3.c.4 – E’ meglio una cultura vasta o specialistica?

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3 Luglio 2009 — Riccardo Sabellotti - Giacinto Sabellotti

È meglio una cultura vasta o specialistica?

Riteniamo una credenza pericolosa e diseducativa l’opinione che la scuola debba insegnare ciò che serve per imparare un mestiere, perché ciò è altamente riduttivo: la conoscenza serve a vivere e non solo a lavorare, la cultura di base scolastica serve anche ad innumerevoli e fondamentali attività extralavorative come capire la società che ci circonda, capire la tecnologia che ci circonda, sapere a quali specialisti rivolgersi per un dato problema e capire i loro suggerimenti.
La logica di studiare solo per lavorare porta a vedere come positiva una suddivisione dei corsi scolastici in base alla futura specializzazione lavorativa, ma si tratta di una tendenza molto pericolosa che può portare alla formazione di masse di specialisti ignoranti, quindi dipendenti e manipolabili: quanti medici e ingegneri conoscono la differenza fra una democrazia reale ed una apparente? Quanti biologi ed architetti conoscono i diritti fondamentali previsti dalla costituzione? Quanti commercialisti ed avvocati conoscono la differenza fra una teoria scientifica ed una superstizione?
Un sapere molto specialistico riduce inoltre il numero di possibili impieghi, ci rende poco adattabili al mercato del lavoro; quante persone svolgono un lavoro diverso da quello previsto ai tempi della scuola? La possibilità di poter ripiegare su un’attività alternativa, magari migliore, dipende da una cultura di base che consenta di acquisire una diversa specializzazione. La scuola pertanto deve puntare principalmente alla vastità della cultura di base in vista di future specializzazioni, le quali si delineeranno gradualmente nel tempo. Ovviamente la situazione cambia a livello universitario e si ribalta completamente una volta entrati nel mondo del lavoro; la formazione più specialistica quindi deve concentrarsi nelle università e nei corsi di formazione del personale e non a scuola.
Capita l’importanza della cultura di base bisogna però chiarirsi le idee su tale concetto. La cultura di base è un’insieme di conoscenze fondamentali necessarie per orientarsi nella vita quotidiana, ma abbiamo anche visto che i punti di riferimento per i nostri comportamenti sono rappresentati dai valori umani; è scontato che leggere, scrivere e far di conto sono nozioni fondamentali, è altrettanto scontato che è utile affinare tali conoscenze con studi di dizione, letteratura, grammatica e matematica, ma in quanti, genitori, insegnanti e istituzioni, sono consapevoli dell’importanza della conoscenza e della pratica dei valori umani? In quanti sono consapevoli che la cultura di base deve adattarsi anch’essa alle sempre più veloci modifiche dell’ambiente in cui viviamo? La cultura di base, per essere efficace, deve far acquisire le nozioni sulla natura dell’uomo sia da un punto di vista biologico che culturale, deve abituare a riflettere sui valori umani e sul loro adattamento al mondo attuale, deve insegnare un metodo per individuare, circoscrivere e risolvere i problemi. Quanti di noi possono vantarsi di possedere un’adeguata cultura di base?

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3 Commenti per “3.c.4 – E’ meglio una cultura vasta o specialistica?”

  1. Gilberto il Valligiano ha detto:

    Bisogna anche sottolineare come la nostra cultura di base, intesa come cultura scolastica fino alla maturità, anche se fosse ammodernata non rimarrebbe tale per tutto il corso della nostra vita. Quindi serve sicuramente una più consapevole conoscenza del ruolo della scuola e una conseguente riforma della stessa, ma allo stesso tempo bisogna convincersi ad aggiornarsi per tutta la vita anche nella cultura di base e non solo nelle nozioni specialistiche.

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    • Alafrida dal Lago ha detto:

      L’affermazione è condivisibile, ma l’applicazione è più difficile di quanto non sembri sia per il salto culturale che richiede, sia per la vita sempre più frenetica che porta ad utilizzare il tempo residuo per lo svago e l’evasione piuttosto che per la riflessione.

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      • Morias Enkomion ha detto:

        Domandiamoci il perche’ di questa vita frenetica che non ci permette di pensare… il controllo della mente ha come obiettivo non permettere alle persone di pensare. Siamo quindi deprivati del pensare, ovviamente in modo gentile ma e’ esattamente un metodo di tortura, dove per annullare il pensiero e la forza di volonta’ si usano droghe, isolamento, attivita’ frenetiche, deprivazione del sonno. Non notate una certa similarita’? Droghe ‘vietate’ ma libere, atomismo sociale, lavori lunghi e insoddisfacenti, dormiamo poco e male come conseguenza. Siamo degli zombie che cosi’ assorbono tutto quanto gli viene inculcato.

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