2.b.27 – La cultura è oggi un problema o una risorsa?

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12 Maggio 2009 — Riccardo Sabellotti - Giacinto Sabellotti

gabbia

        

La cultura è oggi un problema o una risorsa?

L’evoluzione culturale è un fenomeno naturale e può essere benigna o maligna come la natura stessa; dalla rivoluzione agricola in poi si è inserito in essa un negativo percorso a spirale; ora anche nelle ricche e grandi città, dove vivono i privilegiati dell’economia industriale, quelli che hanno ragione nel vedere un loro progresso nella storia recente, il sovraffollamento sta infatti provocando una serie di problemi psicologici e sociali, la criminalità è sempre in crescita, come anche lo stress, l’isolamento e l’alienazione dell’individuo, la depressione e l’inquinamento locale. Alcuni chiamano le attuali metropoli giungle d’asfalto per evidenziarne alcuni aspetti crudeli, altri le paragonano a dei formicai umani, per la loro densità di popolazione, ma il noto zoologo e divulgatore Desmond Morris, che è stato a lungo il direttore dello zoo di Londra, ha osservato che gli animali, nella giungla, cioè nel loro ambiente naturale, non soffrono di nervosismo, non si sottopongono a delle automutilazioni, non hanno esplosioni di aggressività e tanto meno uccidono i propri simili; qualora invece gli stessi animali vengano costretti in cattività e ammassati in soprannumero nella stessa gabbia, si riscontrano tutti i suddetti comportamenti; nel caso di animali che vengano costretti in isolamento troviamo invece depressione, apatia e persino devianze sessuali. La costrizione in un habitat innaturale porta insomma gli animali a tenere gli stessi comportamenti riscontrabili nelle società umane e ciò avviene per le medesime cause: la riduzione dello spazio vitale o sovraffollamento e l’isolamento sociale del vivere in una città di estranei.
Pertanto definire una grande città come una giungla d’asfalto è decisamente improprio, è molto meglio definirla come uno zoo umano. Noi, i segregati dello zoo umano, abbiamo per giunta delle aggravanti: ci autorecludiamo e spesso ci consideriamo liberi, abbiamo la possibilità di migliorare la gabbia e invece la peggioriamo o la devastiamo, siamo la causa dei nostri problemi, siamo ognuno il carceriere dell’altro e non ce ne rendiamo conto.
I moderni direttori degli zoo, conoscendo questi fenomeni, evitano di ammassare troppi animali in uno spazio ristretto o di privarli di rapporti sociali; noi non abbiamo lo stesso riguardo per noi stessi, o meglio non ce l’ha la nostra evoluzione culturale.
È possibile allora sfuggire a questa spirale negativa? Con il nostro numero è cresciuto anche il nostro grado di specializzazione e la nostra dipendenza dalla comunità; i cittadini di oggi non sarebbero in grado di sopravvivere se posti improvvisamente in una foresta e se anche qualcuno insegnasse loro come fare, sarebbero in troppi, non esistono tante foreste da ospitarli tutti; non si può dunque assolutamente tornare indietro, bisogna andare avanti sfruttando al meglio le nostre risorse, compresa la collaborazione in una grande comunità. Considerando che il mondo cambia sempre più velocemente, per risolvere i problemi del futuro, compresi quelli relativi all’evoluzione culturale, abbiamo sempre meno tempo; ne segue che l’unica speranza di salvezza, paradossalmente, è proprio un rapido adattamento culturale, dei singoli e delle comunità.
La cultura è la nostra unica risorsa disponibile in questa situazione di rapidi cambiamenti; la fonte di tutti i grandi problemi sopra citati, d’altro canto, è un’ evoluzione culturale fuori del nostro controllo; partendo da queste due premesse, vediamo che il nocciolo del problema non è la cultura, ma la mancanza di controllo del processo evolutivo, che avanza abbandonato a sé stesso, guidato solo dalle impietose leggi della concorrenza e della selezione naturale. Dobbiamo però ora ricordare che esiste una componente dell’evoluzione che invece è sotto il nostro controllo: è quella parte dovuta a un nostro studio consapevole e sistematico, guidata dalla scienza e dalla ragione, quella che abbiamo definito come la selezione artificiale della cultura e che in genere realizza il vero progresso per l’umanità. Questa componente ha già fatto molto per mitigare gli effetti negativi della spirale perversa in cui ci troviamo, tanto da farcela confondere con il vero progresso, ma non è ancora abbastanza forte da fermare tale spirale; il mondo continua infatti a cambiare a velocità crescente e gli aspetti negativi non possono più essere ignorati.
Per nostra fortuna il progresso delle scienze naturalistiche, altro frutto dell’evoluzione culturale, oggi ci consente di capire i meccanismi dell’evoluzione stessa e ci dona la possibilità di poterli gestire a nostro vantaggio; oggi abbiamo la possibilità di rafforzare la parte positiva dell’evoluzione per bloccare quella negativa, dobbiamo solo imparare a gestire meglio la nostra cultura. Solo quando si riuscirà in tale gestione, avendo ben capito i meccanismi evolutivi, l’evoluzione frenetica si orienterà nella giusta direzione e finalmente rallenterà.
In altre parole, prendendo atto che il progresso spontaneo è un mito, dobbiamo concludere che a realizzare un futuro migliore dobbiamo pensarci noi, curando intenzionalmente e razionalmente i nostri interessi, a cominciare dal benessere individuale. Di nuovo, la cultura si presenta come la nostra risorsa principale, come la vista per i falchi e l’olfatto per i cani, non possiamo e non dobbiamo farne a meno.

IL CASO CELEBRE
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3 Commenti per “2.b.27 – La cultura è oggi un problema o una risorsa?”

  1. Angelica dal Vessillo Dorato ha detto:

    Il concetto di zoo umano è eccezionale. Ci fa capire la vera natura dei nostri problemi con un paragone tanto banale quanto da nessuno considerato. E’ proprio vero che la verità spesso è davanti a noi, ma noi non riusciamo a vederla.

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  2. Morias Enkomion ha detto:

    E’ proprio vero: e’ uno zoo umano. Uno zoo safari pero’, senza gabbie ma con guardie che ci tengono dentro. E alla fine, anche avendone la possibilita’, non vogliamo uscirne per non sentirci isolati rispetto alla massa.

    C’e’ una via d’uscita?

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    • Guglielmo l'Eclettico ha detto:

      E certo che c’è una via d’uscita, se no che stiamo a fare qua? Abbiamo una missione Sir Morias, e dato che sotto l’elmo c’è qualcosa…

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