La comunità è una risorsa?

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19 Luglio 2013 — Riccardo Sabellotti - Giacinto Sabellotti

          

La comunità è una risorsa?

Da quanto detto fino ad ora, per gestire in modo ottimale i propri beni è necessario conoscere le nostre esigenze, i beni a disposizione e quelli che lo potrebbero diventare.

Quali sono le nostre esigenze primarie? Quali i beni e le risorse a nostra disposizione? Quali i nostri valori da proteggere? Queste sono le domande che ciascuno di noi si deve porre poiché le esigenze e quindi le risposte alle suddette domande variano da individuo ad individuo.

Facciamo un esempio: Antonio è un cittadino italiano, lavora a Milano come impiegato, ha 28 anni e vive da solo.

Quali sono le esigenze primarie di Antonio? In quanto essere umano avrà come esigenze biologiche imprescindibili quelle di mangiare, bere e dormire. I beni con cui soddisfare le predette esigenze sono ovviamente cibo, acqua ed un rifugio dove riposare ed il tempo necessario per farlo.

Tali beni sono effettivamente disponibili? Cibo ed acqua se li procura regolarmente in un supermercato vicino la sua casa ereditata dai nonni. I beni sono dunque disponibili, tuttavia la situazione è più complicata di quanto possa sembrare a prima vista: per comperare cibo ed acqua Antonio deve avere i soldi necessari e questi se li procura con il suo lavoro. Anche se la casa è di proprietà ci sono dei costi condominiali, le bollette da pagare, quindi sono necessari altri soldi, altre ore di lavoro. Risulta allora che per mangiare, bere e dormire Antonio usa cibo, acqua, un supermercato, soldi, un lavoro, una casa. Per andare a lavoro però è necessario un mezzo di trasporto come la metropolitana per raggiungere il centro di Milano, per lavorare inoltre deve sfruttare le sue capacità professionali, e sperare di mantenersi in buona salute. Il supermercato inoltre non produce né cibo né acqua ma li compra a sua volta dai produttori usando una rete di trasporti per le varie merci. Il discorso potrebbe continuare considerando le necessità dei produttori (agricoltori ed allevatori) per poter andare avanti con il loro lavoro. Il risultato è che solo per bere Antonio usa non soltanto acqua ma bicchieri, bottiglie, il suo lavoro, la sua cultura professionale, la metropolitana, il supermercato ed i mezzi di trasporto che lo riforniscono, l’industria del vetro per i bicchieri, quella della plastica per le bottiglie, quella del petrolio per i carburanti, quella alimentare per nutrire tutti i lavoratori coinvolti.

In conclusione per mangiare, bere e dormire noi tutti inconsapevolmente utilizziamo una enorme varietà di beni, che provengono dalla società in cui viviamo, dal nostro lavoro e dalle risorse naturali. Il nostro benessere dunque è fortemente legato alla nostra comunità attraverso mille canali.

Questa catena di beni e servizi presenta dei punti deboli? Potrebbe interrompersi? Quali di questi beni siamo in grado di gestire? Per rispondere a queste domande è bene, come primo passo, fare un elenco, anche parziale, dei beni a disposizione.

Sulla cresta dell'onda


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