Dono e scambio di favori

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28 Dicembre 2013 — Riccardo Sabellotti - Giacinto Sabellotti

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Dono e scambio di favori

Donare vuol dire dare un proprio bene a qualcun altro rinunciando ad usarlo per sé, quindi la proprietà del bene passa a questa seconda persona senza che si riceva qualcosa in cambio. Si tratta dell’esatto contrario del furto. Si può donare anche un servizio: ad esempio, se sono un meccanico ed eseguo una riparazione per un amico senza chiedere un pagamento, ho donato il mio lavoro. Quando il servizio è considerato di piccola entità viene in genere chiamato favore. Fare un favore a qualcuno vuol dire prendersi cura di lui, occuparsi delle sue esigenze. Qualcuno potrebbe domandarsi per quale motivo uno dovrebbe attuare un comportamento simile. All’interno di una famiglia è normalissimo prendersi cura l’uno dell’altro; inoltre, per tutti gli animali sociali è abbastanza normale adottare un simile comportamento anche all’interno della propria comunità, che si può vedere come una sorta di famiglia estesa. All’interno delle comunità tribali, dove tutti i membri sono legati da vincoli di parentela più o meno stretti, è scontato che nei rapporti siano frequenti condivisioni e favori. A questo punto, però, possiamo notare un fenomeno molto importante: data la frequenza dei favori all’interno di una piccola comunità questi diventano reciproci, cioè prima o poi, se Tizio fa un favore a Caio, capiterà anche che Caio farà un favore a Tizio. In una famiglia, in un gruppo di amici, in una società tribale, le occasioni di prendersi cura l’uno dell’altro capitano in continuazione, confermando tutte le volte i legami di amicizia, parentela e appartenenza sociale. Si arriva quindi ad un continuo scambio di favori che assume il ruolo di collante sociale: è il segno che si appartiene alla stessa tribù, famiglia o gruppo di amici; lo stesso si può dire anche per gli scambi di doni. Per ovvi motivi il furto ha il significato opposto come pure la mancata condivisione poiché anche la condivisione è tipica dei rapporti di parentela o amicizia. Lo scambio di favori e quello di doni sono rapporti economici? In base alla definizione che abbiamo dato in precedenza possiamo dire di sì. Da notare che il fine non è un ragionato profitto, bensì soddisfare l’istinto e la tradizione di aiutarsi l’un l’altro. Tuttavia possiamo immaginare un guadagno più grande di questo? Tale comportamento basato sui buoni sentimenti e valori quali la famiglia e la piccola comunità risulta certo economicamente molto vantaggioso, permettendo la collaborazione, la specializzazione ed una equa distribuzione dei beni disponibili. Essendo un processo continuo all’interno della vita quotidiana non ha molto senso domandarsi se un favore fatto sarà restituito: doni, condivisioni e favori vanno e vengono di continuo con le persone con cui si condivide la casa, il villaggio e quindi la vita.

Sulla cresta dell'onda


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