5.b.13 – Educazione o istruzione?

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13 Ottobre 2009 — Riccardo Sabellotti - Giacinto Sabellotti

Educazione o istruzione?

Parlando del servizio che deve essere offerto dalle scuole, è bene domandarsi che cosa vogliamo per i nostri figli e di cosa essi hanno effettivamente bisogno. Il patrimonio culturale umano come sappiamo si presenta e si tramanda in diverse forme: vi è tutta una gamma di comportamenti e rituali che si tramandano per imitazione; vi è un’enorme quantità di concetti astratti, che si tramandano attraverso racconti, storie e l’insegnamento scolastico; vi sono poi anche dei casi misti come il linguaggio, il cui apprendimento combina imitazione e spiegazione orale.
La scuola ha sicuramente la funzione di tramandare il patrimonio fatto di concetti astratti e nozioni di vario tipo che si trasmettono attraverso la parola, per questo esistono insegnanti specialisti nelle varie materie, tale processo in genere viene definito istruzione. Per quanto riguarda attività meno astratte, trasmesse per imitazione, il loro insegnamento viene detto in certi casi addestramento ed in altri educazione. Si parla di addestramento se si insegna un particolare comportamento, un esercizio pratico, legato al mondo del lavoro o a quello sportivo; si parla invece di educazione negli altri casi, ad esempio come ci si comporta quando si ricevono degli ospiti, oppure quale atteggiamento si deve tenere davanti ad una persona anziana. I valori in genere vengono tramandati attraverso rituali ed abitudini sociali, sono dunque inseriti nel processo educativo della persona, ma sono esaltati anche dalla tradizione orale quindi sono un caso misto. Educazione e addestramento hanno in comune la ripetizione continua di certi comportamenti che alla fine diverranno automatici, si tratta dunque di un apprendimento che coinvolge la parte inconscia della mente. Anche i giochi dei bambini ed i rituali religiosi utilizzano questa tecnica e si tratta infatti di processi fortemente educativi la cui importanza deve essere rivalutata anche per gli adulti.
Si può pensare che la scuola sia nata per dare un’istruzione ai bambini mentre l’educazione spetti alla famiglia; tale modo di pensare può essere messo facilmente in discussione dalle seguenti considerazioni: la prima è che teoria e pratica per essere ben comprese si devono integrare, non esiste una lunga e complessa preparazione solo teorica o solo pratica. Tutti ricordiamo che a scuola eravamo perseguitati da innumerevoli compiti, ovvero esercizi pratici il cui scopo era renderci padroni della teoria. Ne segue che l’istruzione non può essere separata dall’addestramento, e lo stesso vale per l’educazione, poiché i ragazzi passano moltissimo tempo a scuola, durante il quale si esercitano a convivere con i loro coetanei e con persone più grandi estranee alla famiglia. L’educazione può avere una sua parte teorica fatta di raccomandazioni o racconti educativi, ma richiede indubbiamente molta pratica per sviluppare i giusti comportamenti ed imitare le giuste abitudini; molta pratica vuol dire molto tempo e i ragazzi, passando almeno mezza giornata a scuola e spesso molto di più, hanno bisogno di quel tempo per la loro educazione.
Dobbiamo dunque concludere che la scuola non può essere esclusa dal processo educativo, anche da questo punto di vista deve essere di supporto ai genitori, con i quali la collaborazione deve essere strettissima dovendo inviare ai ragazzi dei messaggi coerenti. Tuttavia oggi siamo molto lontani da questo obiettivo, nella nostra mente l’educazione viene trasmessa semplicemente seguendo le vecchie tradizioni senza pensarci troppo sopra, non è in genere un atto cosciente come l’istruzione. Le vecchie tradizioni nella vita moderna spesso non possono essere più praticate oppure risultano antiquate e dannose, vi è allora una forte necessità di un adattamento culturale negli adulti che permetta di trasmettere di nuovo una buona educazione ai loro figli.
Molte delle nozioni di matematica, storia e geografia andranno poi dimenticate nel tempo, ma l’educazione invece sarà sempre necessaria nella vita dei nostri ragazzi, il servizio di supporto educativo è forse quello più importante. Quando pensiamo a che tipo di scuola sia opportuna per i nostri figli dovremmo chiederci prima di tutto che tipo di educazione vogliamo per loro, o meglio ancora, di quale essi abbiano bisogno. Parallelamente ai programmi scolastici dobbiamo dunque iniziare a discutere anche di programmi educativi, che comprendano il giusto atteggiamento verso lo studio e la sua gestione una volta diventati adulti.

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3 Commenti per “5.b.13 – Educazione o istruzione?”

  1. Gilberto il Valligiano ha detto:

    Il problema temo che sia a monte: anche capendo come vadano modificati sia i programmi scolastici che l’organizzazione educativa complessiva, nonché il giusto coinvolgimento delle famiglie in tale processo, poi non avremmo gli strumenti per fare in modo che tali idee possano essere realizzate, non avendo una classe politica che sia vera espressione degli interessi dei cittadini.

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  2. Lucrezia dal Drago Alato ha detto:

    Temo che facciamo parte delle generazioni più spaesate della storia, in un tempo così veloce, stiamo perdendo tutte le tradizioni e non riusciamo a rimpiazzarle con qualcosa di altrettanto valido per il mondo moderno, figuriamoci se siamo in grado di trasmettere qualcosa di buono ai nostri figli per affrontare il medesimo problema 🙁

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    • Morias Enkomion ha detto:

      Presumo che per i figli e soprattutto le figlie dei contadini del Medioevo le vita fosse piu’ dura… anche se certi personaggi politici o comunque potenti si comportano esattamente come gli uomini di allora. L’uomo, come vediamo, non e’ cambiato; ciò che e’ cambiato e’ l’ambiente.

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