4.b.12 – Da cosa dipende l’inefficienza delle scuole?

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21 Agosto 2009 — Riccardo Sabellotti - Giacinto Sabellotti

Da cosa dipende l’inefficienza delle scuole?

Si parla spesso della progressiva decadenza delle scuole, insegnanti sottopagati ed umiliati in vari modi, programmi antiquati o scelti con criteri molto discutibili, studenti privi di disciplina e abbandonati a sé stessi, strutture prive di manutenzione. Cerchiamo di analizzare insieme questi problemi che sembrano aumentare in modo esponenziale ed inarrestabile: gli uomini cercano di scegliere un lavoro che dia loro gratificazioni sia economiche che morali; se insegnare nelle scuole pubbliche significa guadagnare stipendi minimi, lavorare in ambienti spesso fatiscenti, subire pressioni, minacce e denunce da parte dei genitori degli allievi delle scuole primarie e da parte direttamente degli studenti delle scuole secondarie, alla lunga, chi svolgerà il delicato e fondamentale ruolo dell’insegnante? Probabilmente chi non è riuscito a trovare di meglio, si sta cioè effettuando una selezione dei meno qualificati unitamente a un’ingiusta umiliazione di coloro che, nonostante tutto, hanno la vocazione dell’insegnamento e tentano di svolgere seriamente il proprio lavoro. Si tratta di un problema di primaria importanza che genera una terribile spirale involutiva: una classe insegnante debole e impreparata forgia allievi ignoranti e indisciplinati che domani saranno genitori incapaci di crescere dei figli rispettosi degli insegnanti e propensi allo studio; i titoli di studio saranno sempre più sviliti dalla diffusione dell’impreparazione e, in una società in cui non si emerge per i meriti, gli studenti più lodevoli saranno comunque destinati a chiedersi perché abbiano studiato tanto; una popolazione di ignoranti, cresciuti da genitori assenti e da insegnanti impreparati, demotivati e succubi dei propri allievi, nonché insieme a coetanei altrettanto ignoranti, bulli e teppisti, non potrà mai capire l’importanza dello studio, soprattutto se i titoli di studio non danno certezze di lavori gratificanti e la società in generale non dà certezze per il prossimo futuro. Se il futuro è solo una nebulosa indefinita, ecco il proliferare delle tanto criticate generazioni del “tutto e subito”, senza rispetto per lo studio e per gli insegnanti, per il lavoro e i lavoratori, per i deboli e gli anziani, per gli altri e per sé stessi.
La pubblica istruzione è un sistema piuttosto complesso, come accade spesso nelle varie organizzazioni umane; tali sistemi sono come dei giardini, se non vengono curati in continuazione, saranno invasi dalle erbacce. La scuola pubblica è dunque un giardino trascurato dai propri giardinieri, cioè dalle istituzioni dello Stato, le quali evidentemente non sono interessate ad una buona formazione della generazioni future.
Sappiamo infatti che tanto più i cittadini sono ignoranti tanto più sono manipolabili, inoltre quanto più le scuole risultano inefficienti, tanto minori saranno gli studenti a raggiungere un alto livello di istruzione, cioè coloro che domani saranno i rivali dell’attuale classe dirigente, la quale peraltro si può permettere scuole private.
Alla base dunque del degrado progressivo delle scuole troviamo ancora una pessima gestione politica che, in assenza di democrazia, siamo costretti a subire passivamente, nonché tutta una serie di problemi economici e sociali, dovuti ai rapidi cambiamenti del mondo moderno, che hanno mutato le aspettative di occupazione dei giovani e reso i tradizionali percorsi scolastici inadeguati. Abbiamo già espresso il concetto di emergenza evolutiva e detto come questa possa essere fronteggiata solo con appositi adattamenti culturali; ne segue che una scuola inadeguata, una scuola carente soprattutto nell’istruzione di base che dovrebbe invece formare all’adattamento continuo alle veloci mutazioni ambientali, crea dei danni veramente incalcolabili.

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3 Commenti per “4.b.12 – Da cosa dipende l’inefficienza delle scuole?”

  1. Gismondo il Malagrotta ha detto:

    E’ importante sottolineare che se le nuove generazioni sono sempre più sbandate, alienate e indifferenti non è colpa di un’epidemia sconosciuta e incurabile, ma piuttosto rappresenta la conseguenza di un’involuzione culturale che non è stata in grado di adeguarsi alle sempre più veloci novità. Se il problema è culturale, la risposta deve esserlo altrettanto e con l’attuale gestione scolastica e universitaria la guerra è persa in partenza.

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  2. Alafrida dal Lago ha detto:

    Se l’istruzione pubblica è inefficiente, va rifondata, non abolita come piano piano stanno facendo. Parlate con un qualsiasi preside e fatevi raccontare in che condizioni organizzative e finanziarie è costretto a barcamenarsi.

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  3. Petronilla la Sottile ha detto:

    Purtroppo non basta rifondare la scuola, ma l’intera società perché appunto la scuola deve integrare l’educazione delle famiglie, ma se le famiglie si disgregano o remano contro…

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