Il baratto

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29 Dicembre 2013 — Riccardo Sabellotti - Giacinto Sabellotti

appetizers on display at bazaar

        

Il baratto

Se passiamo ad esaminare gli scambi fra villaggi diversi, con persone quasi estranee o con le quali ci si vede due volte l’anno, troviamo significative differenze nei rapporti economici. In questo caso ciò che viene donato non può tornare indietro in tempi brevi quindi si rimarrebbe a lungo con qualcosa in meno e per giunta a vantaggio di qualcuno che per noi è in pratica un estraneo. I rapporti economici interni al villaggio non sono altrettanto convenienti all’esterno, infatti da sempre sappiamo che gli scambi fra villaggi diversi avvenivano secondo lo schema del baratto: io do una cosa a te e tu dai una cosa a me. Questo tipo di scambio economico viene detto scambio commerciale: anche tale scambio porta dei vantaggi sia al singolo che alla comunità. Sia l’uno che l’altra infatti in questo modo possono disporre di beni che altrimenti non avrebbero. Vanno comunque notate alcune importanti differenze: il baratto si può eseguire anche con perfetti estranei che si vedono una sola volta nella vita senza impoverirsi anzi guadagnandoci; può non avere alcuna influenza nei rapporti personali, cioè essere estremamente “freddo”; può essere vantaggioso imbrogliare; vi è una nettissima distinzione fra ciò che è mio e ciò che è dell’altro. In conclusione sia il dono che il baratto portano vantaggi economici ma funzionano in contesti diversi.
Nella nostra società, fittamente popolata da estranei, ecco che gli scambi commerciali divengono dominanti: sono infatti usati a volte anche con amici e conoscenti con i quali in effetti non possiamo condividere la vita come ai tempi del villaggio tribale; lo scambio di favori rimane quindi limitato alle piccole cose e tutto il resto avviene per via commerciale, perdendo molta della sua funzione di rafforzamento dei rapporti sociali. Infatti il baratto fra amici, sia pure importante e vantaggioso, appare sempre più freddo di un piccolo dono. Il vero problema comunque non è tanto quale sia migliore fra dono e baratto, poiché sono entrambi migliori nel loro giusto contesto; il vero problema è usarli male, fuori della loro natura, come per esempio far pagare un piccolo favore ad un amico o farsi sfruttare da un estraneo che non ci vuole bene ma ci considera solo dei polli da spennare.

Sulla cresta dell'onda


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