C’è differenza fra beni e risorse?

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19 Luglio 2013 — Riccardo Sabellotti - Giacinto Sabellotti

          

C’è differenza fra beni e risorse?

Spesso il termine risorsa è usato come sinonimo di bene. In altri casi invece per risorsa si intende un mezzo per produrre dei beni o averne accesso, un esempio può essere un campo coltivato che permette di produrre del grano oppure una miniera che permette di estrarre del carbone oppure il carbone stesso che permette di produrre altri beni come calore, energia, prodotti industriali. Anche in questo caso le risorse sono dei beni? Ovviamente sì (rientrano nella definizione), solo che si trovano in un rapporto particolare con gli atri beni che da esse si ricavano.

Tornando all’esempio delle bottiglie d’acqua nel deserto, la nostra scorta d’acqua può essere vista come una risorsa da cui attingere le bottiglie che consumiamo. A questo punto è importante notare alcune differenze fra il bene acqua come risorsa ed il bene acqua che placa la nostra sete. La nostra scorta d’acqua è un bene vitale che ci permette di sopravvivere nel deserto, senza di essa ci aspetta un periodo di sete estrema e poi la morte. Una singola bottiglia d’acqua invece, nel nostro esempio con 8 bottiglie, è un bene che ci permette di contenere la nostra sete e compensare la disidratazione per mezza giornata, senza di essa non moriremmo ma si abbasserebbe notevolmente la qualità della nostra vita in quella mezza giornata.

Immaginiamo ora scorte sempre più abbondanti: 16, 32, 64 bottiglie, all’aumentare dell’abbondanza avremo a disposizione ogni giorno 4, 8, 16 bottiglie ed ogni volta una singola bottiglia sarà per noi meno preziosa. Se infatti fossimo privati di una sola bottiglia il nostro disagio sarebbe sempre minore. Invece il valore della scorta, la nostra risorsa, rimane invariato, senza di essa ci aspettano sempre quattro giorni di sete estrema nel deserto. Anzi con l’aumentare della quantità, l’importanza della risorsa potrebbe anche aumentare: nei luoghi infatti dove l’acqua è sovrabbondante essa può essere impiegata per altri usi quali lavarsi, far funzionare gli impianti di riscaldamento, impianti di raffreddamento come i radiatori delle macchine, applicazioni industriali, impianti sportivi come le piscine, ecc.; l’utilità dell’acqua come risorsa quindi cresce e con essa il suo valore. Certo, se noi attribuiamo all’acqua un valore infinito in quanto indispensabile per la sopravvivenza dobbiamo riconoscere che aggiungere altri usi non può comportare un significativo aumento di valore, ma se consideriamo un bene non vitale come il petrolio dobbiamo riconoscere che la sua importanza è cresciuta con il moltiplicarsi delle sue applicazioni, tra cui fornire energia per le pompe che estraggono acqua per dissetarsi ed irrorare le coltivazioni, divenendo in questo modo un bene di vitale importanza per la società. Tutto questo non sarebbe accaduto se fosse stato una sostanza rarissima in natura, il suo valore come risorsa deriva anche dalla sua abbondanza. In questi casi allora è opportuno fare distinzione fra un semplice bene ed una risorsa: un bene è tutto ciò che soddisfa un nostro bisogno, una risorsa è un bene che soddisfa indirettamente i nostri bisogni fornendoci i beni necessari. Il valore di una risorsa rimane costante o cresce con la sua abbondanza, quello di una sua porzione (come la singola bottiglia d’acqua) invece diminuisce al crescere della risorsa.

Sulla cresta dell'onda


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