3.b.12 – Cosa lega democrazia e libertà?

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25 Giugno 2009 — Riccardo Sabellotti - Giacinto Sabellotti

Cosa lega democrazia e libertà?

Quando la democrazia venne introdotta per la prima volta in Grecia nel VI secolo a.C. essa aveva chiaramente lo scopo di togliere potere politico alla classe dominante dell’epoca. Una situazione simile si formò in Francia al tempo della Grande Rivoluzione, vi era una classe dominante di ricchi proprietari terrieri (gli aristocratici) ed una nuova classe emergente (gli industriali) sempre più insofferente del predominio aristocratico. Nelle colonie inglesi in America, nello stesso periodo, il passaggio alla democrazia avvenne contestualmente all’ottenimento dell’indipendenza da un governo centrale, ancora di tipo aristocratico, dispotico e distante; più volte nella storia dunque la democrazia è stata proposta come forma di governo alternativo a quella di una classe dominante sentita come troppo oppressiva. La classe dominata, ovvero il popolo, essendo costituita in genere dalla stragrande maggioranza della popolazione, si libera dal giogo dei suoi dominatori e decide quindi di governarsi da sé; la parola democrazia in greco antico aveva infatti il significato di governo del popolo (demos= popolo, cratos= forza, potere, governo). In linea di principio il concetto è molto semplice: niente più dominatori, quindi nessuna autorità al di sopra del popolo, il quale dovrà allora trovare una qualche forma di autogoverno; la democrazia ha dunque due caratteristiche fondamentali:
• il popolo è la massima autorità;
• il governo dipende dalla volontà popolare.
Di conseguenza, le forme di governo non democratico, prevedono che il popolo sia governato da qualcun altro, sia cioè ad esso subordinato, soggetto ad altra autorità, in altre parole non libero. La democrazia è dunque la premessa fondamentale per avere un popolo libero da autorità superiori, comprese le Istituzioni pubbliche che sono a loro volta soggette all’autorità popolare (autogoverno).
Un popolo libero non garantisce che ogni singolo individuo sia politicamente libero, anche un governo democratico può stabilire delle limitazioni ingiuste e discriminatorie, specialmente nei confronti di minoranze etniche, linguistiche, religiose, ecc., tuttavia il singolo non può dirsi veramente libero se non lo è il popolo a cui appartiene; la democrazia è quindi una premessa necessaria, anche se non sufficiente, anche per la libertà dei singoli cittadini.
Per quanto il principio della sovranità popolare possa apparire semplice e banale, la sua realizzazione appare di sicuro assai più difficile: le società tribali nelle quali l’essere umano si è evoluto non erano, per quanto ne sappiamo, di tipo democratico; sebbene non vi fosse una classe dominante, il suo ruolo era svolto dal capovillaggio e dalla tradizione, in particolare quella religiosa, che disciplinava il comportamento quotidiano di ciascuno; la popolazione non si autogestiva, ma seguiva gli insegnamenti ricevuti dagli antenati e le direttive del capo, che venivano accettati con una certa passività, ma che in genere risultavano validi, essendo frutto di una lenta evoluzione culturale e di una navigata esperienza in un ambiente abbastanza stabile. Ne segue che la natura dell’essere umano non è spontaneamente democratica, si tratta di un nuovo adattamento culturale che, peraltro, si è diffuso solo parzialmente fra la popolazione incontrando molta resistenza.
Le popolazioni dei paesi occidentali discendono infatti dai servi della gleba del medioevo, a loro volta discendenti degli schiavi dell’Impero Romano, la loro tradizione culturale è ancor meno democratica di quella tribale e dopo millenni di servitù risulta difficile inserire nella propria mentalità concetti come la sovranità popolare e l’autogoverno; questo spiega come mai esista tanta difficoltà ad accettare e utilizzare con profitto una cultura democratica; a cosa serve allora la legittimazione dell’autorità popolare se poi il popolo non è in grado di usarla per ignoranza o mancata educazione? Abbiamo visto che una libertà legale priva di quella di fatto è una libertà apparente, analogamente un’autorità legale che di fatto non può essere esercitata dai cittadini è un’autorità del popolo apparente, cioè un’apparente democrazia.

Sulla cresta dell'onda

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DEMOCRAZIA, RIVOLUZIONE AMERICANA, RIVOLUZIONE FRANCESE

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2 Commenti per “3.b.12 – Cosa lega democrazia e libertà?”

  1. Gismondo il Malagrotta ha detto:

    Meglio questo post di tanti trattati accademici, basta veramente poco per focalizzare la vera natura della democrazia che in fondo si basa solo su due concetti. Una volta chiari tali due presupposti è veramente un gioco da ragazzi rendersi conto che la democrazia non è mai esistita in nessun Paese e in nessuna epoca.

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  2. Morias Enkomion ha detto:

    Non mi fa specie che la democrazia non esista e non sia mai esistita – chi ha letto un libro di storia con un minimo di mente critica e magari un libro di politologia dovrebbe saperlo – ma mi fa impressione rendermi conto di come la stragrande maggioranza del popolo creda davvero di vivere in una democrazia e che i Paesi occidentali siano democratici. La nostra Costituzione, bella sulla carta, ripudia la guerra, noi abbiamo militari in mezzo mondo per difendere gli interessi delle multinazionali, ma la gente invece di chiedersi perche’ tutto questo vede il Grande Fratello senza accorgersi che il Grande Fratello e’ colui che controlla le loro menti.

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