5.c.23 – Come garantire il controllo sui tre poteri?

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16 Novembre 2009 — Riccardo Sabellotti - Giacinto Sabellotti

23-garanzia-ridCome garantire il controllo sui tre poteri?

Per esercitare il controllo sul Centro Legislativo è sufficiente applicarvi la Verifica come avviene per tutti gli altri anelli, ma per rendere le cose ancora più facili possiamo prevedere che il giudizio popolare si attivi automaticamente ogni due anni in modo che tutti sappiano di dover rendere conto del proprio operato al primo anello entro un breve tempo. È opportuno applicare un simile strumento al Centro Esecutivo e all’Autorità Giudiziaria? Riteniamo che forse è ancora più importante, poiché l’operato dell’esecutivo si riflette immediatamente nella vita quotidiana della popolazione, si pensi a un nuovo sistema di gestione delle visite medico-specialistiche presso gli ospedali pubblici che accorci sensibilmente i tempi di attesa, a un nuovo sistema di accesso alle lezioni universitarie che permetta di seguirle a chiunque lo voglia, a un nuovo sistema di attribuzione dei posti di lavoro presso gli enti pubblici che sia veloce e imparziale, ecc., esso quindi costituisce un punto cruciale del nostro sistema concentrico, quello che deve irradiare verso l’esterno il proprio operato con beneficio dell’intera popolazione. I ministri non devono pertanto essere subordinati a chi li ha nominati direttamente, ma devono rispondere direttamente al Popolo, il vero sovrano in una vera democrazia. Un discorso perfettamente analogo si può fare per l’Autorità Giudiziaria, da cui dipende la sicurezza e la fiducia che il cittadino deve riporre nello Stato.
Riteniamo più che opportuno, veramente necessario, che anche i vari ministri e il responsabile del Palazzo di Giustizia siano sottoposti a una verifica biennale. Abbiamo già detto come sia arduo esercitare i propri diritti democratici con un unico voto ed è pertanto logico che i cittadini confermino o meno i vari ministri con voti separati: perché sciogliere un intero Governo quando sono solo i Ministri della Difesa e dell’Istruzione a non essere validi? E perché mantenere dei Ministri della Difesa e dell’Istruzione inefficienti per non sciogliere l’intero Governo? Votare separatamente i vari ministri risolve il problema.
Nella nostra struttura democratica, basata su un sistema concentrico in cui viene coinvolta tutta la popolazione, sebbene con diverse funzioni e con diverso impegno, abbiamo visto come sia indispensabile un’elasticità che permetta continue aggregazioni al primo anello e conseguentemente continue riorganizzazioni dei gruppi ai livelli successivi. Non possiamo però dimenticare anche l’esigenza di dare un tempo minimo ai membri degli organi centrali, sia Legislatori che Amministratori (del Centro Esecutivo e del Palazzo di Giustizia), per poter esprimere in modo compiuto il proprio operato mediante una continuità di indirizzo.
Per contemperare le suddette esigenze, possiamo stabilire che rimanga la massima elasticità per la formazione dei gruppi dei vari anelli (attraverso la semplice manifestazione di volontà da esprimere mediante l’apposito software istituzionale), mentre i Legislatori e gli Amministratori, una volta nominati, non potranno essere sostituiti rispettivamente dall’anello o dalla Sezione di provenienza per un periodo di quattro anni.
Tuttavia, certi di un quadriennio di potere, i Legislatori e gli Amministratori potrebbero approfittarne per trarne dei vantaggi personali o, peggio, per sfruttare il sistema concentrico al contrario, in modo cioè da irradiare verso l’esterno un sistema generalizzato di corruzione che consolidi la loro permanenza al potere. Ecco che una verifica popolare ogni due anni si inserisce perfettamente nel sistema: dopo essere stati eletti a qualunque incarico, tutti i nostri alti funzionari devono comunque rendere conto al primo anello; al fine di evitare di essere destituiti a metà mandato essi dovranno necessariamente tener conto delle aspettative della popolazione. Dopo la prima verifica essi dovranno fare altrettanto se vorranno rimanere in politica.
Come ulteriore misura di sicurezza, al fine di evitare che in modo occulto essi possano consolidare nel tempo un sistema di potere privato basato sulla loro carica politica, possiamo anche stabilire che gli incarichi di Legislatore e di Amministratore non siano rinnovabili; potranno dunque continuare a svolgere incarichi solo negli anelli più esterni.

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2 Commenti per “5.c.23 – Come garantire il controllo sui tre poteri?”

  1. Alafrida dal Lago ha detto:

    Ed ecco spuntare anche il voto plurimo destitutivo programmato. Siete troppo fuori schema, mi fate impazzire!!

  2. Morias Enkomion ha detto:

    Ecco l’ostrakon! Ma il problema casta potenziale rimane. Non essere piu’ legislatore od amministratore non significa non avere piu’ potere, soprattutto se il potere deriva da un passato familiare di legislatori e/o amministratori. Quanti sono i casi di intere famiglie al potere? Seppure in una famiglia, per motivazioni semplicemente genetiche, vi siano piu’ persone che abbiano le capacita’ di gestire la macchina pubblica al meglio, cio’ porterebbe troppo potere nelle mani di una famiglia, creando automaticamente una casta. Chi di noi non approfitterebbe di tale potere? Poniamo il divieto di accumulare piu’ di un incarico elevato per famiglia? Fino a quale grado familiare? Ma la mafia e’ una famiglia allargata, dove il vincolo di sangue si estende ben al di la’ di quello legale.

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