5.c.6 – La tripartizione dei poteri è veramente il fondamento della democrazia?

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29 Ottobre 2009 — Riccardo Sabellotti - Giacinto Sabellotti

6-tripartizione-ridLa tripartizione dei poteri è veramente il fondamento della democrazia?

Nel diciottesimo secolo, con l’affermarsi delle apparenti democrazie moderne, si è concepito un sistema che prevede la tripartizione dei poteri fondamentali dello Stato in potere legislativo, amministrativo e giudiziario, nonché l’affidamento di tali poteri ad organi istituzionali distinti e indipendenti. Tali poteri rappresentano in realtà i modi in cui lo Stato può imporre la propria autorità al cittadino, per questo erano così temuti dai primi democratici del mondo occidentale. Se un unico uomo oppure un’unica istituzione avesse avuto il controllo di tali mezzi coercitivi, sebbene eletto democraticamente, avrebbe potuto trasformarsi facilmente in un dittatore. Si è dunque pensato bene di ripartire e affidare simili autorità ad istituzioni diverse, tuttavia è ovvio che se tali istituzioni non sono controllate dai cittadini lo saranno da altri e non sarà troppo difficile per questi ultimi accordarsi tra loro a danno della democrazia e della popolazione. Più che il fondamento della democrazia dunque la tripartizione dei poteri ne è una fondamentale protezione.
I cosiddetti poteri fondamentali, che riuniti rappresentano il potere di un sovrano assoluto, devono essere mantenuti sempre distinti e indipendenti nella società con una sola ovvia eccezione: il popolo stesso che, controllandoli tutte e tre, deve essere l’unico collegamento fra di essi, altrimenti qualche altra entità finirebbe per rivaleggiare con l’autorità della popolazione. Tutti possono verificare facilmente che oggi, con il sistema parlamentare, in genere i cittadini non hanno un serio controllo su nessuno dei tre, infatti non sono in grado di operare un reale ricambio politico né al parlamento, né al governo, né ai vertici della magistratura.
È bene a questo punto fare qualche precisazione sui tre poteri poiché nel linguaggio comune è facile fare confusione: come possono essere indipendenti se il primo fa le leggi, il secondo le applica ed il terzo giudica in base ad esse? Si direbbe che dal primo necessariamente dipendano gli altri due. In base a quanto abbiamo detto ciò che deve essere separato è la loro capacità di imporsi e vessare la popolazione, cioè la loro autorità; per potere legislativo non si intende quindi, in questo contesto, la generica capacità di emanare delle leggi, ma quella di sancire norme che condizionano direttamente la vita dei cittadini. La popolazione teme nuove imposte, l’innalzamento dell’età pensionabile o la riduzione della tutela dei lavoratori; le norme che impongono le luci di illuminazione della targa delle automobili o che stabiliscono la periodicità di manutenzione degli ascensori, pur essendo anch’esse tecnicamente delle leggi, devono essere viste come tipologie di leggi diverse, poste al di fuori del nostro discorso. Allo stesso modo ciò che si teme del potere amministrativo non è la gestione dell’ambiente o degli affari esteri, ma l’autorità di polizia o quella di imporre misure di emergenza che limitino la libertà personale, il potere dunque di dettare ordini. Bisogna dunque aver cura di affidare ad entità distinte l’esercizio di tali autorità e non la normale attività legislativa, amministrativa e giudiziaria che nel loro svolgersi sono indissolubilmente legate.

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2 Commenti per “5.c.6 – La tripartizione dei poteri è veramente il fondamento della democrazia?”

  1. Leonardo il Grosso ha detto:

    Condivido totalmente e faccio i complimenti per la visione veramente originale dell’argomento (anche se, arrivati a questo punto del libro, non è la prima volta che rimango affascinato dal vostro modo di inquadrare i problemi), ma temo che questo post attirerà come un parafulmine tutti gli strali dei convinti assertori dell’assoluta intangibilità del principio di Montesquieu (dimenticando che le regole sociali devono mutare con la società che cambia e che il vecchio Montesquieu è nato 320 anni fa).

  2. Morias Enkomion ha detto:

    Concetto davvero interessante, ma vorrei capire meglio in che modo attuarlo: per esempio due ministeri, dello Stato e del Popolo, che se da un lato racchiudono i poteri dello stato e le funzioni di tutti gli altri ministeri, dall’altro separino quanto riguarda direttamente il popolo da quanto lo riguardi in modo piu’ indiretto? Giusto un’idea nata al momento…

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