4.b.6 – Quale è l’origine delle guerre?

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14 Agosto 2009 — Riccardo Sabellotti - Giacinto Sabellotti

Quale è l’origine delle guerre?

Abbiamo citato come questioni particolarmente gravi le guerre, la criminalità e le malattie mortali, poiché mettono in serio pericolo la nostra vita. Dallo studio della nostra storia culturale sappiamo che le guerre sono un fenomeno antichissimo, probabilmente più antico della nostra stessa specie e nasce come mezzo per regolare le dispute territoriali fra tribù. Cercando di capire quale sia l’origine delle guerre abbiamo dunque trovato una prima causa storica: le guerre sono il mezzo che la cultura tribale ha sviluppato per vincere la concorrenza territoriale delle altre tribù; il territorio è ovviamente la principale risorsa economica nel mondo antico, in esso infatti troviamo tutti i beni primari come acqua, selvaggina, terreni coltivabili, giacimenti minerari, legname, ecc. e dato che ciascuna di queste risorse può essere oggetto di contesa, può anche diventare la causa di una guerra. Alla base di tutto troviamo quindi la rivalità economica fra le popolazioni umane, le quali come tutte le popolazioni animali tendono ad espandersi fino al massimo sfruttamento delle risorse disponibili.
Nel mondo animale l’espansione demografica viene arginata da carestie, siccità, incendi o inverni particolarmente rigidi; la disponibilità delle risorse non è fissa, ma può variare da un anno all’altro; se la variazione è positiva si avrà un periodo di abbondanza e un contestuale aumento della popolazione, se è negativa si avrà un periodo di carestia e la popolazione denutrita cadrà più facilmente vittima dei predatori e delle malattie con conseguente riduzione della popolazione fino ad un nuovo punto di equilibrio.
È necessario ricordare che in assenza di predatori e malattie, come accade negli zoo, un eventuale sovraffollamento o penuria di cibo porta ad esplosioni di violenza fuori dalla norma, tali da causare morti fratricide (ovvero fra membri della stessa specie). In natura non si arriva a tali estremi perché si può emigrare in nuovi ambienti alla ricerca di cibo e di spazio, cosa impossibile in uno zoo. In assenza dunque dei normali fattori che controllano l’espansione demografica, se ne attivano altri di emergenza: l’aumento della violenza dovuto alla maggiore concorrenza e l’esplorazione di nuovi territori.
Nel mondo umano queste condizioni eccezionali sono diventate la norma, fin dall’antichità i predatori sono stati sostituiti da predatori umani e quando con l’avvento dell’agricoltura è aumentata la disponibilità di cibo, dopo un periodo di prosperità sono iniziate presto nuove guerre, con eserciti più grandi, con battaglie più violente ed armi più sofisticate; lo stesso processo si è poi riproposto con la rivoluzione industriale.
Anche l’invasione di nuovi territori e nuovi ambienti è stata una strategia largamente applicata in tutti i tempi; nel lontano passato ci ha portato a colonizzare l’intero pianeta, ma terminati i territori disabitati, le ondate migratorie hanno portato a nuove guerre con le popolazioni locali.
Le guerre dunque storicamente ci appaiono come la naturale conseguenza della concorrenza economica dovuta a sua volta alla penuria di risorse che deriva da una mancata regolazione demografica. Alla base di tutto questo vi sono le nostre eccezionali capacità di adattamento culturale che ci hanno reso quasi invulnerabili rispetto agli antichi predatori.
Abbiamo dunque trovato una serie di quattro cause storiche, ma tali cause sono presenti ancora oggi? La scienza moderna ci ha reso più adattabili che mai, debellando anche molte malattie, la popolazione è cresciuta enormemente, la penuria di risorse si è invece diversificata: nei paesi poveri le carestie sono ricorrenti, ma in quelli ricchi sembrano un lontano ricordo; i paesi ricchi tuttavia continuano a farsi la guerra, come mai? La rivoluzione industriale ha cambiato radicalmente l’economia e con essa le risorse utilizzate ed ecco che le grandi potenze di oggi non combattono più per il grano, ma per i giacimenti minerari, per quelli petroliferi e per altre moderne risorse. La storia inoltre ci documenta che anche alla base delle guerre più recenti si trova spesso la concorrenza economica e quindi, dato che tutte e quattro le cause sono ancora presenti, non dobbiamo stupirci che vi siano nuove guerre.
Come mai questi problemi non sono stati risolti nonostante tutta la nostra scienza e tecnologia? Perché per la nostra cultura tradizionale, frutto di una evoluzione inconsapevole e quindi non soggetta né a critica razionale, né ad interventi correttivi, tali problemi sono già risolti; essa infatti riconosce come problemi solo la scarsità di risorse e la presenza di rivali con cui contenderle, per poi superarli entrambi con un’unica soluzione, che è appunto la guerra.
Dunque quello che per i singoli esseri umani è uno dei mali principali, per la nostra spietata evoluzione culturale e per la politica tradizionale è una soluzione e non un problema; la guerra diviene allora una risorsa per la sopravvivenza da tutelare ed esaltare con adeguata propaganda e cultura bellica, basata sul valore dell’eroe guerriero e sull’esaltazione delle gradi potenze militari del passato; ancora oggi si parla della gloria dell’antica Roma, formata dalle sue innumerevoli vittorie militari. In un simile contesto culturale la guerra può essere vista al massimo come un male necessario ed inevitabile, non come un problema da risolvere.

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3 Commenti per “4.b.6 – Quale è l’origine delle guerre?”

  1. Gismondo il Malagrotta ha detto:

    Leggendo l’ultima parte e ricordando i miei tanti anni sui banchi di scuola mi sono sentito leggermente manipolato, ma ripensando ai miei insegnanti sono sicuro della loro buona fede. Se allora anche gli insegnanti sono manipolati e programmati per replicare la manipolazione, cosa si deve fare?

    • Petronilla la Sottile ha detto:

      Bisogna invertire la rotta, spezzare questa catena involutiva, ma per farlo bisogna essere in tanti e, soprattutto, ben organizzati. Qualcuno ha la formula magica per rompere l’incantesimo?

      • Morias Enkomion ha detto:

        Supercalifragilistichespiralidoso? Secondo me Mary Poppins servirebbe… ricordiamo la scena della banca…

        Credo che sia anche opportuno aggiungere che, nonostante il passare dei millenni e la tecnologia, la struttura sociale e’ rimasta invariata: potere temporale, potere spirituale, popolo con un certo grado di liberta’, schiavi. Il popolo e’ rappresentato dai manager, impiegati di livello superiore e pensionati ad altro reddito, gli schiavi dagli impiegati di basso rango, operai, pensionati di basso livello e sociali, disoccupati. Come un millennio fa si organizzarono le Crociate per motivi economici, ma per il popolo erano motivi religiosi, adesso ritorniamo negli stessi luoghi, per gli stessi motivi: religioso/culturali per il popolo, in realta’ economici. Nulla cambia, ma chi legge la Storia?

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