4.c.10 – La democrazia indiretta attuale è una valida alternativa?

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3 Settembre 2009 — Riccardo Sabellotti - Giacinto Sabellotti

La democrazia indiretta attuale è una valida alternativa?

Alla nascita delle moderne democrazie occidentali, risalenti a poco più di due secoli fa, davanti alle difficoltà di riunire tutta la popolazione in un’unica assemblea, venne introdotto il modello della democrazia indiretta o rappresentativa. Con tale modello il popolo elegge infatti dei rappresentanti che partecipano per suo conto all’assemblea in cui si prendono le decisioni collettive.
A questo punto si presenta il problema di come evitare che i rappresentanti eletti formino una classe dominante dispotica nei confronti della popolazione. La soluzione proposta è quella delle elezioni periodiche: gli eletti mantengono la carica solo per alcuni anni, poi sarà necessaria una nuova elezione con la quale gli elettori decideranno se mantenerli al loro posto o sostituirli. Le democrazie occidentali sono concepite in modo da deporre i governanti che abbiano deluso il proprio popolo, operando quello che viene detto un ricambio politico (e non un’alternanza politica oppure un rimpasto di governo).
Tale soluzione si fonda sull’ipotesi che:
• Il popolo abbia libertà di voto;
• Il popolo sia in grado di scegliere dei rappresentanti in grado di tutelare i suoi interessi;
• Il popolo sia in grado di giudicare il comportamento dei propri rappresentanti;
• Il popolo non rielegga i cattivi rappresentanti.
Purtroppo la storia ci dimostra che le suddette ipotesi non si sono mai verificate contemporaneamente, quando invece sono tutte indispensabili: libertà di voto significa poter scegliere liberamente i propri rappresentanti e a tal fine è necessario poter votare un qualunque cittadino; in particolare la scelta non può essere limitata ad una lista prestabilita da un ente diverso dal popolo, poiché in tal caso la scelta sarebbe obbligata. In molti stati che si definiscono democratici questa premessa manca completamente, in quanto i candidati vengono scelti arbitrariamente dalle segreterie di partito.
Per scegliere dei rappresentanti validi è inoltre necessario aver ben capito qual è la loro funzione, in modo da esercitare attraverso di essi il potere politico; nella popolazione è dunque necessaria una cultura democratica che invece manca: in Italia per esempio, la maggioranza assoluta della popolazione ammette di votare ripetutamente persone che non la rappresentano minimamente; altri invece votano in base al credo ideologico pubblicizzato e non praticato dai candidati, altri ancora in base a logiche clientelari, ecc.. Nel 1700 si pensò che, una volta ottenuti i diritti democratici, la gente avrebbe spontaneamente imparato ad usarli, ma questo non è successo.
Inoltre, affinché il popolo sia in grado di giudicare il comportamento dei propri rappresentanti, è necessario un sistema di informazione efficace ed indipendente dalla politica, ma anche questa premessa spesso non si realizza.
Appare ovvio che il popolo non rielegga i cattivi rappresentanti, tuttavia questo non accade quasi mai, i politici di cui più ci si lamenta sono anche i più votati.
La democrazia rappresentativa attuale dunque presenta tre punti deboli:
• la mancanza della libertà di voto;
• mancanza di cultura democratica;
• mancanza di un sistema di informazione adeguato che permetta di giudicare con cognizione di causa il comportamento dei propri rappresentanti.
Uno di questi punti da solo è sufficiente ad invalidare la democrazia di una organizzazione sociale e spesso mancano tutti e tre.
Già in passato sono stati fatti dei tentativi per riparare questa situazione, come l’istruzione pubblica obbligatoria e la libertà di stampa, ma il risultato è stato molto deludente: la cultura democratica è ancora assai carente anche fra i laureati; la stampa, sebbene libera da vincoli legali, è soggetta all’influenza del potere politico attraverso le clientele ed i finanziamenti pubblici, ed è diventata semplice strumento di propaganda politica o commerciale, nonché strumento di distrazione per la gente comune. In queste condizioni la democrazia è impraticabile.
Che il sistema parlamentare occidentale non sia un sistema democratico appare cosa nonostante tutto inverosimile, perché contraria a tutto quanto ci è stato insegnato a scuola e confermato da amici, parenti e televisione: è mai possibile che si siano sbagliati tutti?
La risposta è sicuramente sì, in quanto è già successo varie volte nella storia:
• nel 1600 si insegnava a scuola che Dio aveva posto i re sulla Terra per governare i popoli, la loro autorità infatti si basava sul diritto divino, e tutta la società confermava questo che appariva un dato di fatto incontestabile, ma oggi anche i bambini si mettono a ridere davanti a simili affermazioni;
• analogamente nel 1700 e nel 1800 si insegnava a scuola che l’uomo dalla pelle nera era per natura schiavo dell’uomo bianco e nemmeno la comunità scientifica metteva in dubbio tale convinzione;
• infine fino agli inizi del 1900 la scuola confermava che le donne non potevano competere con gli uomini e meno che mai avere diritto di voto.
Questo dimostra che fino a quando la scuola tratta di grammatica, matematica, geometria o geografia va tutto bene, ma quando affronta argomenti sociali diventa inaffidabile e si limita a sostenere e giustificare in ogni occasione il sistema politico vigente; non dobbiamo stupirci allora se noi tutti siamo stati educati a considerare democratico l’attuale sistema politico sebbene sia facile dimostrare il contrario ed invece di scandalizzarci ci dovremmo augurare che i nostri nipoti un giorno possano ridere anche loro di questa assurda credenza.
Oggi è opinione diffusa che la democrazia non funzioni, anche se nessuno fino ad ora è riuscito a concepire qualcosa di meglio, oppure che la democrazia sia un concetto non ben definito. In effetti nella mente del cittadino tale concetto molto spesso non è definito con chiarezza; eppure anche con le nozioni elementari che ci hanno insegnato in modo superficiale alla scuola media e superiore, definire il concetto di democrazia è facilissimo, solo che noi siamo stati involontariamente educati a non farlo, poiché ci hanno dato la seguente definizione: la democrazia è l’attuale forma di governo dei paesi occidentali, è stata raggiunta tanto faticosamente e dobbiamo tenercela stretta; tale definizione è sbagliata, ci è stata data in buona fede, ma facendoci comunque un danno enorme.

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2 Commenti per “4.c.10 – La democrazia indiretta attuale è una valida alternativa?”

  1. Gismondo il Malagrotta ha detto:

    Che la scuola sia inaffidabile con riguardo al sitema sociale è più che evidente: gli insegnanti non ricevono una formazione in questo senso, vengono influenzati come tutti dalla disinformazione diffusa e replicano quanto assorbito anche inconsciamente avvalendosi della loro figura di insegnante.

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  2. Carlotta da Camerino ha detto:

    Post strepitoso, condivido su Facebook ❗

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