4.c.12 – Votare o non votare è un falso problema?

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5 Settembre 2009 — Riccardo Sabellotti - Giacinto Sabellotti

Votare o non votare è un falso problema?

L’importanza di esercitare il proprio diritto di voto è dovuta al fatto che esso consente la partecipazione democratica dei cittadini, se però come abbiamo appena scoperto, esso perde tale funzione, non solo diviene totalmente inutile, ma illude il cittadino di vivere in uno stato di democrazia inducendolo a legittimare una classe dominante. Quando allora pensiamo che votare equivalga a sostenere la democrazia perché in tal modo si legittima il sistema, in realtà stiamo facendo l’esatto contrario.
A volte si teme che non votare significhi rinunciare a curare i nostri interessi, ma se siamo indotti a votare chi non ci rappresenta andiamo addirittura contro i nostri interessi. Così facendo, dimostriamo inoltre ai politici che non è necessario rappresentarci per essere votati e questi si preoccuperanno sempre meno di svolgere la loro funzione di rappresentanza del cittadino.
Non è detto quindi che chi non vota lo faccia per disinteresse o perché si arrende rinunciando ai suoi diritti fondamentali, ma può farlo perché riconosce che tali diritti gli sono già negati. Del resto anche votare illudendosi di aver fatto la propria parte, in modo da scaricare la propria coscienza, è un modo di arrendersi, in quanto si rinuncia a trovare soluzioni alternative.
Spesso il cittadino è consapevole di votare dei politici che non lo rappresentano, ma ritenendo gli altri ancora peggiori, si illude di limitare i danni. Ma per limitare quale danno vale la pena di rinunciare alla democrazia? Come faremo dopo, senza di essa, a limitare qualsiasi danno da parte dei nostri politici, autorizzati a non rappresentarci? La logica del “meno peggio” è certamente uno dei fattori culturali più pericolosi per la democrazia, perché alimenta una selezione dei peggiori, abbassando progressivamente il livello dei nostri politici.
Possiamo concludere che l’astensione dal voto non è certo una soluzione, ma può essere un primo passo per cercarne una. Partecipare invece ad un voto non democratico contribuisce sicuramente alla degenerazione progressiva del sistema politico preparando così il terreno all’avvento di regimi dittatoriali. Questo è quanto è avvenuto in tempi recenti in Germania con l’ascesa del nazismo.
Pertanto discutere se sia necessario votare o non votare per dare il proprio contributo è un falso problema, in quanto nessuna delle due scelte consente di realizzare la vera democrazia nel sistema attuale.

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4 Commenti per “4.c.12 – Votare o non votare è un falso problema?”

  1. Gismondo il Malagrotta ha detto:

    Non votare è una cosa molto fastidiosa per chi crede nella democrazia, ma è anche una cosa inevitabile per chi è consapevole di poter votare in un sistema non democratico e il fastidio di non aver potuto votare ricorda quotidianamente lo stato in cui ci si trova contrariamente all’opinione diffusa.

  2. Morias Enkomion ha detto:

    Come dico sempre, il sistema ha bisogno del nostro voto per la sua sopravvivenza. Ma noi abbiamo bisogno del sistema? Abbiamo bisogno di questo sistema?
    Il sistema e’ come un vampiro: perche’ dargli il nostro sangue senza combattere?

  3. Guglielmo l'Eclettico ha detto:

    Cercavo una definizione per il popolo-dei-votanti-in-un-sistema-non-democratico e quella di x-men che ha creato Morias Enkomion è sintetica, significativa ed originale. Complimenti 😉

    • Morias Enkomion ha detto:

      La mia cultura giornalettistica esce fuori 😉

      Il termine, in effetti, non riguarda soltanto l’aspetto formale, cioe’ la x, ma anche quello sostanziale, che investe la sfera psicologica del popolo illetterato votante, che al momento del voto si sente un supereroe che con la sua x cambiera’ il destino dell’universo. Il partito ha fede in lui e lui risponde.
      Quanta simbologia religiosa… mi riferisco alla simbologia usata da chi utilizza modalita’ di indottrinamento religioso per l’indottrinamento politico: Dio=partito, sacrifici per il Dio/partito=sacrificare il libero pensiero, sistemi rituali religiosi=sistemi rituali politici, santi=ideologi. Le analogie sono cosi’ tante da poter considerare religione e politica, in senso … See moreideologico, come figli di un unico genus rintracciabile nel bisogno di fare parte di un gruppo. Un tratto genetico sfruttato da millenni da una ristretta percentuale, cioe’ coloro che un tempo si sono resi conto che esistono le stagioni, correlate alla piovosita’ e quindi alla coltivazione. Il vero potere non e’ tanto quello della forza ma quello del sapere: con la forza si controllano i corpi, col sapere si controllano le menti, e quindi anche i corpi.

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