3.b.15 – Le false libertà rappresentano un grave pericolo?

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28 Giugno 2009 — Riccardo Sabellotti - Giacinto Sabellotti

Le false libertà rappresentano un grave pericolo?

Abbiamo visto come il comportamento di ognuno di noi segua la propria mappa mentale, come questa sia basata su dei punti di riferimento rappresentati dai valori umani e come la poca chiarezza, anche terminologica, su tali concetti provochi un inquinamento psicologico che ci porta ad agire contro i nostri interessi. Con riferimento al valore della libertà abbiamo appurato come esso possa essere pienamente tutelato solo in presenza di una vera democrazia, ma abbiamo anche capito che le attuali democrazie sono solo apparenti, in quanto non esistono i due presupposti che garantirebbero una piena sovranità popolare. Se non si raggiunge questa consapevolezza, come si può progredire? Come si può ricercare un sistema democratico se si è convinti di averlo già ottenuto? Ecco il grave problema costituito dalle false libertà, cioè da quelle situazioni in cui non risultano immediatamente evidenti le costrizioni di fatto in cui ci si trova.
Le false libertà vengono sicuramente alimentate dall’utilizzo improprio delle parole: se definiamo democrazia un sistema che democratico non è, difficilmente proveremo a capire quale sia il vero significato di tale termine e di conseguenza non proveremo mai a perseguire una vera democrazia. Sicuri di essere in un sistema democratico, quando inevitabilmente si diffondono dei gravi problemi sociali, si cercherà di apportare dei correttivi al sistema come possono essere il modello elettorale maggioritario, la soglia di sbarramento, ecc., ma in questo modo, pur potendo ottenere dei risultati di breve periodo, non si elimineranno le tensioni sociali in modo stabile e le stesse tenderanno a ripresentarsi in forme sempre più accentuate. Essere consapevoli di non essere liberi è il primo presupposto per cercare di liberarsi, ma da solo esso non basta, perché immediatamente dopo si deve individuare la vera causa che limita la nostra libertà e la giusta alternativa; se il popolo si sente oppresso dal sistema politico e rimane convinto che sia un sistema democratico, con l’esasperazione delle tensioni sociali arriverà a odiare la democrazia invece di perseguirla e tutelarla come sua primaria risorsa. In una situazione di tale disagio il popolo tenderà a rimuovere la vera causa dei propri problemi, cioè il presente sistema politico, ma confondendo questo con la democrazia, potrebbe aprire le porte al ritorno di sistemi autoritari e tirannici che per definizione sono la negazione della libertà.
Rimanendo in tema di libertà democratiche, abbiamo già detto come una falsa libertà di fondo consiste nella libertà di votare senza la libertà di scegliere i candidati; il caso limite è quello del candidato unico, ma si tratta di un caso dove almeno la falsità della libertà è più che evidente; cosa cambia se i candidati sono un migliaio, ma sono comunque tutti imposti? Praticamente nulla se non il fatto che è molto più difficile rendersi conto di trovarsi in una condizione di falsa libertà; una seconda falsa libertà consiste nella libertà di votare una pluralità di candidati riconducibili a pochi gruppi di interesse o a poche persone, cioè la libertà di votare una falsa pluralità; una terza falsa libertà è data dalla libertà di votare scegliendo fra candidati di cui non si conoscono né le capacità, né i rispettivi programmi e senza avere la possibilità di verificarne l’operato.
Oltre a una vera libertà di voto, in una democrazia è necessaria una vera libertà di informazione; su questo versante una falsa libertà consiste nel poter accedere a una pluralità di fonti di informazione che veicolano informazioni censurate, incomplete o, cosa da sottolineare, assolutamente inutili, ma adattissime a distrarre la popolazione dai veri problemi; una seconda falsa libertà si ha quando la stessa pluralità di informazione è solo apparente in quanto tutte le principali fonti sono riconducibili allo stesso gruppo di interessi o, in casi estremi, addirittura alla stessa persona.
Non si può concepire una democrazia che non assicuri ai propri cittadini la libertà di lavorare, ma se con un onesto lavoro, autonomo o dipendente che sia, non si riesce ad assicurarsi un’abitazione e ad essere autosufficienti, si avrà l’ennesima falsa libertà.
Anche la libertà di tutelare la propria salute può degenerare in una falsa libertà; la salute va salvaguardata soprattutto a livello preventivo e per farlo bisogna avere le giuste conoscenze, tenere i corretti comportamenti e fruire di quelli altrui: una alimentazione squilibrata può causare cardiopatie e quindi risultare anche letale, seguire i corretti principi alimentari sarebbe sicuramente preferibile, ma se poi si è costretti a mangiare alimenti trattati chimicamente (al fine di migliorarne il colore, il sapore, la conservazione) con sostanze tossiche, anche se moderatamente, è chiaro che si vanifica ogni sforzo individuale.
Ecco allora la necessità di un adeguato sistema giuridico che ponga le regole a tutela della libertà di vivere bene e di vivere con dignità, nonché di un efficiente sistema giudiziario che tali regole faccia rispettare, ma sia l’uno che l’altro dipendono dal sistema politico di cui si dispone e in una condizione di falsa democrazia anche la libertà di veder tutelati i propri diritti diviene facilmente una falsa libertà.
Tutte queste considerazioni non devono abbatterci, anzi devono servire da stimolo per cominciare a riconoscere e contrastare le false libertà; a questo fine diviene fondamentale un valore antico, ma sempre più attuale: il valore della conoscenza.

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3 Commenti per “3.b.15 – Le false libertà rappresentano un grave pericolo?”

  1. Leonardo il Grosso ha detto:

    Le false libertà sono pericolosissime perché appunto, non essendo percepite come tali, impediscono di prendere opportuni provvedimenti per tempo e, quando ci si accorge dell’inganno, la situazione è talmente compromessa da portare a delle sommosse popolari. Queste però, proprio perché aizzate dalla disperazione invece che dalla ragione, possono anche sovvertire il sistema che tale disperazione ha provocato, ma non saranno in grado di sostituire tale sistema con uno migliore.

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    • Gerulfo delle Milizie ha detto:

      Sono d’accordo, ma per prevenire questo fenomeno di rivoluzione incontrollata bisogna agire per tempo e le masse, finché non sono disperate, non intendono agire per niente. Serve allora un radicale cambiamento culturale che porti a gestire e non a subire gli eventi, ma da dove iniziare?

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  2. Morias Enkomion ha detto:

    E’ proprio cosi’, viviamo in un mondo apparente per ‘colpa’ del nostro cervello, che non ci mostra la realta’ visto anche che per qualcuno e’ estremamente conveniente che noi non ci rendiamo conto della realta’. Finora abbiamo parlato di Orwell, ora stiamo entrando in Matrix… il personaggio che piu’ mi piace e’ Morpheus, il Dio del Sonno che pero’ risveglia i dormienti.

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