5.b.11 – Chi deve insegnare ai giovani?

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11 Ottobre 2009 — Riccardo Sabellotti - Giacinto Sabellotti

Chi deve insegnare ai giovani?

Fino ad ora tutto quello che abbiamo detto sulla gestione culturale è valido solo ed esclusivamente per la popolazione adulta. Infatti siamo partiti dalla premessa che i bambini sono spinti principalmente dal desiderio di accontentare i genitori, mentre i grandi da quello di risolvere dei problemi pratici per gestire la propria vita, come appunto compete ad un adulto. Il problema di diffondere la cultura alle nuove generazioni è dunque diverso da quello di diffonderla all’interno della comunità.
Anche in questo caso tuttavia tale operazione deve essere gestita dagli adulti in quanto sono questi che detengono il patrimonio da trasmettere, che ne conoscono il valore e l’utilità, o che almeno dovrebbero; i ragazzi invece non hanno la possibilità di farlo se non su indicazione dei grandi. Tuttavia il passaggio dal bambino all’adulto è molto lento e graduale e questo comporta che di fatto nei ragazzi troviamo sia delle caratteristiche tipiche del bambino, sia alcune proprie dell’adulto. È pertanto ragionevole pensare che anche le varie forme di insegnamento debbano con gradualità passare da quelle tipiche per i bambini piccoli a quelle per l’uomo maturo. I giovani allora devono essere guidati dagli adulti, i quali dovranno anche accertarsi che lungo il percorso i giovani diventino completamente autonomi.
Istruire le nuove generazioni è diventato nel tempo sempre più impegnativo a causa della crescente mole di informazioni da trasmettere; questo da un punto di vista biologico ha comportato un prolungarsi dell’immaturità, permettendo ai giovani di avere più tempo per imparare, da un punto di vista culturale invece è sorta una categoria specializzata, gli insegnanti, che sollevano i genitori da una parte notevole del loro lavoro come precettori. Tutto questo non vuole assolutamente dire che i genitori abbiano perso il loro ruolo, infatti nei primi anni di vita sono, con la collaborazione dei nonni, la sola guida per i piccoli e dopo, raggiunta l’età scolare, rimangono il principale punto di riferimento educativo anche se non da un punto di vista nozionistico.
Gli insegnanti non devono sostituire i genitori così come i libri non devono sostituire gli insegnanti: i libri scolastici nascono come aiuto e supporto per gli insegnanti, hanno un ruolo preciso e subordinato nell’insegnamento ed allo stesso modo i professori sono un aiuto ed un supporto per i genitori che in genere non hanno il tempo né le conoscenze adeguate per dare un’istruzione completa ai figli. Appare dunque ovvio che i purtroppo frequenti contrasti fra genitori ed insegnanti sono quanto di meglio si possa concepire per confondere le idee ai ragazzi e danneggiarli culturalmente. È necessario cercare il completo accordo e la massima collaborazione fra le due categorie in quanto entrambe devono lavorare per lo stesso fine. In linea di principio le scuole vengono pagate dai genitori per avere in cambio un servizio che è la preparazione dei figli, ma oggi molti non sono in grado di giudicare tale servizio, né i propri figli. Per le ragioni storiche che sappiamo, spesso gli adulti sono molto più ignoranti ed arretrati dei propri figli ed a maggior ragione dei loro insegnanti, i quali si ritrovano ostacolati nella loro opera proprio dai loro datori di lavoro.
Dei genitori ben preparati dovrebbero essere in grado di stabilire quale sia il tipo di scuola più adatto ai loro ragazzi, e di collaborare con i professori nella formazione dei figli secondo dei programmi di studio definiti di comune accordo. Per migliorare le cose è dunque necessario prima formare i genitori, in modo tale che siano almeno in grado di non intralciare il lavoro degli insegnanti ed in seguito arrivino a collaborare con loro ed infine riescano a sfruttare a pieno le loro potenzialità educative. Ricordando inoltre che i genitori sono i clienti, ovvero quelli che pagano per avere qualcosa in cambio, essi devono essere in grado di giudicare il servizio di cui godono e avere possibilità di intervenire se insoddisfatti.

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2 Commenti per “5.b.11 – Chi deve insegnare ai giovani?”

  1. Gilberto il Valligiano ha detto:

    “Gli insegnanti non devono sostituire i genitori così come i libri non devono sostituire gli insegnanti”: una grande verità su cui riflettere…

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  2. Morias Enkomion ha detto:

    Ma anche la televisione e i videogiochi non devono sostituire i genitori. Non avere tempo per i figli significa essere i peggiori genitori del mondo, perche’ un’ora tolta ad un figlio non vale alcun gioco.

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