questo la dice lunga sull’effettivo potere delle popolazioni rispetto ai propri governanti anche in Paesi sedicenti democratici.

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  3. Angelica dal Vessillo Dorato ha detto:

    Purtroppo alle nuove e crescenti pressioni ambientali sempre più rispondiamo con suicidi, droghe, psicofarmaci, isolamento, violenza, ecc. Che sia uno scherzetto della natura per ridurre la numerosità della popolazione umana?

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  4. Morias Enkomion ha detto:

    Abbiamo bisogno di un nuovo paradigma filosofico, storico, economico e scientifico. Quello attuale ha almeno 7000 anni, ed e’ basato sulla separazione in classi perche’ le classi dominanti hanno bisogno di schiavi per sopravvivere e perpetuarsi.
    Le condizioni di vita degli schiavi sono cambiate come quelle dei padroni, ma uno schiavo con una catena d’oro sempre schiavo e’… vogliamo svegliarci o continuare ad essere schiavi del sistema?

    Riflettiamo un attimo: abbiamo davvero bisogno di lavorare per vivere? Abbiamo davvero bisogno di soldi? La natura ci da’ tutto quello di cui abbiamo bisogno, la tecnologia ci permette di averlo quando e dove vogliamo con uno sforzo rappresentato dall’energia utilizzata. Possiamo ottenere energia gratis, per tutti, dal Sole. La tecnologia esiste ma non e’ ancora sfruttata con tale obiettivo: liberare l’umanita’ dalla schiavitu’.

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