5.a.5 – E’ possibile allora un villaggio democratico?

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16 Settembre 2009 — Riccardo Sabellotti - Giacinto Sabellotti

È possibile allora un villaggio democratico?

Affinché il nostro villaggio moderno sia effettivamente democratico deve rispettare i due requisiti minimi:
• l’insieme dei membri deve costituire effettivamente la massima autorità;
• la gestione deve essere una forma di autogestione, quindi deve seguire la volontà della collettività;
come sappiamo, nel sistema parlamentare vi sono vari motivi che rendono molto difficile per gli elettori controllare l’operato dei propri rappresentanti. Questo accade perché gli organi di informazione sono inaffidabili e corrotti, perché i cittadini non hanno la cultura e la mentalità per controllarli, né quella per eleggerli visto che in genere essi affermano di non sentirsi rappresentati e tuttavia continuano a votare le stesse persone o gli stessi partiti.
Nel villaggio moderno, con il sistema da noi proposto, ognuno può invece informarsi direttamente sull’operato dei delegati e può farlo anche con una certa cognizione di causa, trattandosi di argomenti già discussi personalmente nell’assemblea del proprio gruppo. Ancora più facile sarebbe esercitare su di essi la propria autorità, in quanto la nomina dei delegati avviene da parte di una decina di persone, non vi sono lunghi e costosi periodi elettorali e pertanto i rappresentanti possono essere cambiati in ogni momento e per qualsiasi motivo a costo zero: è infatti sufficiente accordarsi in solo sei persone. Per una maggiore competenza, sarebbe inoltre possibile cambiare delegato in base all’argomento da discutere nell’assemblea generale. Bisogna poi ricordare che su una popolazione così ristretta intervengono altri sistemi naturali di autocontrollo: i rappresentanti frequentano personalmente i propri deleganti e sono spesso ad essi legati da vincoli di amicizia o di parentela e quindi solo in casi rarissimi tradiranno la loro fiducia, sapendo di rischiare di perdere la faccia davanti a tutto il proprio gruppo.
Per quanto riguarda il secondo punto, dobbiamo vedere se un tale sistema permette una forma di autogestione; in effetti, poiché gli argomenti trattati nell’assemblea generale sono tutti o quasi già discussi nelle assemblee dei gruppi, i rappresentanti dovranno esprimere in maniera molto più dettagliata quella che è la volontà popolare e saranno molto più vincolati ad essa rispetto al sistema attuale.
Considerando inoltre che il villaggio moderno nasce dallo sviluppo di un piccolo gruppo di amici che si sono scelti vicendevolmente, che con lo stesso spirito accettano i nuovi aggregati e che dunque risulta formato da persone con affinità di carattere e di valori, è probabile che si generi una notevole uniformità di pensiero, tale da rendere minime le divergenze e frequenti le votazioni unanimi o quasi. In questo contesto le varie assemblee, compresa quella generale, non potranno che esprimere effettivamente la volontà popolare realizzando una forma di autogestione. Nelle antiche società tribali, alle quali si apparteneva dalla nascita senza possibilità di scelta, una simile uniformità di pensiero veniva invece realizzata attraverso una severa educazione di stampo dogmatico, la suggestione collettiva e la disinformazione naturale; nei nuovi villaggi in formazione, basati sulla selezione di individui già affini per mentalità ed interessi, questi fenomeni non sono più necessari e possono essere ridotti al minimo favorendo sia una maggiore libertà di pensiero, sia una maggiore ricchezza culturale e venendo quindi incontro alle esigenze del mondo moderno.
Tuttavia anche questo sistema si basa sul presupposto che i singoli abbiano un’adeguata cultura democratica, ovvero sappiano qual è lo scopo della democrazia, qual è il proprio ruolo e quello dei delegati, nonché conoscano quali siano gli strumenti che il sistema mette a loro disposizione e come usare correttamente gli stessi al fine di tutelare i propri interessi. Per realizzare la vera democrazia, anche in un piccolo villaggio, non possiamo dimenticare il problema di una valida gestione culturale che valorizzi la preparazione democratica dei singoli.

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Un Commento per “5.a.5 – E’ possibile allora un villaggio democratico?”

  1. Carlotta da Camerino ha detto:

    Questo è il punto cruciale: la mancanza di cultura democratica a tutti i livelli.

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