5.c.22 – E’ possibile un controllo diretto?

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14 Novembre 2009 — Riccardo Sabellotti - Giacinto Sabellotti

22-controllo-ridÈ possibile un controllo diretto?

In precedenza eravamo giunti alla conclusione che nel sistema attuale il controllo dei cittadini sui propri rappresentanti è di fatto praticamente nullo, mentre quello sui ministri e sui magistrati è inesistente non solo di fatto, ma anche formalmente, non avendo tali cariche la necessità di una legittimazione popolare diretta. Questo avviene per una serie di motivi, come per esempio la convinzione che i parlamentari siano veri rappresentanti e che di conseguenza possano, anzi debbano controllare per conto dei cittadini anche l’esecutivo, che i partiti abbiano l’onestà di non esercitare pressioni indebite sulla magistratura, ecc.. Tali problemi nel sistema concentrico semplicemente non esistono, tuttavia siamo giunti alla conclusione che non è sufficiente aver eliminato i vecchi problemi: i cittadini, quando lo ritengono necessario, devono avere gli strumenti adeguati per imporre la loro autorità, altrimenti la democrazia cessa di esistere. Si tratta di un requisito necessario per qualunque sistema voglia essere democratico.
A tal fine, nelle forme di governo indiretto basate sui rappresentanti, si prevede la possibilità che la popolazione operi un “ricambio politico”, ovvero sostituisca una serie di importanti personaggi politici che l’hanno delusa, che hanno tradito le sue aspettative o la sua fiducia. In linea di principio, anche con il sistema concentrico è possibile un ricambio politico, ma come sappiamo esso risulta troppo difficoltoso da realizzare e tanto più una cosa è difficile, tanto meno siamo liberi di farla. Abbiamo anche visto, in un esempio precedente, come un monarca che possa essere destituito di diritto dal suo popolo non è più un monarca, non essendo più l’autorità suprema.
L’esperienza dei sistemi parlamentari ci insegna che i cittadini hanno grosse difficoltà a riconoscere i rappresentanti validi, ma ne hanno molte meno per individuare quelli che tradiscono la loro fiducia. Con la nostra struttura abbiamo risolto il problema di selezionare dei validi rappresentanti, ma non quello di eliminare eventuali casi di errore del sistema. Ci sembra pertanto opportuno separare l’attività elettiva (operata indirettamente nella struttura) da quella destitutiva da affidare in modo diretto al primo anello. Osservando che gli anelli istituzionali sono al massimo sei, possiamo notare che ogni villaggio deve sorvegliare ed eventualmente espellere dall’attuale incarico al massimo sei persone. In realtà i seggi dei vari anelli non sono occupati da singole persone, ma da delle squadre, nelle quali però la tutela della volontà popolare è affidata al rappresentante coordinatore; sono quindi questi coordinatori che devono essere giudicati direttamente perché è a loro che è affidata la responsabilità più grande. Per quanto riguarda il resto della loro squadra, sarà giudicato dagli esperti interni al villaggio con la medesima procedura oppure, se complici del coordinatore seguiranno automaticamente il suo destino. Ma quale destino? Cosa deve accadere a chi viene rimosso dal suo incarico? Se è stato necessario l’intervento diretto del primo anello vuol dire che il nostro rappresentante si è macchiato di una grave colpa come aver volontariamente tradito la fiducia del gruppo che rappresenta oppure aver intenzionalmente agito contro l’interesse di tutta la collettività.
Riteniamo che tali comportamenti siano incompatibili con il ruolo di rappresentante, quindi tale individuo sarà rimosso e dichiarato non idoneo a ricoprirlo dall’insindacabile volontà popolare. In altre parole sarà tagliato fuori per sempre dall’attività politica. In casi meno gravi il rappresentante potrà essere rimosso e interdetto solo per quell’anello ed i successivi oppure sarà sospeso per un certo numero di anni. È evidente che il giudizio diretto dei cittadini si deve attivare solo in casi particolarmente gravi, mentre per sostituire chi semplicemente non è stato abbastanza bravo, si userà la struttura concentrica.
Lo strumento principale a garanzia della democrazia, la Verifica dell’idoneità che consente alla popolazione di far valere la sua autorità quando la struttura ad anelli non è sufficiente, sarà dunque simile ad un referendum che invece di abrogare delle leggi rimuoverà dei rappresentanti dal loro incarico. Concludiamo facendo notare che un simile sistema può essere usato solo se si ha a disposizione un efficace sistema di informazione ed un’adeguata preparazione culturale, problemi che abbiamo già affrontato nei precedenti capitoli. L’esperienza insegna che le votazioni dirette non sono democratiche se applicate alle grandi masse, ne segue che i referendum propositivi, abrogativi e le verifiche non devono essere considerati come strumenti per realizzare la democrazia, ma come strumenti per difenderla quando la procedura indiretta non funziona bene. Si tratta di sistemi di protezione in caso di emergenza e, quando si rende necessario il loro intervento, si deve immediatamente provvedere a riparare il guasto che si è verificato nel sistema indiretto con opportune riforme.

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20 Commenti per “5.c.22 – E’ possibile un controllo diretto?”

  1. Alafrida dal Lago ha detto:

    Faccio seguito al mio commento al post precedente, la soluzione mi sembra tanto semplice quanto efficace e quindi confermo: avete fatto un capolavoro!

  2. Morias Enkomion ha detto:

    D’accordo sul capolavoro, ma confermo la mia critica: se e’ vero che con tale sistema dovrebbe essere semplice scovare e punire i lestofanti, non vedo ancora protezione dalla formazione di caste.

    • Ildebrando il Villico ha detto:

      Premesso che, come giustamente ha fatto notare sir Enkomion, il sistema non è perfetto (e aggiungerei che non può esserlo perché si tratta di un prototipo mai sperimentato!) vediamo di quali difese dispone la struttura democratica contro il pericolo casta.
      Casta vuol dire un gruppo di persone inamovibili in posizioni di potere, anche se tale potere viene raggiunto in maniera legittima questo viene poi usato in modo abusivo per mantenere la carica. In che modo? Con il sistema concentrico fare favori a giornalisti e finanziatori per la pubblicità elettorale sarebbe inutile poiché le campagne elettorali non esistono più. Per mantenere la carica la casta dovrebbe corrompere l’anello ad essa precedente, dieci volte più numeroso e con persone che cambiano in continuazione. In questo modo però si allargherebbe la casta stessa e presto sarebbe necessario ripetere l’operazione con l’anello ancora prima e ricominciare fino ad arrivare al primo anello. Una casta estesa a tutta la popolazione non è più una casta! Sarebbe inoltre necessario spartire la torta con un numero crescente di persone e per corrompere il primo anello infine dovrebbero fare gli interessi del popolo ovvero governare bene. Una casta poco estesa inoltre non sarebbe in ogni caso inamovibile perché in caso di insoddisfazione popolare tutti potrebbero essere rimossi con una sola votazione.

    • Guglielmo l'Eclettico ha detto:

      La difesa principale per prevenire la formazione di nuove caste si basa su un principio molto antico: divide et impera.
      Anche questa volta è il sovrano che lo utilizza, solo che ora il sovrano è il popolo, il quale per imperare divide l’applicazione di tale potere fra centinaia di migliaia di individui. Questi possono peraltro essere rimossi in qualsiasi momento, vengono comunque sottoposti a una verifica di metà legislatura e non possono essere rieletti. Sono i grandi numeri che impediscono la corruzione dall’alto semplicemente perché troppo onerosa e ciò vale sia per i parlamentari, sia per i potentati economici. Anche ipotizzando che allontanandosi dal centro le pretese per corrompersi diminuiscono, bisognerebbe comunque ricompensare la popolazione fino all’anello più esterno, il che significherebbe accontentare tutta la popolazione e quindi non avrebbe più senso parlare di corruzione, ci troveremmo finalmente di fronte a un sistema di buon governo in cui tutti hanno dei vantaggi.
      Si ricordi poi che abbiamo premesso che, per adottare la struttura democratica, serve necessariamente la diffusione di un’adeguata cultura, una cultura che affronti congiuntamente i quattro problemi radice dell’ignoranza, della disinformazione, della frammentazione sociale e della carenza di democrazia. Verificandosi tale contesto, il mondo sarebbe già profondamente mutato e tante insidie oggi insormontabili sarebbero già dissolte.

  3. Conte Templare ha detto:

    Con la verifica biennale non si risolve un nisba, perchè se al penultimo livello sono arrivati tutti i corrotti (cosa molto probabile per via della perdita delle minoranze che ho detto prima) o semplicemente se si sono messi d’accordo tra loro, con chi sostituisci se uno si comporterà esattamente come l’altro?

    • Il Cavaliere Errante ha detto:

      Ciao Cavaliere! Questa volta il tuo commento mi lascia assai perplesso. La perdita delle minoranze é cosa tutt’altro che certa ma, anche in questo caso non vedo perché questo dovrebbe favorire in modo smodato i corrotti. La corruzione dei politici non mi pare un problema ristretto alle minoranze ma riguarda tutti, o almeno la stragrande maggioranza del popolo. Quindi la maggioranza, con una sola votazione, potrebbe cacciare via i rappresentanti che ritiene corrotti, in tutti gli anelli, anche in caso di corruzione estesa. Forse non ho capito bene cosa volevi dire, nel qual caso mi scuso per la mia inutile replica. Ciao

    • Gilberto il Valligiano ha detto:

      Riverisco Conte Templare, ma temo che tu non abbia resistito dal leggere questo blook direttamente dall’ultimo capitolo perché, come del resto ha affermato Guglielmo proprio in questo post, la struttura democratica non è oggi attuabile senza aver congiuntamente affrontato i quattro problemi radice. Per assorbire i nuovi concetti non basta neanche leggere il libro, bisogna metterli in pratica nel proprio piccolo, in realtà di cui si fa parte e su cui si può intervenire proprio per rendersi conto se funzionano o meno senza ambire a riforme nazionali oggi improponibili. Molte persone, dopo decenni di esperienze personali, sono rassegnate a una corruzione dilagante, come se fosse un castigo di Dio, invece si tratta di un fenomeno assolutamente naturale che, come tale, va studiato e affrontato. Sono d’accordo con il Cavaliere Errante che comunque questo nuovo sistema da delle possibilità, non alle minoranze, ma addirittura ai singoli, che il sistema attuale non permette assolutamente.

  4. Conte Templare ha detto:

    Questa volta Cavaliere in effetti non ci siamo capiti ed allora mi spiego meglio:
    Il problema della perdita delle minoranze dipende dal fatto che se una minoranza è ad esempio dell’1% e non riesce a trovarsi, perchè magari non ha accesso ad internet, o perchè non sa nemmeno se esiste qualcuno con idee che si avvicinano alle sue, o perchè ha proprio paura di essere in una minoranza troppo ristretta e quindi di non vedersi comunque rappresentato nemmeno in minima parte (ripeto il problema che nell’elezione da un anello all’altro un rappresentante su 5 o su 10 è come se non esistesse)….. Finisce per adattarsi a ciò che trova che non è tutta la sua idea, anzi più probabilmente che non è nemmeno la maggior parte delle sue idee, ma ha un seguito maggiore e quindi avrà una maggiore probabilità di arrivare agli anelli direttivi o comunque di avere un maggiore peso decisionale……
    Ma a questo punto ci si troverà difronte ad un ultimo anello costituito da chi avrà avuto più seguito, cioè da chi avrà garantito di portare avanti problemi e soluzioni più condivise ed è questo che farà (nel migliore dei casi)……. Ma questa non è democrazia, perchè ciò sgnifica al più accontentare appieno la maggioranza del popolo e non tutto il popolo…. Dov’è la corruzione di cui parlo? Proprio quì, nell’accontentare la maggioranza e non tutto il popolo nel suo insieme!
    Ecco perchè la perdita delle minoranze genera corruzione, che nel migliore dei casi è inconscia….
    Spero di essermi spiegato meglio ora.
    Non mi convince il sistema elettivo ad anelli proprio perchè determinate minoranze divengono visibili solo a livello nazionale….
    Poi, che vi devo dire, se siete convinti che internet possa fare il miracolo di mettere in contatto tutti in tutto e per tutto, scusate ma ho i miei dubbi….
    Sir Gilberto i miei omaggi a voi! Poiché è vero che non ho letto tutto questo libro (sono entrato in Ofelon dopo una discussione con messer Enkomion su facebook, il quale mi ha invitato a leggere più volte il libro per intiero, ma per brevità di risposta ad un mio quesito mi ha indirizzato a questo capitolo che peraltro ho solo scorso) vi esorto a rispondermi puntualmente con le vostre osservazioni, se possibile evitando rimandi ad altri capitoli….. La mia accidia potrebbe non consentirmene la lettura e quindi un dialogo proficuo. Spero comunque di avervi parzialmente risposto con la precisazione di cosa intendo per corruzione.
    Salute a voi tutti!

    • Il Cavaliere Errante ha detto:

      Bene Cavaliere, credo di aver capito questa volta. Non posso che riconoscere che una perdita di rappresentanza comporta una perdita di democrazia. Come tu stesso hai notato solo le idee di maggior successo arrivano agli anelli centrali e quindi ad ogni anello tale danno tende ad aggravarsi se vediamo gli anelli centrali perfettamente corrispondenti al parlamento odierno. Il tuo ragionamento è allora perfettamente logico ma parte dal presupposto che il sistema sia centralizzato come quello di oggi, ma questo non è vero, anzi è il contrario. Il sistema ad anelli si basa sul decentramento, gli anelli centrali non stanno sopra gli altri ma stanno sotto! Non è una struttura piramidale ma l’esatto opposto, è come un imbuto ad anelli. Mentre oggi se non sei in parlamento non sei nessuno, nel nuovo sistema è meglio essere negli anelli esterni piuttosto che in quelli interni, poiché è lì che vengono elaborate e scelte le idee e risolti la maggior parte dei problemi, a livello locale quindi. Ogni villaggio di 100 -150 persone gode di grande autonomia, quindi per non essere rappresentati bisogna essere meno di 15 – 30 persone.
      Anche per minoranze più piccole poi vale la regola del risarcimento. Noi oggi siamo abituati a vedere il popolo come una accozzaglia di fazioni in perenne conflitto fra loro. Questa è una conseguenza della mancanza di democrazia, un popolo è democratico quando i suoi membri appartengono alla stessa comunità e collaborano fra loro per amministrare la società. Appartenere alla stessa comunità implica che tutti hanno un vantaggio a farne parte in caso contrario si è vittime e non sovrani della comunità. Per far rispettare tale principio è stata introdotta la regola del risarcimento, valida a qualsiasi livello. Tale regola impone che una maggioranza non può imporre decisioni che danneggino una minoranza se non è in grado di fornire un risarcimento adeguato. Tale sistema non sarà perfetto ma mi pare riduca i problemi che tu giustamente fai notare molto più degli altri. Sono a disposizione per ulteriori chiarimenti. Un cordiale saluto!

      • Conte Templare ha detto:

        Beh, allora se ho capito bene, il sistema diventa fisicamente decentrato (non vedo che senso abbia un decentramento su anelli basati su gruppi creati su internet, deve essere per forza un qualcosa di localizzato nello spazio, sennò che faccio in una stessa zona ad una persona applico una legge ed all’altra che fa parte di un altro gruppo un’altra, sarebbe folle!), ma questo ripeto che se si parla di una minoranza del 1% su 100-150 persone significa una o due persone, che quindi è come se non esistessero perchè non sarebbero nemmeno elette ad uno dei primi anelli! A meno che, non presupponiamo che ogni pesona si trasferisca fisicamente in una zona dove più persone la pensano allo stesso modo…… Sì in effetti si potrebbe anche fare, ma non vi sembrerebbe limitativo della libertà? Boh, ci devo pensare……
        La regola del risarcimento è solo molto raramente applicabile (si parlerebbe di casi pratici in cui il danno è materiale, ma se il danno è morale o esistenziale come lo risarcisci? Avrebbe davvero senso un risarcimento?) e poi bisognerebbe domandarsi se le rivendicazioni di quella minoranza sono fondate….

        • Petronilla la Sottile ha detto:

          La struttura democratica che stiamo commentando, non è un modello applicabile nell’immediato come gli stessi autori spiegano sia nell’introduzione a questo capitolo, sia nei commenti a questo stesso post. I gruppi non sorgono su internet, la rete è uno strumento per agevolare le attività, ma i gruppi nascono dall’applicazione dei modelli del villaggio moderno e del sistema corallo di cui si parla nei due capitoli precedenti. I rimandi agli altri capitoli non servono a cambiare discorso, ma a capire le premesse con cui leggere questo capitolo, altrimenti si parla di gruppi nati su internet quando l’idea è esattamente l’opposto.

          • Conte Templare ha detto:

            Salute a voi Madama Petronilla!
            Comprendo benissimo la logica dei rimandi agli altri capitoli, è che sinceramente mi fa fatica anche visiva mettermi a leggerli, non sto scherzando, mi viene proprio il mal di testa…… Infatti anche questo capitolo l’ho solo scorso tralasciando le parti che mi sembravano scontate o superflue alla comprensione del sistema in sé.
            Comunque darò una scorsa ai capitoli precedenti per vedere cos’è questo sistema corallo e come risolve il problema delle minoranze che, ripeto, all’interno dei gruppi, vilaggi ecc. vengono a scomparire….
            I miei ossequi.

        • Gismondo il Malagrotta ha detto:

          La regola del risarcimento in questo contesto viene vista come un’eccezione, ma perché in una vera democrazia, cioè in una vera comunità, non si può prescindere dalla regola del vantaggio. Ciò significa che tutti i membri devono aver un’utilità dal partecipare alla comunità ed essere sempre liberi di farne parte o meno, altrimenti sarebbero schiavi e non membri della comunità. Pertanto la regola del risarcimento è un modo per bilanciare le situazioni (eccezionali, residuali) in cui non si possa convergere verso una scelta totalmente condivisa. Ho letto anch’io che i rimandi non sono molto graditi, ma quello che ho cercato indegnamente di sintetizzare qui, gli autori lo hanno precedentemente spiegato molto bene. Comunque amico Conte ti devo dire che anche io, prima di riuscire a “sintonizzarmi” sui concetti espressi in questo lavoro, che si possono condividere o meno, ma di cui non si può negare la grande originalità e dirompenza rispetto ai canoni usuali, ho dovuto impiegare parecchio tempo. Una coppa di sidro? 😀

  5. Conte Templare ha detto:

    Scusate se inserisco un’altro commento, spero non vi sembri presuntuoso o prepotente….
    Mi è venuta in mente poco fa, forse, una soluzione al problema minoranze, conservando però l’inestimabile valore del rapporto diretto con i possibili rappresentanti, ora vi spego perchè dico possibili:
    Ci si potrebbe fermare con la struttura al terzo o quarto anello e considerare tutti questi rappresentanti come candidati per la successiva elezione a livello nazionale lasciando loro la possibilità di unirsi sotto uno stesso programma politico, in questo modo non si parla di partiti, perchè questi non sono costituiti a priori, ma sono frutto della selezione della struttura concentrica, un po’ come se la struttura sostituisse delle primarie generali. Inoltre i cadidati potrebbero anche presentarsi da soli se non trovano con chi condividere un programma, se la persona che si presenta da sola ottiene più voti di quelli necessari alla sua sola elezione sarà la stessa struttura negli anelli relativi ad eleggere gli altri rappresentanti a sotegno di quel programma.
    La cosa più importante è ovviamente mettere a conoscenza ogni singolo elettore del programma politico di ogni fazione. In questo modo molte persone potrebbero riconoscersi in un programma di cui magari non erano venute a conoscenza perchè lontane da quegli anelli che hanno portato ad esso. Per far questo si potrebbe istituire un sito in cui vengono pubblicati i programmi e mettere nei pressi delle circoscrizioni elettorali un terminale edicato per accedervi. Anzi potrebbe essere tale erminale a fornire la scheda per il voto alla fazione relativa (non è concepibile una scheda che raffiguri tutte le fazioni possibili sarebbe anche uno sprecodi carta) e uesto consentirebbe anche un controllo su eventuali brogli, poichè le schede emesse dovranno corrispondere a quelle che risulteranno a fine spoglio o al massimo inferiori, per i casi di errore o cambiamento d’opinione. Ovviamente non vi dovrebbe essere nessuna campagna eletorale e nessuna pubblicità a riguardo! L’elettore voterà il programma ed al massimo darà una preferenza all’interno d una fazione più nutrita di candidati.
    Vi prego calorosamente di farmi conoscere la vostra opinione a riguardo. E’ solo un’idea che mi è balenata, non ci ho riflettuto molto. Grazie!

    • Ildebrando il Villico ha detto:

      Lieto di conoscerti Cavaliere! Considero la tua proposta estremamente intelligente e non potrei fare altrimenti visto che la stessa idea è venuta in mente a me qualche anno fa. Il sistema concentrico infatti è nato proprio con l’intento iniziale di realizzare delle primarie generali effettivamente democratiche. Successive modifiche hanno poi portato piano piano al modello attuale. L’idea di elezioni nazionali è stata abbandonata unitamente al sistema parlamentare proprio perché non consente adeguata rappresentanza da un lato e nemmeno efficienza dall’altro. Il ruolo del parlamento viene, nel nostro modello, svolto da tutta la struttura, che comprende tutta la popolazione. In questo modo tutti sono rappresentati e possono portare avanti le loro idee, per realizzare le quali, non è necessario arrivare agli anelli centrali, salvo casi eccezionali. Trovo molto acuta anche la tua osservazione che un membro dei primi anelli può non venire a conoscenza delle buone idee che sorgono in gruppi lontani e quindi non può valutarle. Tale problema non si pone nelle piccole comunità e per le grandi lo abbiamo affrontato con il sistema corallo, del quale, per brevità, parleremo un’altra volta. I miei omaggi Cavaliere!

      • Conte Templare ha detto:

        Onore a voi messer Ildebrando!
        Mi risulta davvero difficile immaginare il vostro modello nella pratica. Mi sorgono dubbi del tipo come prendere una decisione che si riflette su tutti i villaggi, tipo variazioni del codice penale o civile. In questo caso io non posso che pensare che le decisioni vengano prese agli ultimi anelli, e quindi il problema delle minoranze c’è! Si potranno decentrare e quindi dare potere anche ai singoli villaggi per le tasse e tante altre cose, ma non queste. Mi domando poi come si risolvano i conflitti fra villaggi (o gruppi di villaggi) confinanti ad esempio sull’uso di pesticidi o del nucleare o di OGM o per lo smaltimento dei rifiuti….. Anche questi dovrebbero essere trattati a livello degli anelli superiori e non mi sembrano casi così eccezionali! Anche quì torna il problema delle minoranze che col sistema ad anelli non vengono rappresentate, mentre con quello parlamentare proporzionale sì.
        Il sistema Corallo l’ho intravisto e mi sembra buono nei concetti. (Ho letto solo qualche frase quà e là, perchè cercavo una risposta al mio quesito sulle minoranze che poi invece ho trovato solo accennata nel capitolo riguardante il villaggio moderno ed infatti come ho risposto al Cavaliere Errante significa solo che chi non è d’accordo può andarsene….. Non mi sembra poi così democratico…..)
        I miei rispetti.

  6. Ildebrando il Villico ha detto:

    Buongiorno signor Conte! Vedo che su alcuni punti iniziamo a capirci, infatti sulle questioni di livello nazionale che non possono essere affrontate a livello locale dovranno necessariamente intervenire anche gli anelli centrali. Sottolineo “anche” poichè il loro lavoro non è indipendente dagli anelli superiori, anzi. Ti ricordo che il ruolo legislativo è esercitato da tutta la struttura e non solo dagli anelli centrali. Dato il grande numero di partecipanti le soluzioni proposte avranno origine negli anelli più esterni e quelli interni sono obbligati a lavorare su queste.
    Gli eventuali conflitti invece non si risolvono solo con leggi apposite ma anche con provvedimenti dell’autorità giudiziaria ma con gli esempi da te proposti, a parte forse gli ogm non credo servirà ricorrere ad istituzioni nazionali.
    Una cosa invece che non ho proprio capito è il modo in cui le minoranze sarebbero rappresentate nel sistema parlamentare, sia per gli sbarramenti attuali al 4% sia per motivi intrinseci al suo funzionamento che in genere gli impediscono di eleggere autentici rappresentanti. Ne segue che né le minoranze né la maggioranza assoluta della popolazione può essere, a mio giudizio, rappresentata in un sistema parlamentare, proporzionale o meno che sia.
    Per quanto riguarda le minoranze in un villaggio, forse non hai letto che in una assemblea tutti hanno l’obbligo di cercare una soluzione per le esigenze di tutti, prima di ricorrere al risarcimento. Se poi vi sono divergenze di opinioni che la minoranza ritiene inaccettabili non è obbligata ad andarsene, è una sua libera scelta. Non è indice di democrazia ma di libertà (che è uno degli obiettivi della democrazia).Ti faccio notare che nelle dittature non è consentito andarsene né di dissentire ma vi è l’obbligo ad uniformarsi alla volontà del regime. Sei sicuro che sia antidemocratico avere la possibilità di andarsene se si vuole? I miei omaggi Cavaliere!

    • Conte Templare ha detto:

      Buongiorno a voi messer Ildebrando!
      Beh, l’attuale sistema parlamentare è ovviamente non democratico, né proporzionale ed è per questo motivo che le minoranze non vengono rispettate minimamente. Ovviamente andrebbe eliminato il senatorato a vita e lo sbarramento, quest’ultimo a mio avviso anche anticostituzionale…..
      In un sistema proporzionale puro al parlamento con soli 200 parlamentari si possono contemplare minoranze dello 0,5% che è certamente un compromesso migliore che non il sistema ad anelli con cui difficilmente minoranze al di sotto del 10% a livello nazionale potrebbero vedere qualche loro rappresentante agli anelli centrali, a meno di una transumanza di individui verso una determinata zona in modo da concentrare chi ha le stesse idee. Inoltre si potrebbe ipotizzare un sistema consultivo per ulteriori minoranze che a livello locale avessero rilevanza, ma quì ovviamente si può opinare e discutere, io non ho certo tutte le soluzioni! 😉
      Per quanto riguarda la risoluzione dei conflitti tramite l’autorità giudiziaria, ho i miei dubbi, perché a quel punto chi ha la maggioranza in quell’ambito si troverà sempre in vantaggio nella risoluzione dei conflitti…. Boh, in effetti il mio sistema ridurrebbe certe libertà, sottomettendole all’interesse nazionale e capisco che questa visione è opinabile e ad alcuni può sembrare antidemocratico….
      Come ho detto in un commento al capitolo del villaggio moderno, tutto sta all’obiettivo, alla prospettiva futura che ci si pone. Io vorrei un governo mondiale e quindi vorrei un forte accentramento in modo da gestire le problematiche planetarie in maniera decisa e repentina…
      Voi preferite un decentramento totale e poi speriamo che tutti i villaggi agiscano per il meglio….
      Ripeto, capisco benissimo che il mio pensiero possa sembrare autoritaristico, credo dipenda dalla prospettiva…. Poi, per carità, può essere pure che io sita dicendo un mucchio di corbellerie!
      I miei ossequi!

      • Ildebrando il Villico ha detto:

        Bentrovato signor Conte! Apprezzo la tua manifestazione di umiltà ma non ti preoccupare troppo di dire corbellerie, specialmente se ti senti in buona fede nel dirle, è lecito sbagliare poiché siamo qui per confrontare le nostre idee e raccogliere suggerimenti e non possiamo avere sempre tutti quanti ragione! Oltretutto nessuno ha ancora dimostrato che tu abbia detto delle assurdità. I nostri obiettivi finali non mi sembrano affatto molto distanti, le nostre divergenze invece si concentrano sulla rappresentatività del parlamento e di un governo fortemente centralizzato. Qui effettivamente sembrano esserci profonde differenze su come vediamo il mondo, non ho mai sentito parlare di un governo centralizzato, deciso e veloce che sia anche rispettoso delle minoranze e non capisco nemmeno perché dici che un rappresentante su dieci è inutile perché non sarà mai eletto all’anello successivo in quanto piccola minoranza mentre uno o due rappresentanti su centinaia i parlamento garantirebbero una valida rappresentanza. Cosa ci fai con due rappresentanti in parlamento? Ti prego di rispondermi sotto al paragrafo 4.c.11 perché siamo ormai fuori tema rispetto a questo paragrafo. I miei omaggi Cavaliere e grazie comunque della collaborazione!

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