3.a.1 – Qual è il senso della vita?

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1 Giugno 2009 — Riccardo Sabellotti - Giacinto Sabellotti

riflessioneQual è il senso della vita?

L’immagine che la scienza moderna ci fornisce della vita è quella di un fenomeno naturale, come il vento e la pioggia, una conseguenza delle leggi della fisica e della chimica; che senso hanno il vento e la pioggia?
La visione scientifica della vita sembra dirci che la vita di per sé non ha alcun senso, né l’ha mai avuto, invece a ben vedere ci dice che è la vita che dà un senso a tutto il resto in quanto ogni organo del nostro corpo, ogni cellula, persino ogni proteina è stata finemente progettata dalla selezione naturale per tramandare la vita alle generazioni successive; anche il nostro cervello non fa eccezione a questa regola: la nostra voglia di vivere, l’istinto di autoconservazione, la curiosità, la capacità di immaginazione, l’intelligenza, la memoria e persino le nostre superstizioni, come abbiamo visto, hanno un loro ruolo nel perpetuarsi della vita.
Nel mondo che ci circonda ogni oggetto acquista un significato in base al ruolo che svolge nella nostra vita: il nostro orologio può essere un mezzo utile per misurare il tempo e quindi pianificare la giornata, in tal senso può essere visto come un valido strumento di lavoro; se di marca prestigiosa può essere invece un ornamento di cui fare sfoggio nelle riunioni sociali importanti; se è un regalo della nostra dolce metà può essere il simbolo di un amore; a volte può essere tutte e tre le cose insieme.
Ogni nostro pensiero rappresenta il manifestarsi della vita della nostra mente; che cosa avrebbe senso senza la vita? Potremmo porci queste domande senza essere vivi? Ovviamente no. La vita dunque ha chiaramente un ruolo e quindi un senso, è il primo e il più importante punto di riferimento della nostra mente, il primo dei nostri valori.
La vita, essendo legata in modo indissolubile alla nostra natura, è un valore sempre attuale, ma oggi sono cambiati i pericoli che possono minacciarla: niente più orsi, leoni e lupi, ma rapinatori, sinistri stradali ed incidenti sul lavoro; ne segue che oggi devono cambiare anche i metodi per proteggerla, un adattamento culturale è necessario ed inevitabile proprio perché la vita mantiene il suo ruolo.

Sulla cresta dell'onda

PALCO D’ONORE
    STANLEY MILLER   stellastellastellastella

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pillola   n. 17 –  IL SENSO DELLA VITA

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5 Commenti per “3.a.1 – Qual è il senso della vita?”

  1. Petronilla la Sottile ha detto:

    Gli esperimenti di Miller sull’origine della vita sono interessantissimi, grazie per averli segnalati nel palco d’onore che, come al solito, permette di spaziare su wikipedia l’argomento del post.

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  2. Gismondo il Malagrotta ha detto:

    Il problema è che in un mondo sempre più complicato e in sempre più rapido cambiamento, non è facile individuare (figuriamoci risolvere) i nuovi problemi, ma sicuramente il fatto che qualcuno se lo ponga questo problema è un primo importante passo verso un nuovo sistema che educhi alla necessaria nuova cultura della duttilità e dell’adattamento.

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    • Carlotta da Camerino ha detto:

      Noi italiani possiamo insegnare duttilità e adattamento a chiunque, ma purtroppo lo facciamo alla giornata, improvvisando alla bisogna. Quello che dobbiamo imparare è l’organizzazione, la cultura del metodo e allora diverremmo veramente insuperabili ❗

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      • Alafrida dal Lago ha detto:

        Non è facile contemperare l’estro e la fantasia con le esigenze di metodo e organizzazione, ma in una popolazione numerosa come quella degli Stati attuali, ci si può riuscire ricorrendo alla specializzazione e alla comune gratificazione. Per farlo però bisognerebbe dare voce a chi riuscisse ad inventare una tale metodologia e non mi sembra che ci siano i presupposti sociali che valorizzino ciò che non sia prettamente commerciale.

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      • Morias Enkomion ha detto:

        Perche’ dobbiamo essere primi? Credo che un valore da abbandonare sia proprio quello che ci impone di primeggiare su tutto e tutti. In un mondo dove tutti vogliono essere i primi, io aspiro ad essere nessuno, cosi’ che quando accechero’ Polifemo possa dire che e’ stato nessuno…

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