5.c.19 – Come si forma il governo?

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11 Novembre 2009 — Riccardo Sabellotti - Giacinto Sabellotti

19-governo-ridCome si forma il Governo?

Giunti ai due ultimi anelli, come abbiamo detto, questi devono stabilire quali sono gli obiettivi politici a livello nazionale nella loro forma definitiva. Questo si traduce in leggi valide per tutta la comunità (a cura soprattutto dell’anello legislativo esterno) e direttive per l’organo esecutivo (a cura dell’anello legislativo interno). Per evidenziare tale importante funzione chiameremo tali anelli Centro Legislativo, in essi lavorano decine di squadre provenienti dall’anello precedente, ognuna dotata di specialisti di alto livello.
Tali esperti vengono scelti con il solito sistema dai colleghi dell’anello precedente, essi pertanto seguono un canale elettivo separato per ogni specialità. I legislatori in generale devono avere sia competenza tecnica del settore di cui si devono occupare, sia capacità di mediazione per collaborare con i colleghi dello stesso settore e con quelli della propria squadra. La capacità di mediazione è particolarmente importante per il ruolo di rappresentante coordinatore al quale oltretutto è affidata anche la tutela della coerenza con la volontà popolare relativa ai propri rappresentati.
Sorge a questo punto il problema di scegliere a chi affidare il compito di realizzare i programmi politici definiti dal Centro Legislativo, ovvero come formare l’organo esecutivo equivalente agli attuali governi. Anche in questo caso si tratta di compiti specializzati, quindi si dovrà formare una squadra che raccolga le competenze necessarie. Data l’affinità con le squadre presenti nella struttura concentrica appare immediato affidare loro con la solita procedura la scelta dei ministri di quello che chiameremo Centro Esecutivo. Così come vengono selezionati i membri delle squadre del Centro Legislativo, così saranno scelti i candidati alla carica di ministro. Tali candidati viste le funzioni che devono svolgere, dovranno presentare le seguenti qualità:
• competenza tecnica, quindi devono essere persone esperte del settore di cui si devono occupare
• competenza organizzativa, quindi devono essere persone esperte di gestione
• capacità di mediazione, quindi devono essere persone equilibrate, sagge, in grado di intercedere fra più parti in modo da raggiungere un accordo.
Ma quante persone presentano contemporaneamente le suddette qualità? Selezionare per ogni anello simili fenomeni può apparire assai difficoltoso, tuttavia per questi casi la natura ci ha fornito due fondamentali strategie molto efficaci: la specializzazione e la collaborazione. Per non rinunciare a nessuna delle suddette qualità e fare in modo che siano tutte presenti in ogni ministero possiamo stabilire che ogni gruppo del penultimo anello scelga una terna di persone in modo tale che ognuna di esse presenti una diversa qualità. Con questo criterio si formano dei gruppi specializzati, ben assortiti e snelli, formati da un ministro esperto di gestione e due assistenti (un tecnico ed un mediatore) che dovrebbero assicurare un alto grado di efficienza.
Al fine di ridurre il più possibile il rischio che, come accade oggi, nella scelta dei ministri si sovrappongano interessi diversi da quelli della Nazione, ci sembra opportuno introdurre un sistema di sorteggio per ogni terna: in tal modo per tutelare un interesse privato non si potrà cercare di favorire un candidato corrotto, ma si dovrà prima cercare di corromperli tutti, perché tutti possono essere sorteggiati, e ciò risulta ovviamente più difficile. Il sorteggio inoltre non presenta problemi per la competenza tecnica perché con il sistema concentrico risulteranno automaticamente tutti ultra-selezionati, e questo basta, poiché stiamo parlando di amministratori e non di campioni sportivi, essi devono essere preparati per fare il proprio lavoro e non per vincere delle competizioni. Se dunque il caso sorteggiasse la terna peggiore fra quelle presenti, essa sarà in grado comunque di fare un buon lavoro. E’ bene sottolineare che la carica di ministro è ricoperta da una sola persona, l’esperto di gestione, che si assume la totale responsabilità del proprio settore senza alcun alibi, egli risponde ai cittadini con la propria faccia. L’ufficio di gestione è invece costituito da una terna di persone, ma l’esperto tecnico e l’esperto in mediazione hanno una funzione prevalentemente consultiva o comunque subordinata.
Si ricordi infine che i ministri, benché oculatamente selezionati e quindi all’altezza dell’incarico ricevuto, potranno sempre avvalersi del lavoro effettuato nei vari anelli con riferimento alla loro materia di competenza e potranno farlo grazie alle moderne tecnologie che permettono la creazione di archivi informatici indicizzati, archivi consultabili in ogni momento, con grande facilità, con diverse logiche di interrogazione, ecc.

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4 Commenti per “5.c.19 – Come si forma il governo?”

  1. Morias Enkomion ha detto:

    L’idea mi piace ma la mia critica e’ sempre la stessa: cosa vieta ad un mafioso di arrivare al grado di ministro o legislatore o che una lobby metta pressione su di un ministro o un legislatore?

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    • Guglielmo l'Eclettico ha detto:

      Ne riparliamo dopo i prossimi capitoli…

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      • Morias Enkomion ha detto:

        Ho letto i capitoli seguenti e riflettuto per qualche giorno. Se il sistema nasce su scala globale e su scala globale cresce, e’ possibile pensare che le buone idee e i buoni comportamenti scaccino quelli cattivi. Ritengo pero’ importante il tasso di crescita: una crescita lenta permetterebbe al sistema di creare degli ‘anticorpi’, diciamo pure di bloccare ogni tentativo che dal micro, dal locale, voglia estendersi al globale, in termini nazionali.

        E poi, anche ammesso che il sistema riesca ad attecchire su scala globale, come fronteggiare la logica strisciante delle nuove lobby? Mi spiego meglio: i delegati, se agiranno bene, saranno sempre nominati delegati, di livello in livello. Nel tempo cio’ produrra’ fiducia nei confronti di certi soggetti che, come e’ innato in noi, portera’ a considerarli migliori, dei leader. Com’e’ normale che sia, il delegato avra’ voglia di estendere il privilegio – sarebbe stupido pensare che i delegati non abbiano alcun tipo di privilegio, seppure minore di quelli attuali – a coloro che gli sono piu’ vicini, cioe’ parenti e amici stretti, di fatto escludendo altri anche grazie alle loro conoscenze. Con il tempo si riformerebbero le caste. Io sono dell’idea che il semplice controllo dal basso non sia sufficiente: ci vuole l’ostrakon.

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  2. Petronilla la Sottile ha detto:

    L’attribuzione mediante sorteggio della branca ministeriale di competenza dei diversi “spicchi” della struttura concentrica e la formazione di triadi con diverse competenze mi sembra un’idea eccezionale.

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