5.a.3 – Su cosa si fondano i piccoli gruppi?

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14 Settembre 2009 — Riccardo Sabellotti - Giacinto Sabellotti

Su cosa si fondano i piccoli gruppi?

Abbiamo identificato quattro problemi radice ed essi risultano strettamente legati fra loro, tanto da non poter essere risolti separatamente. Esaminando gli obiettivi che ci siamo posti possiamo notare che quasi tutti possono essere raggiunti solo in modo collettivo; il primo ostacolo da rimuovere dunque è quello della frammentazione sociale.
Al fine di ricomporre la nostra struttura sociale abbiamo stabilito due obiettivi:
• organizzare dei piccoli gruppi che formino una struttura rispettosa della natura umana, selezionata per vivere in una società tribale, e che allo stesso tempo sia compatibile con la vita moderna;
• riuscire a rendere veramente democratica tale struttura.
Organizzare piccoli gruppi è cosa piuttosto comune, si pensi ad una squadra di calcetto oppure ad un gruppo di turisti, ma si noti come in ogni caso sia necessaria un’attività che richieda collaborazione; questa caratteristica, da considerare principale già nei villaggi tribali, ha mantenuto inalterata la sua importanza fino ai nostri giorni, ma oggi le comunità moderne si sono svincolate dall’antico stile di vita basato su insediamenti isolati, autosufficienza economica e dipendenza dal territorio. Strutture di questo tipo quindi già esistono e sono ben note, pertanto il metodo per raggiungere il primo obiettivo esiste certamente ed è alla nostra portata; tale metodo consiste nel riunirsi attorno ad un obiettivo preciso, facilmente raggiungibile, in cui ognuno possa avere un ruolo nel comune interesse.
Quando l’esigenza che ha originato il gruppo perdura nel tempo, come nel caso delle associazioni di volontariato, il gruppo assume caratteristiche di stabilità e tende a crescere di numero. È da notare inoltre che, superata una certa dimensione, il gruppo tende ad organizzarsi in sottogruppi locali fra loro federati, i quali tendono a ricostituire anche una certa prossimità fisica fra i membri; nonostante la varietà di mezzi di comunicazione messa a disposizione dalla tecnologia, è infatti indubbio che la nostra natura ci porta a preferire i contatti diretti.
Con riferimento al secondo obiettivo abbiamo come modello solo la democrazia diretta che però non si può estendere a gruppi numerosi, incontrando grosse difficoltà già in gruppi di venti persone.

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2 Commenti per “5.a.3 – Su cosa si fondano i piccoli gruppi?”

  1. Gerulfo delle Milizie ha detto:

    In effetti ogni associazione, anche di volontariato, beneficienza o assistenza, per strutturarsi su grandi numeri ricalca il modello conosciuto di democrazia indiretta e, nonostante gli ottimi propositi, l’efficacia risulta inversamente proporzionale alla dimensione.

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  2. Gismondo il Malagrotta ha detto:

    Un movimento che si ispira ai piccoli gruppi è quello delle Transition Towns sorto nel Regno Unito nel 2006 e sviluppatosi molto velocemente, a riprova dell’efficacia del modello proposto. In Italia la prima città in transizione è Monteveglio (BO) e vi segnalo il sito di Transition Italia su cui approfondire l’argomento http://transitionitalia.wordpress.com

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