5.b.12 – E’ possibile una scuola gestita dal basso?

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12 Ottobre 2009 — Riccardo Sabellotti - Giacinto Sabellotti

È possibile una scuola gestita dal basso?

Se gli adulti non si possono permettere di lasciare ad altri la gestione della propria cultura, per lo stesso motivo non si possono permettere che altri gestiscano quella dei loro figli. In modo analogo a come il ministero della sanità gestisce e coordina ospedali che operano secondo le malattie e le richieste di cura della popolazione, anche quello dell’istruzione deve coordinare delle scuole che offrano dei servizi conformi alle richieste dei genitori.
In quale modo i genitori possono accordarsi fra loro e con le scuole per gestire la formazione dei figli? Con il sistema concentrico per la raccolta e la selezione delle idee, usato per la scelta degli argomenti per gli adulti, si possono anche scegliere gli argomenti per i programmi della scuola. In tal modo sarebbe anche facile conciliare le esigenze di uniformità dei programmi con le più varie esigenze locali: gli argomenti più apprezzati costituiranno i programmi comuni a tutte le scuole, ai quali si aggiungeranno gli argomenti più apprezzati localmente come patrimonio complementare che renderà più ricca la cultura dei ragazzi nel loro complesso.
È verosimile che i genitori abbiano la capacità di valutare la qualità dei programmi scolastici? La gestione democratica risolve agilmente questo problema: la capacità fondamentale che deve essere comune a tutti è quella di saper valutare i propri limiti e di saper riconoscere chi è un esperto affidabile. È ovvio che un genitore qualsiasi non è in grado di valutare la necessità di inserire o meno quella parte del programma di matematica o di chimica, ma certamente nel suo villaggio (o gruppo di villaggi) ci sarà qualcuno in grado di farlo e ognuno darà suggerimenti su ciò che conosce; per fortuna anche i professori di matematica hanno dei figli e fanno parte della società, quindi non vi saranno problemi per trovare le idee giuste.

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2 Commenti per “5.b.12 – E’ possibile una scuola gestita dal basso?”

  1. Gilberto il Valligiano ha detto:

    Oggi è evidente che il titolo di studio non è più condizione sufficiente per avere la sicurezza di un lavoro (tantomeno un lavoro ben remunerato) e quindi è ora di rivalutare la vera funzione della cultura di base e distinguerla dalla specializzazione professionale, proprio per evitare masse di laureati con master e bilingui, ma completamente analfabeti in materie di fondamentale importanza per la sopravvivenza nel nostro mondo.

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    • Morias Enkomion ha detto:

      Credo che l’obiettivo della vita di chiunque non debba essere avere un lavoro ben remunerato, bensi’ una attivita’ onesta che permetta al singolo di essere se’ stesso, felice, cosi’ da decidere in liberta’ della sua vita. La remunerazione del lavoro dovrebbe essere basata su parametri ben diversi da quelli attuali, un esempio su tutti: cosa da’ un banchiere alla societa’? Cosa offre, invece, un bravo insegnante? Non guardiamo al guadagno e agli oggetti come all’obiettivo primario della vita, o qualunque sistema sara’ un fallimento perche’ ci faremo disorientare da troppe sirene.

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