Condivisione e proprietà

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28 Dicembre 2013 — Riccardo Sabellotti - Giacinto Sabellotti

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Condivisione e proprietà

Proseguiamo la nostra esplorazione all’interno di un sistema economico. In base a quanto detto prima fra le sue parti vi devono essere dei rapporti economici; ne possiamo individuare diversi tipi: uno di essi è la condivisione. Per esempio all’interno di una singola famiglia, all’interno di molte comunità religiose, in alcune comunità tribali, molti beni sono infatti condivisi. Ciò vuol dire che lo stesso bene è usato da più persone: ad esempio la stessa penna può essere usata da tutti i membri di una famiglia, ovviamente in tempi diversi, così come allo stesso modo si può condividere una bicicletta o un vestito. Una casa o un televisore sono invece beni che possono essere usati da più persone allo stesso tempo; vi sono però anche beni a consumo immediato come i fazzoletti di carta, una pizza o una bibita, non possono essere consumati da più persone. In questo caso si condivide la risorsa, infatti tutti possono prendere un fazzoletto dallo stesso pacchetto, una fetta dalla stessa pizza ed un bicchiere dalla stessa bottiglia. La ripartizione del bene condiviso implica che ad ognuno spetta una parte a suo uso e consumo esclusivo, quella parte è sua. Da qui possiamo allora introdurre il concetto di proprietà: il diritto di usare in modo esclusivo un bene.
Per quanto possano apparire concetti banali, la condivisione e la proprietà sono state oggetto storicamente di infinite discussioni e contrasti da parte di filosofi, religiosi ed economisti. In nocciolo del problema è “come” eseguire la ripartizione ovvero come distribuire i beni comuni, quali la terra ed i suoi prodotti, nella società. Infatti se qualcuno rimane escluso dalla distribuzione non ha più senso parlare di condivisione bensì piuttosto di esclusione, prepotenza o furto. La proprietà può infatti derivare tanto dalla condivisione quanto dalla sopraffazione che dona diritti esclusivi a qualcuno escludendo gli altri.
Eseguire la ripartizione vuol dire anche distribuire la proprietà, quindi si pone il problema di riconoscerla e tutelarla con leggi opportune e di difenderla nella pratica dai ladri. Riassumiamo, per concludere, dicendo che un bene, come una torta alla panna, può essere condiviso, ripartito e posseduto ma anche rubato. La condivisione è una relazione fra quelli che mangiano la torta, la ripartizione è una relazione fra la torta ed i commensali, la proprietà è una relazione fra la singola fetta ed il suo possessore. Il furto (da un punto di vista economico) invece è una relazione fra un proprietario e uno che non lo è.

Sulla cresta dell'onda


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