5.c.10 – Quanto piccoli devono essere i gruppi?

Letto 1114 volte.
2 Novembre 2009 — Riccardo Sabellotti - Giacinto Sabellotti

10-piccoli-ridQuanto piccoli devono essere i gruppi?

Nei singoli gruppi si parla, si propongono idee, ci si consiglia, in questo modo si inizia a formare in modo autonomo la volontà popolare, premessa fondamentale della democrazia autentica. Tale attività viene condotta nel modo più naturale in due o tre persone, massimo quattro, con un numero superiore si inizia a formare una vera e propria riunione la quale richiede, affinché tutti si possano esprimere senza ostacolarsi a vicenda, un minimo di disciplina, di organizzazione e di impegno. Simili riunioni non presentavano problemi nei gruppi di lavoro che abbiamo incontrato nel villaggio moderno, tali gruppi però erano formati da persone particolarmente interessate ad un dato argomento o a una certa attività e quindi si riunivano spontaneamente. I gruppi di cui parliamo adesso invece devono essere adatti a tutta la popolazione, anche ai più disinteressati, quindi è bene evitare riunioni impegnative e cercare di sfruttare al massimo i canali sociali che già esistono. Risulta allora agevole affrontare un argomento in due o tre persone durante le normali frequentazioni oppure, senza muoversi di casa e con più tempo per riflettere, affrontarlo in un gruppo organizzato su internet che risulta facile e funzionale anche con una dozzina di persone. Nulla vieta infine di combinare i due sistemi riportando sul proprio sito virtuale le idee emerse in un dialogo al bar o durante una pausa di lavoro, in questo modo potrebbe partecipare ad una discussione un numero ancor più elevato di persone.
Ricordiamo però che tali gruppi non sono riservati solo a chi è animato da interessi particolari, inoltre essi devono tutelare il comune interesse ed in essi ciascuno ha la possibilità di essere nominato rappresentante di tutti gli altri, quindi è bene che i partecipanti siano legati da vincoli di amicizia e nel gruppo regnino stima e fiducia. Ma quante persone conosciamo così bene da poter scegliere come nostri rappresentanti o essere scelti da esse come tali? Di nuovo ci troveremmo davanti a numeri come quattro, cinque, massimo sette o otto. È naturale infatti che si possa ricevere piena fiducia da un numero assai limitato di conoscenti e ciò deve essere visto come un vantaggio, poiché in questo modo è facile essere vicini al proprio rappresentante per sostenerlo o controllarlo secondo necessità.
Se in prima battuta poniamo come pari a cinque il numero giusto di persone per formare i suddetti gruppi, possiamo facilmente immaginare di suddividere il primo anello in parti da cinque persone, tuttavia ciò sarebbe molto difficile e poco pratico da realizzare nella realtà per vari motivi:
• la scelta del gruppo a cui appartenere deve essere libera, ma un numero fisso imporrebbe di doversi accontentare dei posti rimasti vacanti
• il numero dei cittadini è in continua mutazione: ogni giorno diverse persone diventano maggiorenni e ogni minuto molte persone muoiono
• i vincoli di amicizia spesso legano gruppi di numero più elevato che giustamente non vorrebbero dividersi
• non tutti si interessano o si sentono preparati sugli stessi argomenti quindi bisogna prevedere che non sempre tutti partecipino alle discussioni; per garantire un minimo di partecipazione in alcuni casi è opportuno un numero maggiore di cinque anche se non tanto da rendere caotica una riunione a cui tutti volessero partecipare.
È pertanto fisiologicamente necessaria una certa elasticità e ci sembra opportuno un numero variabile fra cinque e nove poiché è chiaro che in dieci ci si può agevolmente dividere in due gruppi da cinque. Si tratta di una convenzione per contemperare le diverse esigenze, potremmo anche far oscillare il numero fra sei e dodici, l’importante è non raggiungere numeri troppo grandi e che non vi sia troppa differenza numerica fra i vari gruppi in modo che i vari rappresentanti abbiano grosso modo la stessa dignità nel secondo anello.
In questo modo è possibile che dei membri entrino o escano dal gruppo senza compromettere tutto il sistema e solo in casi particolari saranno necessari scissioni o accorpamenti.

Sulla cresta dell'onda

PALCO D’ONORE
 ru1 
GEORGES GURVITCH 

lampadina   COME REGISTRARSI?

iperindice  IPERINDICE

 

 

<  precedente                                        successivo >

ccl

VN:F [1.9.22_1171]
Rating: 10.0/10 (2 votes cast)
VN:F [1.9.22_1171]
Rating: +1 (from 1 vote)
5.c.10 - Quanto piccoli devono essere i gruppi?, 10.0 out of 10 based on 2 ratings

2 Commenti per “5.c.10 – Quanto piccoli devono essere i gruppi?”

  1. Leonardo il Grosso ha detto:

    In un mondo sempre più veloce, sempre più frammentato, difficilmente riusciamo ad avere rapporti sociali frequenti e intensi con più di una decina di persone, quindi la scelta del numero, anche se definita esemplificativa del nuovo modello, mi sembra aderente alla realtà.

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: 4.0/5 (1 vote cast)
    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +1 (from 1 vote)
    • Morias Enkomion ha detto:

      Penso che possiamo tranquillamente rallentare senza che il mondo si preoccupi di noi… anzi piu’ rallentiamo piu’ il mondo ce ne sara’ grato.

      VN:F [1.9.22_1171]
      Rating: 5.0/5 (1 vote cast)
      VN:F [1.9.22_1171]
      Rating: +1 (from 1 vote)

RSS feed for comments on this post.

Scrivi un commento

Devi essere connesso per inviare un commento.

Il progetto Ofelon usa la licenza Creative Commons
Creative Commons License