5.b.19 – E’ possibile un villaggio dell’informazione?

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20 Ottobre 2009 — Riccardo Sabellotti - Giacinto Sabellotti

È possibile un villaggio dell’informazione?

Volendo realizzare una gestione collettiva, democratica e decentrata dell’informazione, è immediato chiedersi se si possa riutilizzare il modello del corallo umano e del villaggio già utilizzati per la gestione della cultura. Dato che la cultura si trasmette tramite le informazioni si tratta in realtà di un problema già affrontato e risolto.
L’attività elementare del singolo individuo nella gestione delle informazioni di pubblico interesse consiste nei seguenti passi:
• raccogliere l’informazione
• valutarne l’attendibilità in base a dei criteri ben precisi
• valutarne l’importanza e l’urgenza, verificare che non sia una semplice curiosità
• trasmetterla a sua volta avendo cura di separare il fatto dal proprio commento,
mentre per l’opinionismo e le curiosità vale la procedura già vista per la gestione culturale:
• selezionare gli argomenti di cui parlare
• valutare l’attendibilità di quanto si vuole dire in base a criteri ben precisi
• riferire liberamente quanto stabilito.
Trattare le informazioni di pubblico interesse quindi richiede solo due accorgimenti in più, eliminare le curiosità e separare il fatto dalla propria opinione.
Come del resto era ovvio, il passaparola funziona con ogni tipo di informazione ed è il metodo migliore se applicato su un piccolo gruppo di persone. Al crescere del numero sappiamo bene con quale facilità le notizie si possano alterare; vediamo se anche in questo caso la struttura concentrica basata sul villaggio ci può venire in aiuto.
Ricordando come in una federazione di villaggi le idee scivolavano verso il centro di un imbuto formato da cerchi concentrici, ad ogni cerchio esse venivano filtrate, scartate, approvate o perfezionate, possiamo notare che per una notizia di interesse pubblico tali operazioni sono del tutto inutili, la parte essenziale della notizia è un fatto che può essere vero o falso, può essere creduto o meno, ma certo non perfezionato, sperimentato e meno che mai scartato, cioè nascosto, perché in questo caso le assemblee diverrebbero organi di censura. La struttura del villaggio può essere utile per commentare un fatto di rilievo, ma non per diffonderne la conoscenza, a tal fine è sufficiente pubblicare le notizie su un apposito sito internet.
La pubblicazione di una notizia consente di evitare la naturale deformazione della notizia che si ha con il passaparola, certo un testo scritto può essere anche male interpretato, ma si tratta di casi assai più rari. Sorge invece un altro problema, come valutare l’attendibilità dell’informazione se pubblicata da un perfetto sconosciuto sul web?
In questo caso il villaggio moderno si rivela invece un aiuto prezioso, in esso infatti non esistono sconosciuti e ciascuno può essere facilmente giudicato dagli altri. Se pensiamo ad un villaggio la cui attività è gestire in modo democratico l’informazione, si formeranno dei gruppi e delle assemblee per commentare le notizie importanti, non dipende certamente dai gruppi se la notizia è vera o falsa, ma ognuno può dare il suo contributo per interpretarla e per valutare la validità della fonte.
Possiamo immaginare che vi sia un sito dove ogni membro possa pubblicare una notizia che ritiene importante per la collettività, tale sito svolge il ruolo di una bacheca o di quotidiano per tutto il villaggio, ognuno può dare il suo contributo, quando possibile, per verificare se la notizia è vera, se è stata ben interpretata, fare ricerche di approfondimento; ovviamente non tutti potranno farlo, ma uno su dieci è più che sufficiente.
Nella gestione delle informazioni un’attività particolarmente importante è valutare l’attendibilità della fonte, nel nostro caso significa giudicare la serietà e l’obiettività di chi ha pubblicato la notizia. Oggi ogni programma di gestione della posta elettronica permette di rifiutare la posta indesiderata proveniente da indirizzi specifici, nonché di memorizzare i contatti preferiti in un’apposita rubrica. Un programma analogo permetterebbe di memorizzare tutti i membri del villaggio o di strutture più grandi con il nostro personale giudizio su ognuno di essi, scartando automaticamente quelli da noi giudicati inattendibili. Volendo, tali giudizi potrebbero anche essere espressi in modo collettivo attribuendo ai singoli un punteggio di partenza come oggi si usa per le patenti di guida, chi commette troppi errori o viene giudicato non idoneo per manifesta scorrettezza viene escluso dalla bacheca del villaggio.
Con lo stesso sistema potremmo fare una selezione automatica delle notizie in base ai campi di interesse, mettendo in evidenza ad esempio le notizie di economia o di medicina risparmiando così un’enorme quantità di tempo e con una affidabilità molto maggiore. Un esempio ben noto di come un’organizzazione decentrata, ma efficiente permetta di risparmiare tempo è Wikipedia, quanto tempo richiederebbero le nostre ricerche senza di essa? La rete informatica presenta anche delle possibilità che una bacheca o un giornale non hanno, in essa l’utente può anche porre delle domande rendendola un’evoluzione tecnologica anche del passaparola, non solo dei giornali. Parlando dell’importanza culturale delle chiacchierate con gli amici si era detto che era contro natura applicare sul momento le regole della gestione culturale, esse andavano applicate prima, in solitudine, in un momento di riflessione personale. Come sappiamo si tratta di un cambiamento di abitudini che può essere anche molto difficile, ma se applicato in internet risulta molto più facile, esistono già molti siti nei quali i visitatori pongono domande e chiedono consigli agli altri utenti, i quali, non essendo coinvolti in un dialogo verbale, hanno tutto il tempo per riflettere bene e persino di documentarsi meglio prima di rispondere. Ecco un esempio di come, in un nuovo contesto, applicare i nuovi criteri è facile, tanto che in buona parte è già avvenuto spontaneamente. Altre importanti utilità offerte da internet consistono nella possibilità di accedere a un archivio infinito di informazioni, di fruire di una quantità enorme di statistiche, di avere risultati immediati e il tutto a costi minimi se non addirittura nulli, ma la vera novità rispetto ai giornali e alla televisione consiste nella possibilità di non limitarsi ad essere utenti passivi, ma di potersi trasformare in produttori attivi.

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Un Commento per “5.b.19 – E’ possibile un villaggio dell’informazione?”

  1. Lucrezia dal Drago Alato ha detto:

    Sicuramente c’è da prendere un po’ di confidenza con questi nuovi concetti, ma non mi sembrano irrealizzabili, d’altra parte chi avrebbe scommesso un euro su wikipedia sette anni fa?

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