3.c.7 – Come valutare l’attendibilità delle informazioni?

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6 Luglio 2009 — Riccardo Sabellotti - Giacinto Sabellotti

Come valutare l’attendibilità delle informazioni?

Vista l’importanza delle informazioni nella formazione della cultura e vista l’importanza della cultura per la sopravvivenza, la selezione naturale ha provveduto a dotarci di meccanismi innati biologicamente, poi rafforzati culturalmente, per valutare l’attendibilità delle informazioni. Ricordando sempre di essere animali sociali, normalmente ci basiamo su due criteri:
• la fiducia nell’autorità gerarchica, la quale varia secondo la complessità della comunità e secondo il nostro ruolo in essa ricoperto; nei vari casi si riterranno affidabili le informazioni ottenute dal capo famiglia, dal capo del villaggio, dal sacerdote, dall’insegnante, dall’anziano, ecc.
• la fiducia nel comportamento diffuso, la quale tende a ritenere affidabile l’informazione ricevuta o confermata da più persone; è evidente che se tali persone rappresentano anche diverse autorità, l’affidabilità diventa massima.
D’altra parte un anziano viene ritenuto affidabile per la sua esperienza, un capo per la sua capacità, un insegnante per la sua conoscenza, perché mai un’autorità non dovrebbe essere affidabile? Possibile che una moltitudine di persone che ci confermano la stessa informazione siano tutte in errore? Ancora una volta dobbiamo ricordarci come per milioni di anni ci siamo evoluti in un ambiente tribale di poche decine di membri ed è in questo contesto che tali comportamenti risultano validi per valutare l’attendibilità delle informazioni. Guardiamoci intorno: l’esperienza dell’anziano e la preparazione dell’insegnante possono essere superate da un mondo che cambia sempre più velocemente; in una comunità di milioni di persone difficilmente si conoscono i propri governanti e spesso non c’è alcuna garanzia sulle loro capacità; non conosciamo né frequentiamo neanche la maggior parte degli altri membri della comunità con cui magari condividiamo il condominio, la metropolitana o il parrucchiere.
Tuttavia l’istinto del rispetto dell’autorità e del confronto con gli altri ci è rimasto; esso è talmente forte da indurci a rispettare non solo l’autorità, ma anche la rappresentazione della stessa, nonché a seguire il comportamento degli altri anche se perfettamente sconosciuti. Un produttore di decaffeinati può vantare le virtù dei propri prodotti rispetto alle conseguenze cardiache facendoli pubblicizzare ad un attore che per molti anni ha interpretato il ruolo di un medico in una serie televisiva e ottenere ottime vendite; il pubblico rispetterà l’autorità del medico pur consapevole che l’informazione è pervenuta da un attore. Allo stesso modo, dopo aver incontrato occasionalmente tanti sconosciuti in vari bar e averli sentiti decantare le proprietà dei dolcificanti per il caffè, tenderemo ad abolire lo zucchero.
Ecco allora sorgere il problema della falsa affidabilità dovuto a meccanismi inconsci di valutazione; più la struttura sociale diventa complessa e più la stessa cambia velocemente, tanto più aumenterà l’inquinamento psicologico da informazioni inattendibili; allo stesso tempo una popolazione sempre più specializzata ha bisogno di un numero sempre maggiore di informazioni.
In questo contesto:
• tendiamo a dare fiducia a chiunque ci parli con autorevolezza e chi c’è di più autorevole di chi ci parla dalla televisione?
• è noto che un’informazione ripetuta più volte alla fine viene ritenuta vera e chi ci ripete incessantemente le stesse informazioni più della televisione?
• siamo soliti organizzare le nostre giornate in modo ripetitivo fino a conferire una vera e propria ritualità anche ai gesti più semplici e quale fonte di informazione ci dà appuntamento alla stessa ora più del telegiornale?
I pubblicitari lo sanno bene ed è per questo che usano massicciamente il mezzo televisivo, ma anche i politici ne sono consapevoli, tanto da effettuare la propaganda elettorale nei migliori salotti dei più autorevoli conduttori televisivi. Quando la televisione si dichiara pubblica, ma di fatto è in mano ai politici, quando i politici subiscono l’influenza dei grandi imprenditori, quando i grandi imprenditori possiedono le televisioni private, potete immaginare l’attendibilità delle informazioni provenienti dalla televisione. Il cerchio si chiude quando i grandi imprenditori controllano tutte le televisioni private e assumono direttamente anche l’incarico di politici; dovrebbe essere tutto più chiaro per tutti, l’attendibilità delle informazioni dovrebbe essere considerata minima se non nulla, invece succede esattamente il contrario; chi è più autorevole di una persona con grande potenza economica e grande potenza politica che ci parla dai diversi grandi televisori che abbiamo in casa? Le informazioni che ci fornisce sono continuamente confermate da autorevoli giornalisti, conduttori, opinionisti e politici, tutti sconosciuti, ma tutti avvalorati dall’autorevole e quindi attendibile totem televisivo. Possono non essere attendibili le persone che ospitiamo tutti i giorni dentro le nostre case e che magari ascoltiamo durante i pasti nel momento in cui si riunisce la famiglia?
L’attendibilità delle informazioni non può dunque prescindere dall’attendibilità delle fonti e per giudicare tali fonti non possiamo non essere consapevoli delle nostre fragilità psicologiche. 

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4 Commenti per “3.c.7 – Come valutare l’attendibilità delle informazioni?”

  1. Angelica dal Vessillo Dorato ha detto:

    La ritualità delle nostre care abitudini, usate in ogni manifestazione della nostra vita, dalla Chiesa alla palestra, è diventata un boomerang sociale nel caso della televisione. Sono d’accordo che “la finestra sul mondo” è uno strumento assai subdolo che ci condiziona la vita, a cominciare dalla passività con cui si utilizza.

  2. Alafrida dal Lago ha detto:

    In effetti quando un esperto in qualche materia, per esempio uno psicologo, cura una rubrica in una trasmissione, diventa immediatamente (per la gente) lo psicologo per eccellenza. Questa notorietà porterà i conduttori di altre trasmissioni ad invitarlo e allora la sua fama troverà televisiva conferma.

  3. Leonardo il Grosso ha detto:

    Se è vero che siamo così facilmente influenzabili e manipolabili, se è vero che il tutto viene amplificato dai moderni media, come possiamo organizzarci per non essere raggirati in ogni nostra azione?

  4. Morias Enkomion ha detto:

    Dobbiamo mangiare merda: miliardi di mosche non possono sbagliarsi!

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