5.c.14 – Si deve innovare anche il concetto di assemblea ufficiale?

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6 Novembre 2009 — Riccardo Sabellotti - Giacinto Sabellotti

14-assemblea-ridSi deve innovare anche il concetto di assemblea ufficiale?

Termini di convocazione, ordini del giorno non modificabili, assemblee in cravatta, votazioni a maggioranza, verbali con formule di rito: che barba, che noia! Cosa diremo ai nostri ragazzi della “generazione i” che stanno crescendo? Che non siamo riusciti a fare nulla di meglio? Rimbocchiamoci ancora una volta le maniche e ragioniamo insieme: una volta stabilito quale sia la funzione del Villaggio, saranno i membri dello stesso, persone adulte e responsabili, che si organizzeranno per svolgere al meglio tale funzione; il senso di responsabilità scatta automaticamente quando si è nominati dai propri familiari e dai propri amici, cioè da persone che devi guardare negli occhi tutti i giorni, mentre l’entusiasmo si sviluppa nel momento in cui si ricopre un ruolo istituzionale le cui gratificazioni possono compensare le amarezze quotidiane.
Chi ha partecipato a un incontro organizzato dall’alto (un’assemblea condominiale, un consiglio scolastico, una riunione di lavoro, ecc.) può confermare che si tratta di esperienze noiose e spesso inconcludenti; l’auto-organizzazione di un gruppo di pari per il raggiungimento di uno scopo preciso è invece tutt’altra cosa:
• non servono convocazioni ufficiali da notificare con raccomandate con avviso di ricevimento, semplicemente perché spesso non ci sarà bisogno neanche di una riunione fisica; il confronto dei problemi da definire può avvenire in rete con un forum dedicato del villaggio (in una struttura democratica è ovvio che l’intero territorio sia coperto da linee di connessione veloce e che i membri del villaggio, svolgendo una funzione di pubblica utilità, abbiano gratuitamente l’accesso ad internet) e quindi ogni membro potrà fare delle proposte o commentare quelle altrui (anche quelle di altri villaggi) nel proprio tempo libero a propria totale discrezione
• non servono ordini del giorno non modificabili se non con una nuova convocazione e con tutte le formalità del caso, semplicemente perché non ha senso. Ogni membro può inserire nel forum l’argomento che preferisce e se gli altri membri lo commenteranno significherà che era degno di discussione, altrimenti no
• normalmente non servono proprio le assemblee, perché abbiamo visto che il lavoro può svolgersi in rete; i membri di un villaggio potranno naturalmente consolidare il proprio rapporto con incontri di persona, ma è preferibile che siano incontri conviviali intorno a una bella tavola imbandita
• normalmente non servono le votazioni a maggioranza, perché in un piccolo gruppo di membri affiatati si tende sempre a raggiungere l’unanimità; ricordiamo che unanimità non significa pensare tutti allo stesso modo, ma convergere verso una posizione comune, pur partendo da opinioni diverse; quando un gruppo deve ricorrere spesso alle votazioni significa che non è un gruppo coeso ed è meglio che si sciolga
• non servono verbali con formule di rito vetero-notarili come per esempio: “addì il giorno 24 (ventiquattro) del mese di settembre, dell’anno 2008 (duemilaotto), presso gli uffici ubicati in … , si riunisce l’assemblea …, debitamente convocata a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento spedita in data …, premesso che tutti gli intervenuti …, e così via nella generale alienazione. Il risultato delle discussioni viene memorizzato nel forum e, una volta raggiunta una posizione comune circa un dato argomento, questa verrà sintetizzata in uno scritto in modo che possa avanzare al quarto anello.

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4 Commenti per “5.c.14 – Si deve innovare anche il concetto di assemblea ufficiale?”

  1. Angelica dal Vessillo Dorato ha detto:

    Ragazzi qui vi siete proprio superati, siete riusciti a ridicolizzare il modello associativo più usato al mondo (anche se spesso inefficace e noioso).

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    • Morias Enkomion ha detto:

      D’accordissimo! E’ un modello inefficiente fatto per dar da mangiare – e non solo – ad avvocati e notai, altra casta in un paese di caste, e per tenere il piu’ lontano possibile la gente comune dalle decisioni che contano.

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  2. Lucrezia dal Drago Alato ha detto:

    Vi voglio segnalare l’esperienza statunitense dei Town Meeting, risalente ai primi insediamenti coloniali e oggi riadattata con i moderni mezzi di comunicazione e condivisione con il nuovo nome di Electronic Town Meeting http://old.e.toscana.it/linea3/documenti/TM/townmeeting-cosa-storia.pdf

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    • Morias Enkomion ha detto:

      Sinceramente preferisco l’idea dei nostri cavalieri, pur avendo qualche remora. I polling keypads mi sanno troppo di voto del pubblico ignorante, al quale viene fatto credere di contare solo perche’ vedono immediatamente i risultati del voto, ma chi gli ha fornito le informazioni in base alle quali voteranno? TV e giornali… Adottare un sistema simile non cambierebbe i risultati se l’informazione rimane monopolizzata e manipolata come sappiamo.

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