4.a.15 – I pregiudicati in Parlamento sono un problema?

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31 Luglio 2009 — Riccardo Sabellotti - Giacinto Sabellotti

I pregiudicati in parlamento sono un problema?

La gente comune è rimasta giustamente scandalizzata nell’apprendere che come loro rappresentanti erano stati eletti nel Parlamento Italiano numerosi personaggi con condanne penali in via definitiva, non solo per finanziamento illecito ai partiti, ma anche per reati come banda armata, concorso in omicidio e incendio aggravato.
Grande scandalo dunque, e sull’onda dell’indignazione generale in molti hanno proposto come soluzione di proibire per legge la candidatura dei pregiudicati alle elezioni. Intuitivamente a tutti appare una soluzione ovvia, ma di quale problema? Se abbiamo paura di essere derisi dalla stampa internazionale, allora si tratta di una buona soluzione. Se vogliamo nascondere il livello di corruzione che ha raggiunto la nostra classe politica, se vogliamo chiudere gli occhi davanti ad una verità che non ci piace, allora è un’ottima soluzione. Se invece per noi il problema è la corruzione dilagante che ha assunto il controllo dello Stato, allora una tale legge significa nascondere il problema, non risolverlo.
Come è possibile che questi signori siano stati eletti? Chi li ha votati? E perché? Le risposte a queste domande sono ben note a tutti: sono stati eletti perché una parte non trascurabile del popolo italiano li ha votati, e lo ha fatto semplicemente perché:
• non sapeva il loro nome, dato che, non potendo più esprimere le preferenze sui candidati, era inutile leggerlo;
• non sapeva dei loro precedenti penali;
• non sapeva che i partiti a cui stava dando fiducia erano così corrotti, così sfacciati e avevano legami così stretti con la criminalità, da candidare tali illustri personaggi.
Oggi molti sanno tutto ciò, ma, volendo continuare a votare, non possono evitare di eleggerli di nuovo, non avendo la possibilità di scegliere i candidati. La gente comune dunque di norma non ha idea di chi o che cosa sta votando, e quando lo scopre non sa come porvi rimedio. Non è forse questo il vero problema? I pregiudicati sono solo la classica punta dell’iceberg, sono i rappresentanti dei partiti che li hanno candidati, essi devono necessariamente far parte di una grande famiglia per ottenere quella poltrona, per ogni condannato quanti ce ne saranno della stessa risma, ma più furbi o più fortunati che non si sono mai fatti beccare? Per il cittadino comune è meglio che in Parlamento ci sia un delinquente certificato da un tribunale oppure uno senza riconoscimenti ufficiali? Questo è il falso problema che si può risolvere con la predetta legge.
Paradossalmente la presenza di pregiudicati in Parlamento ha reso un grande servizio al Paese, ha posto in evidenza che la corruzione e l’arroganza dei partiti ha superato ogni aspettativa, questo è il vero problema, a chi spetta risolverlo? Ovviamente spetta ai cittadini, la Costituzione venne scritta con tante buone intenzioni e tanti buoni principi, i parlamentari non sono assunti dallo Stato, ma eletti dal popolo, proprio per renderli dipendenti da esso. Chi assume un impiegato in genere lo sceglie e può eventualmente licenziarlo, sono sue prerogative, in caso contrario la sua autorità verrebbe compromessa; ecco perché la Costituzione prevede che lo Stato non scelga e non licenzi i parlamentari, questo è un compito che spetta ai cittadini, quindi, per quanto possa sembrare paradossale, una legge che stabilisca chi può o non può essere eletto ridurrebbe l’autorità del popolo.
Tale autorità democratica tuttavia non esiste e proprio i nostri onorevoli pregiudicati ce lo hanno dimostrato: la gente non li vuole, ma ha bisogno di una legge apposita per mandarli via; questo è ovviamente inconcepibile in una vera democrazia.
I cittadini italiani, per ignoranza o per altri motivi, non sono in grado di scegliere i propri rappresentanti, non è forse questo il primo problema che dovremmo risolvere? Invece si propone che i cittadini italiani (che dovrebbero essere sovrani) chiedano ai propri parlamentari (che dovrebbero essere loro subordinati) una legge per impedire loro di eleggere dei rappresentanti che non vogliono (cioè che impedisca loro di comportarsi contro la propria volontà, da perfetti incapaci di intendere e di volere); si tratta certamente di un paradosso ed è altrettanto sicuro che una simile legge non ridurrebbe la corruzione, anzi la renderebbe meno visibile e con essa coprirebbe anche la mancanza di democrazia.

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3 Commenti per “4.a.15 – I pregiudicati in Parlamento sono un problema?”

  1. Petronilla la Sottile ha detto:

    Leggendo il titolo interrogativo di questo post la mia risposta immediata è stata: assolutamente si! Poi ho letto le argomentazioni e mi sono convinta del contrario. Da una parte la cosa mi infastidisce, ma devo dire che vi sono grata per tutte queste vostre considerazioni “fuori schema” 🙂

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    • Leonardo il Grosso ha detto:

      Quale sarà il confine tra “fuori schema” e “fuori di testa”?

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  2. Morias Enkomion ha detto:

    Qui torniamo ad essere totalmente d’accordo, anche perche’ in pratica si ribadisce il concetto-base: la democrazia non esiste. Ma si aggiunge anche che gli elettori non eleggono nessuno. Come dico sempre io, con le votazioni si dice si’ alla casta e al sistema.

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