3.c.1 – Come mai l’uomo apprende in tanti modi diversi?

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30 Giugno 2009 — Riccardo Sabellotti - Giacinto Sabellotti

Come mai l’uomo apprende in tanti modi diversi?

Per conoscenza si intende il sapere, ovvero l’insieme delle nozioni acquisite da un singolo essere umano, da una comunità o dall’umanità intera. Abbiamo detto che tale patrimonio conservato nella memoria è suddiviso, interpretato, organizzato nella nostra mappa mentale. Sappiamo già che la capacità di fare tesoro delle esperienze, accumulandole sotto forma di conoscenza, è una capacità tipica del mondo animale, una delle strategie di sopravvivenza di maggior successo; le esperienze che facciamo vengono riutilizzate per tutta la vita, ad esempio da bambini impariamo a camminare e a riconoscere i cibi dal sapore, attività che poi non abbandoneremo mai. È interessante notare che ciò che viene appreso dagli animali non sociali, in genere non solo viene acquisito anche dall’uomo, ma anche con lo stesso processo: l’esperienza diretta; rientra in questa categoria tutto ciò che riguarda il movimento del nostro corpo, i gusti personali, i rapporti con i propri simili, cioè tutto quello che fanno gli animali non sociali. L’accumulo di esperienze permette di superare i limiti dell’istinto rendendoci enormemente più adattabili all’ambiente dove viviamo.
Questa facoltà si è grandemente potenziata negli animali sociali grazie allo sviluppo della cultura, ovvero la conoscenza trasmessa da un individuo all’altro; in questo modo l’esperienza di uno diviene patrimonio comune. Anche in questo caso il processo di apprendimento umano sembra rimanere fedele alla nostra storia evolutiva, un gran numero di comportamenti sociali vengono infatti appresi inconsciamente per imitazione esattamente come avviene nel mondo animale.
Nell’essere umano vi sono poi stati nuovi sviluppi con la comparsa della parola, il cui uso viene acquisito per imitazione come le altre forme di comunicazione animale, ma che apre le porte a nuove forme di apprendimento, come ascoltare la narrazione di storie da parte di altri uomini; questi non si limitano a raccontare gli eventi accaduti, ma anche le proprie riflessioni e le loro generalizzazioni, trasmettendo così dei concetti astratti che superano di molto le capacità della semplice imitazione in quanto trasferiscono direttamente il pensiero. Il legame fra parola e pensiero è strettissimo, ascoltando i nostri simili istintivamente tendiamo ad imitare il loro modo di ragionare, memorizziamo i loro percorsi mentali come facciamo con le strade per tornare a casa e li inseriamo nella nostra mappa mentale come alternative possibili di pensiero da cui deriveranno scelte alternative di comportamento. Tale forma di apprendimento è praticamente impossibile con la semplice imitazione, il linguaggio ci ha reso animali culturali di un livello mai visto prima. L’evoluzione dell’apprendimento, ovvero quella della trasmissione culturale, tuttavia non si è fermata qui; lo sviluppo della scrittura, ed in seguito della stampa, ha aperto nuove frontiere: un singolo messaggio può infatti da allora rimanere inalterato per millenni ed essere diffuso a milioni di individui; infine con la comparsa di internet questa operazione sta diventando alla portata di tutti, oggi abbiamo possibilità di apprendimento e di evoluzione culturale molto maggiori di venti anni fa. Dato che la conoscenza, il patrimonio che accumuliamo nel nostro archivio mentale, può derivare da fonti molto più numerose e ricche rispetto al passato, forse sarebbe bene approfittarne.

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3 Commenti per “3.c.1 – Come mai l’uomo apprende in tanti modi diversi?”

  1. Gerulfo delle Milizie ha detto:

    I meccanismi di apprendimento possono risultare anche molto pericolosi in un mondo in cui si viene bombardati da notizie e informazioni da tutto il mondo, si arriva cioè a voler imitare o ad essere influenzati da comportamenti, abitudini e tradizioni molto distanti da noi.

  2. Petronilla la Sottile ha detto:

    Per me bisognerebbe riflettere di più su quanto siamo creduloni. Sarà pure una strategia evolutiva come dite voi, ma in questo mondo si sta trasformando in un suicidio di massa. Abbocchiamo a tutto, crediamo a tesi assurde, ci facciamo raggirare in ogni modo… forse ci stiamo impigrendo e preferiamo accendere la televisione piuttosto che il cervello.

    • Morias Enkomion ha detto:

      La TV rappresenta il totem. Siamo animali sociali ma anche religiosi, e la TV e’ un mezzo tecnologico percepito come divino, visto che ben pochi si rendono conto di come funziona e di chi e cosa c’e’ dietro. La gente apprende le notizie come se fossero dogmi non criticabili, perche’ ovviamente il totem, la rappresentazione terrena della divinita’, non si puo’ criticare pena la gogna.
      La cultura puo’ liberarci dalla menzogna globale, ma il primo passo e’ volerlo ed essere tanto umili da ammettere che tutto cio’ sul quale la nostra vita e’ basata e’ una sovrastruttura imposta per dominare le nostre menti. Un’evoluzione, non c’e’ dubbio, visto che prima la casta voleva dominare i nostri corpi ma e’ la mente che controlla il corpo…

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