Capitolo 4.a

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15 Luglio 2009 — Riccardo Sabellotti - Giacinto Sabellotti

INQUADRARE IL PROBLEMA

Guardiamoci allo specchio; dopo aver esaminato la natura dell’uomo sia dal punto di vista biologico, sia da quello culturale e dopo aver riflettuto sul ruolo dei nostri valori personali nella vita e nel mondo attuale, possiamo affrontare i problemi che ci tormentano nella vita quotidiana con maggiore consapevolezza delle nostre necessità e quindi con maggiori probabilità di trovare delle soluzioni valide; anche i problemi costituiscono dei punti di riferimento di fondamentale importanza nella nostra esistenza poiché tutte le nostre attività sono legate direttamente o indirettamente alla soluzione di un qualche problema. I problemi condizionano ogni momento della nostra giornata, ma uno stesso ostacolo può essere percepito diversamente dai vari individui, pur potendo interessare tutta la popolazione; è bene dunque scegliere con cura dei criteri personali per far fronte ai vari problemi, ma è anche necessario che se ne discuta con gli altri per giungere prima a delle soluzioni o per trovarne di migliori; dobbiamo inoltre ricordare che trovare e realizzare delle soluzioni è un lavoro che spesso richiede la collaborazione di molte persone e quindi parlare dei nostri problemi è un’attività fondamentale ed inevitabile.
Ogni adattamento, sia genetico che culturale, è in effetti la soluzione a un problema legato alla sopravvivenza e tutte le nostre necessità, di qualsiasi tipo, sono in pratica dei problemi da risolvere; possiamo allora dire che essi sono veramente il sale della vita, la spinta fondamentale che ci porta ad agire sia come individui che come attori inconsapevoli dell’evoluzione.

Sulla cresta dell'onda

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4 Commenti per “Capitolo 4.a”

  1. Morgana l'Eretica ha detto:

    Aggiungerei solamente che con grande senso di comunità si dovrebbe pensare anche ad un problema che magari riguarda una minoranza.

  2. Il Cavaliere Errante ha detto:

    Morgana ha detto una grande cosa! In una vera comunità ci si aiuta a vicenda, se esiste una minoranza ignorata o discriminata allora vi sono due comunità che convivono nello stesso luogo.

    • Lucrezia dal Drago Alato ha detto:

      Convivono, ma forzatamente. La minoranza emarginata (ma a volte non è per niente una minoranza) nel migliore dei casi si sente abbandonata, ma spesso si sente sfruttata e oppressa. In queste “convivenze” le tensioni sociali si sovrappongono fino a diventare vere rivolte sociali con le conseguenze che la storia, anche molto recente, ci evidenzia.

  3. Morias Enkomion ha detto:

    Alcune minoranze sfruttano il loro potere, collegato al loro status minoritario, per ottenere privilegi da tale status. Diciamo quindi che non tutti i problemi che le minoranze proclamano come tali sono problemi reali, cosi’ come non tutti i problemi che diciamo di avere sono veri problemi, come nell’espressione ‘ho mille problemi’ che alla fine nasconde solo uno stato di disagio vicino alla depressione.

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