5.a.15 – Come si è evoluta la figura del capo del villaggio?

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26 Settembre 2009 — Riccardo Sabellotti - Giacinto Sabellotti

Come si è evoluta la figura del capo del villaggio?

Abbiamo parlato a lungo della specializzazione e della varietà di ruoli o attività all’interno del villaggio, sia in quello tribale che in quello moderno. Fra i vari ruoli vi è sempre stato quello dell’esperto, colui che ne sa più degli altri, che diviene un punto di riferimento per tutti, i quali si affidano a lui con fiducia. Il capo dell’antico villaggio tribale era un’evoluzione di questa figura, rafforzata dalla tradizione culturale e la cui investitura era disciplinata da precisi rituali. Il ruolo, il criterio di scelta e l’autorità del capo cambiavano notevolmente da cultura a cultura; per esempio, a volte la sua figura coincideva con quella dello sciamano, in altri casi esse erano ben distinte. Nelle società agricole al capo villaggio si è sostituito il Re, che a sua volta si presenta in modo un po’ diverso secondo la cultura o le epoche; ad esempio un tempo in Europa veniva eletto fra una rosa di nobili di grado più elevato, poi tale carica divenne ereditaria, fino ai nostri giorni in cui il Re condivide il potere con un parlamento, arrivando anche a pagare le tasse come un semplice cittadino.
Abbiamo però già fatto notare che le nazioni non sono una semplice evoluzione degli antichi villaggi tribali e lo stesso possiamo dire dei re, i quali non discendono dal capo villaggio, ma più propriamente si sono sostituiti ad esso, esaltando al massimo le caratteristiche del leader: autorità, severità, magnanimità, ostentazione di potere e di ricchezza. Storicamente quindi la figura del capo è scomparsa con il villaggio, ma non il suo ruolo: nel mondo moderno infatti sappiamo che istintivamente l’uomo cerca di ricostruire attorno a sé delle strutture sociali che sotto vari aspetti ricordano il villaggio tribale, specialmente nel mondo del lavoro, dove troviamo dirigenti e capi reparto.
Il ruolo di incarnare un’autorità gerarchica, insieme a un’autorevolezza derivata dalla competenza, oggi è ricoperto dai presidenti delle società, dai dirigenti, dai responsabili di settore, sono loro la vera evoluzione del capo villaggio.
Nel villaggio moderno troviamo diversi gruppi di lavoro che contribuiscono all’attività principale del villaggio, in ogni gruppo vi sarà un responsabile oppure un referente il cui ruolo corrisponde all’esperto o all’anziano del mondo tribale. Anche se sotto molte forme diverse, sarà in genere necessaria una figura che si occupi del coordinamento dei vari gruppi, la sua importanza dipenderà da quella del coordinamento, che a sua volta dipenderà dal tipo di attività svolta. Tale personaggio potrà essere secondo il caso una guida autorevole oppure un semplice amministratore delle comunicazioni interne, la sua influenza in ogni caso non è limitata ad un gruppo in particolare, ma comprende tutto il villaggio. Abbiamo dunque trovato un ottimo candidato al ruolo di capo moderno, si tratta di una carica strettamente legata all’attività svolta, una sorta di direttore dei lavori, non un capo politico nel senso comune del termine. Le linee guida della politica del villaggio e le decisioni che coinvolgono tutta la collettività sono prese dall’assemblea generale, essa svolge il ruolo di organo pensante della comunità, la guida autorevole invece si occuperà di compiti gestionali, operativi, prenderà decisioni su argomenti particolari legati all’esecuzione dell’attività. Si tratta di compiti specializzati legati alla particolare attività, tale lavoro non può essere affidato all’assemblea poiché questa immediatamente si affiderebbe ad un esperto oppure a un supervisore avente il tempo disponibile per svolgere tale ruolo e quindi servirebbe solo ad appesantire la fluidità delle operazioni gestionali.
Tale distinzione, dettata da necessità pratiche, rispecchia quella presente in alcune culture tribali fra consiglio degli anziani e capo del villaggio; tale figura non è in linea di principio in contrasto con la democrazia, purché la sua autorità dipenda dalla volontà popolare. Tale condizione può essere rispettata in un villaggio con estrema facilità, infatti in un piccolo insieme di persone, dove tutti si conoscono bene e dove, per quanto affini, nessuno è uguale all’altro, la figura più autorevole viene in genere individuata con facilità direttamente dai singoli per acclamazione popolare oppure, nei casi più controversi, si può procedere a votazione con la regola della maggioranza. Il moderno capo, ovvero il responsabile della gestione, può quindi ricevere l’incarico in modo democratico con estrema semplicità e con lo stesso metodo può essere facilmente rimosso e sostituito.
Nel villaggio dunque la gerarchia e l’autorità non vengono imposte dall’alto, ma costruite dal basso, in caso di insanabile disaccordo interno poi nulla proibisce di suddividersi in due gruppi o villaggi diversi. In un’associazione non troppo grande è dunque la conoscenza diretta che permette di sfruttare le diverse qualità individuali in modo democratico. Nelle grandi associazioni la conoscenza diretta viene meno e il processo non si può svolgere in modo così naturale; ne sono una conferma i grandi partiti politici, le cui dirigenze hanno assunto spontaneamente una struttura tribale in parlamento, ma assolutamente non democratica.

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2 Commenti per “5.a.15 – Come si è evoluta la figura del capo del villaggio?”

  1. Monica la Danzatrice ha detto:

    Eccomi, ci sono anch’io! 🙂

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