5.a.6 – Come gestire un’assemblea?

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17 Settembre 2009 — Riccardo Sabellotti - Giacinto Sabellotti

Come gestire un’assemblea?

L’assemblea è lo strumento democratico principale e tutti, quando occorre, devono essere in grado di usarlo. A tal fine è certo necessario sapersi esprimere con chiarezza, ma ancora più importante è saper ascoltare, non si può pretendere di avere sempre ragione. Di nuovo troviamo la necessità di un minimo di umiltà, quel tanto che basta per ammettere i propri errori.
In una riunione non ci si deve limitare a parlare per affermare le proprie idee, ma si deve anche giudicare con obiettività quello che dicono gli altri; per questo allora è necessario anche avere il tempo per riflettere, per capire, per domandare e magari per rivedere le proprie convinzioni. Il modello che spesso ci viene presentato dalla televisione di una democrazia basata sul dibattito, sulle discussioni o peggio sui litigi, è altamente diseducativo: con tale metodo prevarranno le idee di chi ha la risposta più pronta o di chi urla più forte, non certo le idee migliori e di interesse comune. La vera democrazia si basa sul dialogo, interrotto da lunghe pause per pensare, il cui scopo è cercare la soluzione migliore per tutti e non quello di imporre il proprio punto di vista; questo è anzi l’atteggiamento antidemocratico per eccellenza, nel quale si rivela uno scarso rispetto per la collettività.
Abbiamo dunque scoperto un altro concetto fondamentale: le decisioni da prendere devono essere valide per tutta la comunità, le proposte che vengono fatte non si devono limitare a tutelare gli interessi di una fazione, ma devono concretamente realizzare un progresso collettivo; scegliere un rappresentante che tuteli i nostri interessi personali o di fazione a discapito di quelli degli altri, non è una scelta democratica, ma l’esatto contrario, ci si sta ponendo al di fuori della comunità per poterla sfruttare. Affinché vi sia volontà popolare ci deve essere un popolo e un aggregato di fazioni in guerra fra loro evidentemente non lo è.
Affinché da una riunione si ottengano le decisioni migliori per la collettività, è dunque necessario che i partecipanti conoscano bene valori quali la tolleranza, il rispetto e la solidarietà. Se infatti applichiamo una regola da tutti conosciuta, quella della maggioranza, a due popolazioni che non si rispettano reciprocamente e che quindi si mantengono ben distinte, si ottiene che il gruppo più numeroso, essendo in maggioranza, opprimerà la minoranza come ogni classe dominante che si rispetti; tale paradosso, detto dittatura della maggioranza, ci mostra come un presupposto fondamentale per la democrazia sia un gruppo solidale che si riconosca come tale.
A questo punto è opportuno soffermarsi un attimo a parlare della differenza fra un gruppo pluralista e uno con divisioni interne: il primo è un gruppo al cui interno sono presenti opinioni diverse e dove queste vengono tollerate senza incrinare l’identità del gruppo, identità data appunto dalla solidarietà, dallo spirito di corpo e dalla collaborazione; il secondo è un gruppo in cui le differenti opinioni, anche se tollerate, spingono le diverse fazioni ad identificarsi come gruppi diversi, indebolendo il rispetto e la solidarietà reciproca e in breve tempo sarà difficile parlare ancora di un singolo gruppo. Pluralismo e divisione vanno ben distinti perché, come sappiamo, il primo è una ricchezza per la comunità in quanto, come la varietà genetica, aumenta le sue probabilità di sopravvivenza; la seconda è invece una rovina, in quanto mina alle fondamenta la comunità che è una delle principali risorse per la sopravvivenza dell’uomo. Per avere democrazia pertanto non è necessaria l’uniformità di pensiero, peraltro dannosa, ma solo rispetto e solidarietà.

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6 Commenti per “5.a.6 – Come gestire un’assemblea?”

  1. Gerulfo delle Milizie ha detto:

    Sono d’accordo sulla diseducatività dei programmi televisivi, non solo nei contenuti confusi e parziali, ma anche nei modi rissosi e volgari.

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    • Morias Enkomion ha detto:

      Quei programmi hanno un ben determinato obiettivo: rendere il pubblico litigioso e umorale piu’di quanto gia’ non sia per non farlo pensare.

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  2. Carlotta da Camerino ha detto:

    Un nuovo approccio alla creatività dei gruppi senza appesantimenti burocratici e formali è quello dell’Open Space Tecnology di cui vi allego il relativo link su wikipedia http://it.wikipedia.org/wiki/Open_Space_Technology

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  3. Pagina principale ha detto:

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  4. telnet router ha detto:

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  5. aforismi sull’amicizia

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